Zen. Storia di persone.

Un punto di vista diverso. Questa è una delle tante osservazioni venutemi alla mente leggendo il post Zen. Storia di persone. di Treccenere. Diverso da quello di uno della mia generazione, di chi ha partecipato o si ricordi le tante “lotte per la casa” degli anni 70 e 80, diverso da un approccio di tipo movimentista.  E diverso anche dall’approccio giornalistico cui abbiamo assistito in queste ultime settimane.  Treccenere ne fa una questione più squisitamente “umana”, prima ancora che sociale o “di classe”.  Nelle sue foto è perfettamente evidente: c’è la vita, nonostante tutto, con le incombenze quotidiane da affrontare magari in una tenda, con i tanti sorrisi che, nonostante tutto, numerosi vengono fuori. C’è la voglia di esserci e di fare. Persone, non “gente” nè, tantomeno, “vinta”.

I miei complimenti a Treccenere sia per la qualità delle fotografie ( ma che fosse brava lo sapevamo già), sia, anzi soprattutto, per aver voluto affrontare un tema niente affatto facile, un tema che obbliga a venire a contatto con la sofferenza, un tema per svolgere il quale bisogna uscire dal proprio guscio, dal proprio ambiente, e farsi accettare in un quartiere dal quale noi palermitani ci teniamo quanto più possibile distanti . . .

Queste le foto:

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