Non tutto è free, non tutto è open

Nelle ultime ore ho totalizzato ben due occasioni di “frustrazione da mancato download”!

Ieri sera è avvenuto mentre cercavo lo schema elettrico di un mio vecchio amplificatore audio. Volevo, vorrei, mostrarlo ai miei alunni della quarta per un discorso sugli amplificatori che ci accingiamo a studiare. Ebbene, sono incappato in una quantità sbalorditiva di falsi risultati di ricerca. Una parte di occorrenze rimandava a siti che dicevano di consentire il download dello schema, ma in realtà poi lo cedevano a pagamento . . . Un’altra parte, anzi, la maggior parte, rimandava a siti fantasma, a pagine piene di sigle di componenti e . . . basta! Ci stanno solo le sigle e una grande quantità di pubblicità. Informazione utile: assente!

Oggi sono incappato nella stessa sindrome, questa volta dovuta alla ricerca di test attitudinali. Mi servirebbe poterne adattare uno alla selezione degli alunni per un piccolo progetto della scuola. Ebbene, anche in questo caso, montagne di risultati che promettono mari e monti, ma che, stringi stringi, conducono a siti commerciali di psicologi e consulenti. Da scaricare non ho trovato nulla.

Conclusione: ho evidentemente trovato, in rapida successione, due settori per i quali le logiche “2.0” non sono ancora state applicate. Settori per i quali deve, ancora, essere conveniente la mancata circolazione dell’informazione. Settori chiusi. Possibile? Provare per credere!

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