Carlo Columba

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Archive for the ‘ecologia’


Digital Europe – La visione per i prossimi 5 anni

Segnalo qui l’intervento di Viviane Reding fruibile al sito Information Society della Commissione Europea.  La prima parte è dedicata alla dimostrazione della importanza, anche economica, della diffusione della  “banda larga ” in Europa: si prevede la creazione di oltre un milione di posti di lavoro ed un incremento economico complessivo valutabile in oltre 850 miliardi di Euro. Tutto ciò essendo il frutto del potenziale economico degli attuali “nativi digitali”.

La seconda parte molto pragmaticamente intitola: Digital Europe: four immediate steps for the coming month. Eccoli:

  1. portare a compimento la regolamentazione delle telecomunicazioni a livello europeo. Abolendo la frammentazione delle offerte il mercato “business” ne trarrebbe un forte slancio
  2. incoraggiare la competizione e gli investimenti sostenibili sulle reti di prossima generazione
  3. rendere più attraenti i servizi “mobile” basati sul 3G
  4. accelerare la transizione al digitale terrestre

Per finire le priorità per i prossimi cinque anni (Digital Europe: four priorities for the next five years):

  1. facilitare l’accesso ai contenuti digitali, soprattutto aggiornando la legislazione relativa all’utilizzo della proprietà intellettuale per i servizi on line: i contenuti devono velocemente diventare molto fruibili a livello consumer
  2. creazione di uno spazio “user-friendly” per i pagamenti da apparati mobili
  3. puntare su di una economia digitale aperta ai piccoli servizi, sfruttando tecnologie come il “cloud computing” che offre grandi potenze di elaborazione a costi molto contenuti e senza necessitare ulteriori investimenti
  4. creare soluzioni ICT a bassa emissione di anidride carbonica: si calcola ad esempio che sostituendo il 20 per cento degli incontri commerciali con incontri in videoconferenza si risparmierebbero ogni anno  22 milioni di tonnellate di CO2

Partecipare ad uno studio sull’evoluzione

Praticamente una sorta di social network scientifico! L’idea che sta alla base del sito Evolution MegaLab è quella di chiedere la collaborazione di tutti i cittadini disponibili per la effettuazione di rilevamenti sulla biologia di una specie di chiocciola piuttosto diffusa, la Cepea. Una volta scaricata l’apposita scheda e le semplici istruzioni di compilazione, si potrà partecipare alla ricerca caricando sul sito i dati rilevati durante le passeggiate in natura. In tal modo si potrà capire l’andamento delle trasformazioni nella evoluzione di questa specie, per esempio le variazioni di coloritura col variare delle condizioni climatiche, con un livello di dettaglio e una copertura territoriale molto molto estesi. I dati che vanno emergendo dalla ricerca sono pubblicamente disponibili sotto forma di foglio elettronico liberamente scaricabile.  Il tutto, ovviamente, a costo praticamente zero!

Molto interessante anche la possibilità di georeferenziare le osservazioni direttamente utilizzando le mappe di google. Insomma: partecipazione, mashup, ricerca, questo è proprio un bel web!

Su YouTube un video di spiegazione.

Sono stato alla Favorita

Per ben due volte negli ultimi otto giorni, ovvero due domeniche di fila, mi è capitato di bazzicare con amici e ragazzini per il Parco della Favorita (Palermo). Riporto una citazione da palermoweb.com:

Era ad un tempo parco, luogo per esperimenti agricoli di carattere utilitario (quali le coltivazioni di agrumi – oggi quasi tutti mandarini – olivi, frassini, noci e sommacco), riserva di caccia. Vi erano ombrosi viali, esedre, spiazzi con sedili, fontane, frantoi, cantine, ecc. Verso le pendici del monte, nella fitta boscaglia di leccio e lentisco che ospitava fagiani, pernici, beccacce, conigli, ecc, si snodava un accidentato percorso di caccia appositamente creato ed interrotto dalla presenza dei torrioni neogotici, destinati a deposito di armi e munizioni e al riposo.

Dai borboni ad oggi certamente i tempi sono assai cambiati, ma, pur conoscendo le diverse nefandezze di questa città alla quale siamo tuttavia irragionevolmente affezionati, qualche interrogativo sorge spontaneo.

Ad esempio: perché ci troviamo costretti a rispondere a domande del tipo “papà, ma cosa ci fanno le prostitute?” (more…)

Linguaggio giornalistico??

Trasecolato leggo su Repubblica-Palermo di oggi l’articolo di Chiara Saturnino:

A Sferracavallo il paesaggio si affaccia sul mare. E il mare, incontrastato, si abbatte sul paesaggio provocando non pochi danni.  . . .

Che dire, l’idea del paesaggio come di una entità  agente, capace di “affacciarsi” . . . Il mare poi, parte integrante del paesaggio, che fa, si abbatte su se stesso?

Decisamente una frase poco felice, ma si capisce, sono cose che possono capitare . . . Certo, anche il contenuto dell’articolo non é che mi convinca molto: se il mare provoca danni a qualche manufatto, significa al 90 per cento che quel manufatto là non doveva starci! Ma questo, ovviamente, è solo il mio insignificante parere ;)

Articoli di questo tipo mi fanno temere che si voglia mettere mano a nuove colate di cemento lungo la costa, evento questo da evitare come la peste! Se poi ogni tanto qualche mareggiata intacca muretto e sede stradale . . . bè, si possono sempre riparare!

Benzina cara? Ancora non abbastanza . . .

La lettura del giornale di stamattina mi ha causato un malumore dal quale ancora non riesco a tirarmi fuori: Berlusconi e la magistratura, lo scandalo dei mutui americani . . . Un articolo di Antonio Fraschilla sull’inserto “Palermo” mi ha particolarmente infastidito: non capisco bene “da che parte si colloca” il suo autore , comunque, mi è sembrato una “occasione perduta” per affermare qualcosa di sano e di sensato in questo panorama di insensatezze ambientali ed energetiche. L’articolo è Benzina, consumi a picco
In sei mesi vendite calate del 12 per cento
leggibile on line al link indicato. L’articolo comincia (a mio parere in modo piuttosto infelicemente) dicendo testualmente:

In città i consumi della benzina sono diminuiti del 12 per cento dall´inizio dell´anno. Colpa del caro gasolio, che ieri nei 320 distributori di Palermo ha fato registrare un nuovo record:

Colpa?? A me, sinceramente, pare un merito! Non prendetemi per masochista . . . vivo di stipendio anch’io e non è che trovi particolarmente fare il pieno . . . Tuttavia la diminuizione dei consumi va salutata come un elemento positivo nel panorama dell’inquinamento cittadino (abbiamo apppena fatto le ZTL o sbaglio?) Più avanti si legge:

«Il calo dei consumi è comunque molto preoccupante e rischia di mettere in ginocchio proprio il nostro comparto, che ha una provvigione fissa di 0,40 centesimi al litro al di là del costo della benzina», dice Benincasa.

Ci risiamo . . . preoccupante il calo dei consumi? Mi spiace per i lavoratori del comparto, mai vorrei che nessuno perdesse il lavoro, ma non per questo è ammissibile cercare di mantenere elevato il livello dei consumi.

L’articolo poi cita il corrispondente aumento dell’uso del mezzo pubblico: e qui si perde l’occasione di salutare questo evento come un dato positivo!

Fumi sulla città

Bruciatura delle potature

A dispetto dei tentativi di ridurre l’inquinamento cittadino, polveri sottili in testa, nelle belle giornate i monti circostanti la città, i celebri monti della Conca ex d’Oro, sono costellati da numerosi e consistenti pennacchi di fumo che si sollevano dai fuochi accesi per eliminare le sterpaglie e le potature delle zone forestali. Si tratta di fuochi controllati, non c’è pericolo di incendio, e poi la stagione non è quella estiva, quando basta una raffica a far saltare il fuoco da un punto all’altro.

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Come consumatori possiamo combattere gli incendi in Siberia?

Tempo d’estate, tempo di allarmi giornalistici sulle emergenze ambientali del pianeta. Già questo basta ad innervosirmi! Però non è delle dinamiche dell’informazione che voglio parlare in questo post, piuttosto ne prenderò spunto per riprendere un pensiero che ormai mi è diventato ricorrente. Ma andiamo con ordine.

Leggo da più parti della gravità degli incendi in Siberia. Abituati a considerare l’Amazzonia come l’ultimo grosso polmone del pianeta, difficilmente consideriamo i boschi di questa sterminata regione, eppure pare che gli incendi che li hanno interessati hanno quest’anno sollevato fumi e polveri arrivati fino al continente americano e sono risultati responsabili, tra l’altro, della fine repentina dell’estate in alcune regioni asiatiche.

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