Una esperienza di orientamento

basetta sperimentale usata durante l'attivitàIn qualche caso sarebbe più corretto parlare di vera e propria “campagna acquisti”! Ebbene sì, ci siamo ridotti, a scuola, a contenderci gli alunni, a cercare di salvare il numero di cattedre di un istituto, a tentare di non perdere colleghi o andare in soprannumero (al sottoscritto è già capitato ben tre volte . . .). Così, in questo periodo di preiscrizioni scolastiche, cerchiamo di organizzare quanto possiamo per invogliare gli studenti della terza media a “scegliere noi”.

Al Majorana quest’anno abbiamo deciso di provare ad organizzare delle attività di laboratorio, a far lavorare concretamente a qualche piccola esperienza i nostri potenziali alunni dell’anno venturo, e quindi mi sono trovato coinvolto nell’organizzare un qualcosa di manipolabile e comprensibile per il laboratorio di “elettronica”.

Cosa non facile, nel nostro istituto, dovendo far “concorrenza” agli effetti speciali del laboratorio di chimica, con cambiamenti repentini di colore dei composti, con l’insieme di vetrerie e spettrometri, di molto più spettacolare. Bisognava dunque pensare ad un qualcosa di attraente e insieme significativo del percorso dell’indirizzo “informatica”, qualcosa che potesse essere significativo del rapporto tra elettronica e trattamento dell’informazione, argomento evidente se solo si pensi al mercato dei media digitali, ma assai difficilmente dimostrabile a dei dodici-tredicenni in visita. Con il collega insegnante tecnico pratico abbiamo dunque velocemente realizzato un piccolo lavoro dal titolo: Dado Elettronico ovvero “Codici e Tensioni” , qui scaricabile, basato su un dispositivo fatto da una serie di led colorati disposti a formare i punti di un dado da gioco e da un paio di integrati digitali per generare una combinazione numerica da visualizzare sul “dado”. La dispensina comprende una scheda da far compilare ai ragazzi durante l’attività: si tratta di far coincidere il numero visualizzato sul dado col numero binario a tre cifre riportato su di una apposita colonna. Una volta fatto questo si può constatare che la combinazione in codice binario è esattamente corrispondente, riga per riga, alla combinazione dei collegamenti a 5 volt o a massa dei tre fili usati per “lanciare il dado”; in tal modo risulta evidente che in elettronica trattiamo grandezze elettriche che, opportunamente codificate, consentono il trattamento dell’informazione (mi riferisco qui ovviamente alla natura e al concetto di “informazione elementare”, di codici “fatti da bit”).  Più difficile a descriversi che a farsi e infatti molti ragazzi hanno subito colto il nesso e terminata la compilazione della scheda in un tempo veramente breve.

Per me è stato interessante sia il contatto con i ragazzi di età inferiore a quella dei miei allievi del triennio superiore, sia la piccola sfida intellettuale del pensare e realizzare una attività didattica insieme abbordabile, attraente e significativa; viene da pensare, vien voglia di provare, una generalizzazione del metodo . . . La mia gratitudine a quanti vorranno dare un’occhiata alla dispensa e inviare qualche considerazione.

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