Turkish feelings (in Italiano)

Da Refresh – Ankara Kickoff Meeting

In viaggio verso la Cappadocia, il “Kickoff Meeting” è appena terminato (è stato l’incontro iniziale del progetto “Refreshments Policies for Teaching Staff”) con la cena lussuosa offerta dalle autorità scolastiche di Ankara. Il tempo è brutto, a tratti c’è nebbia, ma il viaggio procede spedito lungo la strada a doppia carreggiata.

E’ da ieri sera che ho voglia di scrivere qualche appunto su questa esperienza. Cominciamo da una sensazione ( probabilmente solo mia): il disagio. Disagio per non avere percepito in anticipo lo spessore del progetto, il livello organizzativo, la chiarezza di intenti. Fanno sul serio, lo si capisce subito. Nelle settimane da noi spese in riunioni per cercare di capire come partire, come far quadrare il budget, come risolvere i mille problemi di carattere logistico e burocratico, i partners turchi hanno approfondito le modalità di svolgimento del progetto, i tempi, i modi. Sanno già chi, tra loro, farà “che cosa”, e con quali scadenze. Le scalette di lavoro sono già praticamente definite.

L’ospitalità. Come sempre calda, ricca, generosa. A tratti commovente, per esempio durante la visita alla Hasanoglan Ataturk Anadolu Ogretmen Lisesi:  ci hanno accolto, fatto girare la scuola e fatto conoscere la sua storia, ci hanno offerto uno spuntino (praticamente una cena) durante il quale docenti e studenti hanno cantato; ad ognuno di noi hanno regalato un quadro realizzato nella scuola in tecnica Ebru. E’ stato un momento di grande contatto umano.

Tra le visite ad Ankara molto interessante è stata la visita al mausoleo di Ataturk. Certo, la retorica è tangibile, il culto della personalità evidente. Ma c’è qualcosa di molto vivo in questo luogo. “I love this man” mi dicono Özlem e Yildirim quando ci troviamo a  guardare la statua di cera del “padre della patria”. Lo dicono con semplicità e autenticità. Non posso fare a meno di riflettere: la Costituzione turca è del 1924 (ne ho trovato su scribd una traduzione in italiano), quella italiana del 1947. Non lontane, quindi, come periodo storico, eppure qui in Turchia si ha la sensazione di come la spinta della fondazione sia ancora forte e vitale, di come sia ancora il fondamento della unità nazionale. Del tutto diversamente, in Italia sembra non solo che si sia esaurita, ma addirittura diventano tangibili le minacce secessioniste della Lega Nord; e poi la sensazione è in qualsiasi ambito di stanchezza e di disillusione.

Ultima notazione: sono giovani! L’età media del gruppo di lavoro turco è molto più bassa della nostra. Nella scuola turca i docenti sono per lo più giovani: la maggiore freschezza, la maggiore energia è evidente.

Prossimo incontro a Palermo, nel mese di maggio.

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