Carlo Columba

Pagine Personali.

Didattica per problemi

Da “Formare ai Saperi” riporto testualmente:

Operare didatticamente per problemi impone, allora, di concepire l’attività della classe come l’attività di una “microsocietà scientifica” in cui gli allievi, a partire da ciò che sanno e dai mezzi che hanno a disposizione, cercano di acquisire una conoscenza che è nuova per loro. Il sapere, in quanto didatticamente trasposto, non è autentico, ma lo è (o dovrebbe esserlo) il lavoro intellettuale che essi mettono in campo per acquisirlo.

Trovo questa affermazione molto stimolante ed è una vera soddisfazione, per un docente, poter concepire una modalità così elevata dell’operare scolastico. Fa venire voglia di approfondire il discorso e, subito, di cercare una efficace messa in opera.

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Poutpourri Trimestrale

Ovvero una nuova rivista di fotografia creata a Palermo! Quando l’ho vista, sui banchi della mia edicola preferita l’ho comprata subito. Il suo creatore, Flavio Vicari, l’ho conosciuto tramite flickr e soprattutto tramite la sua instancabile attività di propositore di eventi legati al mondo della fotografia. Ebbene devo dire a Flavio e, naturalmente, agli altri collaboratori alla realizzazione: bravo, bravo, bravo! Non deve essere stato facile. Chi vive a Palermo sa quanto sia difficile venir fuori con una qualche attività: tutto e tutti sembrano congiurare per non fartela fare, per fermarti. Questa “cosa” , nata prima sul web, e molto rapidamente arrivata alla carta stampata, si è invece concretizzata: onore al merito.

Passo adesso alle impressioni dalla lettura.

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Percorsi e geolocalizzazione

In quest’ultimo finesettimana ho provato un diverso software per iPhone basato sul GPS: si tratta di Everytrail ed è molto semplice da utilizzare. Il suo vantaggio fondamentale risiede, almeno così è dichiarato, nel basso consumo della batteria, in quanto la traccia Gps viene registrata anche durante lo standby dell’apparecchio. In effetti la traccia non si interrompe, ma la batteria si è praticamente scaricata in circa 6 ore di registrazione, una durata che mi sembra imporre un limitte piuttosto stringente. Nessun problema invece riguardo la ricezione dei satelliti anche tenendo il telefono nella tasca dei pantaloni.

Molto utile e funzionale il servizio offerto dal sito everytrail.com: la traccia può essere caricata direttamente dall’iPhone semplicemente e velocemente; ma l’aspetto  più interessante sta forse nel posizionamento automatico delle fotografie importate sulla stessa traccia (a patto di  avere correttamente settato l’orario della camera). Quanto ottenuto può essere riportato in qualsiasi sito con la nota tecnica dell’embedding.

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Biennale delle immagini del mondo

Photoquai - 2eme biennale des imades du monde


Ho avuto l’opportunità, in quest’ultimo finesettimana, di visitare alcune delle esposizioni fotografiche nell’ambito di Photoquai. La manifestazione, non senza una certa tutta francese enfasi, ha come sottotitolo 2me biennale des images du monde, e comprende opere di 50 fotografi che vivono e lavorano nel mondo “non occidentale”: medioriente, africa, oceania, america latina. Per maggiori dettagli questo il link alla pagina di presentazione. Come il titolo può forse far intendere si tratta di una delle manifestazioni culturali promosse dal Museo del Quai Branly, il cosiddetto “museo dell’uomo”, che espone reperti delle culture cosiddette “primitive” nel senso che si tratta di manufatti non contaminati dalla cultura occidentale. Val sicuramente la pena di una (e anche più d’una) visita!
Photoquai 2009 è centrato su due esposizioni centrali, una ospitata nelle sale del museo, “165 anni di fotografia iraniana”, la seconda all’aperto, direttamente sulla banchina della Senna antistante il museo. Delle due la seconda è certamente più interessante sul piano fotografico, anche se mi sarei aspettato di trovare delle modalità espressive più originali, peculiari e caratteristiche dei paesi e artisti di provenienza. Tutto sommato, mi par di capire, il linguaggio fotografico è quello che è, quello che già conosciamo e pratichiamo “all’occidentale” e non mi pare che questi fotografi “non occidentali” riescano poi a scostarsene sensibilmente. “165 anni di fotografia iraniana” è interessante più che altro sul piano storico: si va dalle prime riprese fotografiche di metà ottocento alle foto della rivoluzione khomeinista, passando dalla guerra Iran-Irak, per arrivare alle sperimentazioni attuali. Interessante, ma appare chiaramente come una vera e propria “scuola” di fotografia iraniana non abbia ancora avuto modo di formarsi.

Delle tante altre esposizioni correlate a quella principale ho potuto poi vedere solamente Portraits croisés, al Pavillon des sessions del Louvre, ma, sinceramente, non vale la pena e la bellissima retrospettiva di Michael Kenna alla Bibliothèque nationale de France.

Web semantico cercasi disperatamente

Esperienza assolutamente esemplificativa! Non ho ancora finito di caricare su Youtube un video in due parti sulla soluzione delle reti elettriche in alternata. E’ un argomento che mi serve per le quinte classi, un classico dell’elettrotecnica e dell’elettronica. Bene, da un controllo sulla prima parte tutto ok, il video si vede bene ma . . .  i video correlati, quelli cioè che vengono proposti accanto e in aggiunta a quello principale visualizzato,  sono tutti sportivi! Anzi, calcistici: sono video di goal, di “reti” per l’appunto!

Ho provveduto a togliere la parola “reti” dalle parole chiave e dal titolo, spero entro domani di vedere correlazioni con video di argomenti più consoni!

. . . da provare . . .

Sempre più urgente, almeno per me, la necessità di tener conto degli strumenti e dei siti che potrebbero tornare utili per il lavoro o per se stessi. Vado così facendomi delle rubriche intitolate “da provare”, oppure “leggere”, “stampare”  e così via. Uso naturalmente anche gli strumenti del web tipo Delicious o Twine ma il tutto rimane sempre più caotico di quanto vorrei ;-)

Gli ultimi siti “2.0″ che vorrei provare (ma non so trovare il tempo di farlo . . ):

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Un barCamp a Palermo!

Non potevo non andare! Anche se solo per la mattinata mi sono unito al LivingLabCamp, evento creato attorno all’idea della co-creatività come molla per il rilancio delle realtà territoriali e organizzato dalla rete TLL-Sicily - Living Lab territoriale per la Regione Siciliana.

Gli incontri sono stati molto gradevoli e interessanti, la mia partecipazione ha riguardato un progetto al quale sto attualmente lavorando: Arca dei Suoni.

Tornare ad essere studenti

Trovo molto denso di significato e foriero di utili riflessioni l’intervento

Teaching How to Learn

by Konrad Glogowski

Viene affrontato il tema dell’inserimento delle tecnologie nelle attività delle classi, sottolinenando come non sia possibile una “magia” relativamente all’apprendimento dei nostri alunni:il solo e semplice utilizzo in ambito scolastico non è – ovviamente – sufficiente a garantire il successo formativo.

Sul fatto che le tecnologie a scuola debbano essere usate non può sussistere dubbio: sono già usate dai nostri alunni in altri contesti; compito della scuola è fare in modo che questo utilizzo diventi corretto, fruttuoso, utile per la formazione dell’individuo e delle sue capacità di apprendere e autonomamente scegliere nel corso della vita.

Il grande interrogativo diventa allora non “se” utilizzare le tecnologie nelle classi, ma “come” deve essere questo utilizzo.

Nell’ultima parte dell’intervento Glokowsky afferma: Read the rest of this entry »

Impossibile valutare gli insegnanti?

Nell’intervento Perché non si arriverà a valutare gli insegnanti, Gianni Gandola ci fa notare come, dalle proposte di Berlinguer alle più recenti di Aprea, siano esistite, e continuino tuttore a sussistere, nella scuola, fortissime opposizioni a trovare un qualche sistema che possa premiare, tra i docenti, i capaci e i meritevoli. L’analisi mi sembra del tutto condivisibile e particolarmente apprezzabile l’affermazione che la complessità non può diventare un alibi:

Abbiamo insomma la netta impressione che dietro le affermazioni secondo cui  il sistema scolastico è una realtà complessa, la valutazione delle competenze è una questione complessa e per nulla semplice (verissimo), ecc.  in realtà ci sia la tendenza (talvolta anche da parte sindacale) a lasciare le cose come stanno. Siccome valutare il “merito” è difficile allora non se ne fa nulla, fino a quando non si trova la soluzione perfetta. Cioè mai.

Sulla conclusione dell’intervento sono meno d’accordo, mi sembra davvero amara e distruttiva . . .

La mia personale e insignificante sensazione è che si possa cambiare i termini della questione e cercare dei sistemi di premio delle attività e dei progetti. Lasciamo stare le distinzioni tra bravi e meno bravi, all’interno delle comunità professionali sono sempre odiose e cerchiamo di premiare fatti e azioni. Se io quest’anno farò un’attività didattica che mi ha impegnato e che è stata utile ai miei alunni, sarà opportuno gratificarmi. Se, nel prossimo anno scolastico il mio impegno sarà minore, mi limiterò a percepire lo stipendio. In tal modo tutti avrebbero la possibilità di accedere a delle incentivazioni, ma non a trasformarle in diritto perpetuo, ovvero in un qualcosa di discriminante tra docente e docente. La pensavo così anche ai tempi della proposta del cosiddetto “concorsone”.

Rimane aperta, naturalmente, la questione relativa alla valutazione delle attività ammesse a premio. Una possibilità da prendere in considerazione sarebbe mutuabile dal sistema americano di assegnazione dei fondi ai progetti di ricerca nelle università: i diversi ricercatori presentano delle proposte che vengono valutate da una moltitudine di commisioni (panel) i cui membri sono scelti tra personaggi di indiscussa competenza e valore scientifico. Per ogni progetto viene calcolato un punteggio e i fondi disponibili assegnati secondo graduatoria. Il sistema è descritto efficacemente da Antonio Scarpa, sovrintendente alla distribuzione dei fondi per la ricerca del Center for Scientific Review (Csr) dei National Institutes of Health (Nih), in una intervista tuttora fruibile sul sito di radio 3. Non sarà perfetto, ma sembra proprio molto convincente sia dal punto di vista della equità delle valutazioni, sia da quello del costo (basso) dell’intero sistema.

Ho fatto lezione con YouTube!

Direi perfino che è andata bene!  Nonostante il video in questione Part 1 of 3 The Secret Life of the Radio fosse in inglese! L’abbiamo visto a piccoli spezzoni, praticamente separando le singole scene, fermandoci per capire, insieme, quanto era stata appena esposto. Spero sia stato utile per cominciarli ad incuriosire e a motivarli allo studio delle telecomunicazioni. Compiti per casa: elaborare gli appunti della lezione alla luce della lettura, in internet (ma stavolta in italiano), di alcuni documenti sulla storia della invenzione della radio.

Ragazzi contenti, io pure!