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	<title>Carlo Columba &#187; provare/studiare</title>
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		<title>AI &#8211; Stanford</title>
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		<pubDate>Mon, 10 Oct 2011 07:44:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Columba</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ha oggi inizio il primo corso on line &#8220;Intelligenza Artificiale&#8221; erogato da Stanford. Gratuito e per grandissimi numeri prevede due possibili percorsi, con e senza esami, a seconda che si voglia o meno ottenere il riconoscimento del titolo. L&#8217;iniziativa, anche per il prestigio dei docenti, è sicuramente di grandissimo livello e costitusce una bellissima opportunità [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.ai-class.com/"><img class="aligncenter" title="logo del corso" src="http://www.ai-class.com/media/img/ai_header_thin1.jpg" alt="" width="490" /></a></p>
<p>Ha oggi inizio il <a href="https://www.ai-class.com/">primo corso on line</a> &#8220;Intelligenza Artificiale&#8221; erogato da Stanford. Gratuito e per grandissimi numeri prevede due possibili percorsi, con e senza esami, a seconda che si voglia o meno ottenere il riconoscimento del titolo.<br />
L&#8217;iniziativa, anche per il prestigio dei docenti, è sicuramente di grandissimo livello e costitusce una bellissima opportunità non solo per gli studenti ma anche per i semplici curiosi da tutte le parti del mondo.<br />
La didattica è però centrata su dinamiche del tutto tradizionali: lezioni frontali erogate dai docenti per mezzo di video e test di valutazione di tipo automatico. È previsto un forum per i partecipanti ma l&#8217;asse portante delle interazioni parte dai docenti e ad essi quasi esclusivamente è previsto che ritorni. Siamo, ma è solo una mia impressione, piuttosto lontani sia dall&#8217;approccio collaborativo sia da quello connettivista adottato dai &#8220;Mooc&#8221; canadesi (vedi <a href="http://youtu.be/eW3gMGqcZQc" target="_blank"><strong>http://youtu.be/eW3gMGqcZQc</strong></a> o anche <a href="http://openeducationnews.org/2008/07/30/mooc-massive-open-online-course" target="_blank"><strong>http://openeducationnews.org/2008/07/30/mooc-massive-open-online-course</strong></a>/ ). Tuttavia è una gran bella iniziativa, e per di più &#8220;open&#8221;.</p>
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		<title>Wireless anywhere, anyhow, anytime, for anybody</title>
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		<pubDate>Mon, 30 May 2011 08:10:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Columba</dc:creator>
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		<description><![CDATA[È questo il motto &#8211; certamente impegnativo &#8211; degli Ixem Lab del Politecnico di Torino che muove la sua ricerca sia nelle direzioni classicamente accademiche, sia nella direzione &#8220;sociale&#8221; dei metodi, sistemi e tecnologie utili alla riduzione del &#8220;divide&#8221; di gruppi e località non servite da connettività ad Internet. Uno sguardo a sito [ http://www.ixem.polito.it [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>È questo il motto &#8211; certamente impegnativo &#8211; degli Ixem Lab del Politecnico di Torino che muove la sua ricerca sia nelle direzioni classicamente accademiche, sia nella direzione &#8220;sociale&#8221; dei metodi, sistemi e tecnologie utili alla riduzione del &#8220;divide&#8221; di gruppi e località non servite da connettività ad Internet.<br />
Uno sguardo a sito [ http://www.ixem.polito.it ] è molto interessante sia per gli aspetti tecnologici che per l&#8217;originalità e validità dei progetti intrapresi. A tutti gli appassionati e studiosi di tecnologie wireless consiglio di andare a leggere la documentazione del progetto <a href="http://www.ixem.polito.it/research/verrua_2010/index_e.htm"> &#8220;Verrua senza fili&#8221;</a> che ha consentito di portare la connettività internet in un paesino piemontese rimastone escluso dalle logiche di mercato di stampo aziendale. Il progetto ha avuto un tale successo da consentirne adesso il rilancio in termini di <a href="http://www.ixem.polito.it/projects/verrua_domotica_2011/index_e.htm"> Verrua domotica 2011</a>. Altri interssanti progetti riguardano la connettività internet di popolazioni nella foresta amazzonica.</p>
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		<title>Arca dei Suoni &#8211; Aspetti e Innovazioni</title>
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		<pubDate>Sat, 19 Mar 2011 18:41:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Columba</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Aspetti formativi e innovativi del progetto "Arca dei Suoni"]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Lo scorso 2 marzo si è tenuta a Palermo, presso l&#8217;Albergo delle Povere,<strong><a title="Leggi l'articolo su Arca dei Suoni" href="http://www.arcadeisuoni.org/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=47:il-primo-quaderno-di-arca-dei-suoni&amp;catid=1:news&amp;Itemid=25" target="_blank"> la presentazione del primo numero della pubblicazione &#8220;Quaderno di Arca dei Suoni&#8221;</a></strong>. E&#8217; stato un momento interessante di incontro tra gli amministratori e il pubblico convenuto, soprattutto composto da studenti e da docenti provenienti dalle scuole che sono state coinvolte nella prima fase di vita e di sperimentazione del progetto.</p>
<p>Ho partecipato all&#8217;evento con una relazione che allego qui di seguito in forma di &#8220;slidecast&#8221; (le slide sincronizzate con l&#8217;audio &#8220;live&#8221; della presentazione)</p>
<div id="__ss_7122199" style="width: 510px;"><strong style="display: block; margin: 12px 0 4px;"><a title="Arca dei Suoni - Aspetti e Innovazioni" href="http://www.slideshare.net/carlocolumba/arca-dei-suoni-aspetti-e-innovazioni">Arca dei Suoni &#8211; Aspetti e Innovazioni</a></strong> <object id="__sse7122199" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="486" height="406" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowScriptAccess" value="always" /><param name="src" value="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=columbapresentazionearca2011-110302110109-phpapp02&amp;stripped_title=arca-dei-suoni-aspetti-e-innovazioni&amp;userName=carlocolumba" /><param name="name" value="__sse7122199" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed id="__sse7122199" type="application/x-shockwave-flash" width="486" height="406" src="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=columbapresentazionearca2011-110302110109-phpapp02&amp;stripped_title=arca-dei-suoni-aspetti-e-innovazioni&amp;userName=carlocolumba" name="__sse7122199" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<div style="padding: 5px 0 12px;">View more <a href="http://www.slideshare.net/">webinars</a> from <a href="http://www.slideshare.net/carlocolumba">Carlo Columba</a></div>
</div>
<p>Mi piace, in questa sede, cercare di sottolineare ulteriormente quanto indicato nella slide n. 12 . E&#8217; infatti opportuno riflettere sul, e valorizzare fortemente, il valore didattico e formativo della iniziativa. Trattandosi di beni culturali l&#8217;aspetto formativo viene, in un certo senso, dato per scontato, ma con il progetto &#8220;Arca dei Suoni&#8221; si mettono in campo dinamiche potenzialmente assai interessanti, dinamiche a maggior grado di coinvolgimento di quanto possano fare eventi e momenti centrati sulla <strong><em>fruizione</em><em> </em></strong> piuttosto che sulla <strong><em>creazione</em></strong>. Mi voglio esplicitamente riferire all&#8217;aspetto di scoperta e di manipolazione insiti e connaturati alle operazioni di registrazione e di pubblicazione di un contributo audio (per chi non lo sapesse: <em><strong><a title="Sito web del progetto Arca dei Suoni" href="http://www.arcadeisuoni.org">arcadeisuoni.org</a></strong></em> è un sito sul quale gli utenti possono direttamente pubblicare contributi sonori di carattere culturale). Gli studenti vengono in questo mobilitati su più livelli, da quelli tecnici della registrazione, a quelli espressivi del prodotto finito e infine a quelli critici degli eventuali feedback su quanto pubblicato. In questo processo accade un qualcosa di veramente importante e formativo: il racconto (per fare un esempio ma potrebbe essere un canto o qualcos&#8217;altro) che si va a registrare e pubblicare, in quanto effetto della propria ricerca e della successiva manipolazione, diventa un qualcosa di personale, <strong>qualcosa che fa parte della storia personale</strong>. In qualche modo, quanto documentato diventa parte del patrimonio personale di chi lo documenta: e questo è un modo non soltanto per imparare, ma per generare direttamente e immediatamente <em><strong>patrimonio culturale! </strong></em>Si valuti questa affermazione alla luce del discorso sulle <strong><em>competenze </em></strong>che da qualche tempo è diventato centrale nella scuola, discorso estremamente complesso, del quale fanno parte degli obiettivi particolarmente difficili da raggiungere in una situazione, quale quella scolastica, nella quale la vita reale viene approcciata, quando va bene, con le forme della simulazione. Arca dei Suoni ha le potenzialità per far superare questo gap tra la vita scolastica e le emergenze culturali del territorio e per di più con modalità di produzione mediatica che fanno parte della cultura giovanile e che non richiedono alcun investimento in tecnologia. Partecipare all&#8217;accrescimento dell&#8217;archivio sonoro di Arca dei Suoni è un<strong><em> generatore di competenze</em></strong>: come risultato mi sembra niente affatto disprezzabile.</p>
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		<title>Gapminder world ovvero: non ce la passiamo tanto male . . .</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Feb 2011 19:02:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Columba</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sito veramente assai interessante! Su una mappa interattiva si visualizzano correlazioni tra i parametri economici e demografici dei vari paesi del mondo. Detto così sembra arido argomento da economisti, ma basta appena qualche secondo per rimanerne catturati. Esempio In questa immagine ogni pallino colorato rappresenta un paese: in blu quelli africani, in arancio quelli europei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a title="Gapminder" href="http://www.gapminder.org/world/#$majorMode=chart$is;shi=t;ly=2003;lb=f;il=t;fs=11;al=30;stl=t;st=t;nsl=t;se=t$wst;tts=C$ts;sp=5.59290322580644;ti=2009$zpv;v=0$inc_x;mmid=XCOORDS;iid=phAwcNAVuyj1jiMAkmq1iMg;by=ind$inc_y;mmid=YCOORDS;iid=phAwcNAVuyj2tPLxKvvnNPA;by=ind$inc_s;uniValue=8.21;iid=phAwcNAVuyj0XOoBL_n5tAQ;by=ind$inc_c;uniValue=255;gid=CATID0;by=grp$map_x;scale=log;dataMin=295;dataMax=79210$map_y;scale=lin;dataMin=19;dataMax=86$map_s;sma=49;smi=2.65$cd;bd=0$inds="><img class="logo" src="http://www.gapminder.org/wp-content/themes/gapminder/images/logos/gapminder_logo_world.jpg" alt="Gapminder - Gapminder World" /></a></p>
<p>Sito veramente assai interessante! Su una mappa interattiva si visualizzano correlazioni tra i parametri economici e demografici dei vari paesi del mondo. Detto così sembra arido argomento da economisti, ma basta appena qualche secondo per rimanerne catturati. Esempio</p>
<table style="width: auto;">
<tbody>
<tr>
<td><a href="https://picasaweb.google.com/lh/photo/QLOZfuDMVOpPyFQCXH4ZDQ?feat=embedwebsite"><img src="https://lh4.googleusercontent.com/_5kfKXlq9NIU/TVGMqBBqikI/AAAAAAAACjY/TMlVOG3bn7I/s800/italia_posizione.png" alt="" width="490" height="400" /></a></td>
</tr>
<tr>
<td style="font-family: arial,sans-serif; font-size: 11px; text-align: right;"><a href="https://picasaweb.google.com/carlocolumba/Miscellanea?feat=embedwebsite"></a></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>In questa immagine ogni pallino colorato rappresenta un paese: in blu quelli africani, in arancio quelli europei e così via. Sull&#8217;asse orizzontale il reddito pro-capite, sull&#8217;asse verticale, in altezza, l&#8217;aspettativa di vita. Possiamo ben contenti di vedere che l&#8217;Italia è collocata nella parte più privilegiata del mondo: uno tra i migliori redditi procapite e una tra più lunghe aspettativa di vita <img src='http://www.columba.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Interessante anche questa seconda immagine:</p>
<p><a href="http://www.gapminder.org/"><img class="alignnone" title="gapminder" src="https://lh4.googleusercontent.com/_5kfKXlq9NIU/TVGMqJzqsaI/AAAAAAAACjc/MD1USxtRe3c/italia_storico.png" alt="" width="494" height="403" /></a></p>
<p>nella quale vediamo l&#8217;andamento degli stessi parametri, ovvero aspettativa di vita in funzione del reddito, questa volta in prospettiva storica, dal 1800 ad oggi. Si vede un andamento sempre crescente, con eccezione, prevedibile, di due brusche discese in corrispondenza dei due conflitti mondiali.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>Learning and Knowledge Analytics</title>
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		<pubDate>Sat, 08 Jan 2011 14:40:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Columba</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ancora un interessantissimo corso di tipo Mooc (Massive open online course) proveniente dagli ambienti dei connettivisti canadesi. Questo il blog di riferimento: www.learninganalytics.net/ Purtroppo so già che non riuscirò a seguirlo, se non marginalmente, ma il tema dell&#8217;analisi delle tracce della nostre attività di apprendimento, le &#8220;Learning Analytics&#8221;, mi sembra assai interessante. Nel syllabus del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ancora un interessantissimo corso di tipo Mooc (Massive open online course) proveniente dagli ambienti dei connettivisti canadesi. Questo il blog di riferimento: <strong><a title="Blog del corso" href="https://docs.google.com/document/d/1_4u_kW71TOJQoeD9YisV6pVilR4UG-_UjpTqN9YXSeA/edit?hl=en&amp;authkey=COSqj_kH#" target="_blank">www.learninganalytics.net/ </a></strong></p>
<p>Purtroppo so già che non riuscirò a seguirlo, se non marginalmente, ma il tema dell&#8217;analisi delle tracce della nostre attività di apprendimento, le &#8220;Learning Analytics&#8221;, mi sembra assai interessante. Nel <a title="Syllabus" href="https://docs.google.com/document/d/1_4u_kW71TOJQoeD9YisV6pVilR4UG-_UjpTqN9YXSeA/edit?hl=en&amp;authkey=COSqj_kH#" target="_blank"><strong>syllabus </strong></a>del corso se ne prospetta una possibile applicazione anche nell&#8217;ambito che professiopnalmente mi interssa di più, ovvero nel lavoro quotidiano, a scuola, con le singole classi. Riporto qui la presentazione di apertura che è stata resa disponibile:</p>
<div id="__ss_6481315" style="width: 485px;"><strong style="display: block; margin: 12px 0 4px;"><a title="Lak11_Orientation" href="http://www.slideshare.net/gsiemens/lak11orientation">Lak11_Orientation</a></strong><object id="__sse6481315" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="485" height="370" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowScriptAccess" value="always" /><param name="src" value="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=lak11orientation-110107144926-phpapp02&amp;rel=0&amp;stripped_title=lak11orientation&amp;userName=gsiemens" /><param name="name" value="__sse6481315" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed id="__sse6481315" type="application/x-shockwave-flash" width="485" height="370" src="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=lak11orientation-110107144926-phpapp02&amp;rel=0&amp;stripped_title=lak11orientation&amp;userName=gsiemens" name="__sse6481315" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<div style="padding: 5px 0 12px;">View more <a href="http://www.slideshare.net/">presentations</a> from <a href="http://www.slideshare.net/gsiemens">gsiemens</a>.</div>
</div>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>My PLN (Personal Learning Network)</title>
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		<pubDate>Sat, 01 Jan 2011 13:42:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Columba</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Una rappresentazione abbastanza accurata ed immediatamente ottenibile della propria rete di apprendimento personale è fornita da TwitterMosaic. Ecco la mia: Get your twitter mosaic here. &#160;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una rappresentazione abbastanza accurata ed immediatamente ottenibile della propria rete di apprendimento personale è fornita da <a title="twittermosaic" href="http://sxoop.com/twitter/" target="_blank"><strong>TwitterMosaic</strong></a>.</p>
<p>Ecco la mia:</p>
<p><a href="http://sxoop.com/twitter/">Get your twitter mosaic here.</a></p>
<p><a href="http://twitter.com/mousavi1388"><img title="MirHossein Mousavi" src="http://a2.twimg.com/profile_images/104834792/1_normal.jpg" border="0" alt="" width="48" height="48" /></a><a href="http://twitter.com/flavioleone"><img title="Flavio Leone" src="http://a2.twimg.com/profile_images/18597022/avatar_75_normal.jpg" border="0" alt="" width="48" height="48" /></a><a href="http://twitter.com/iamarf"><img title="Andreas Formiconi" src="http://a0.twimg.com/profile_images/1187797526/9d310312-66fd-4f9f-b6d0-0f7a9b909109_normal.png" border="0" alt="" width="48" height="48" /></a><a href="http://twitter.com/catepol"><img title="Caterina Policaro" src="http://a3.twimg.com/profile_images/1173323202/5d1d508b-0bb6-4c97-9cdd-62664ad5781a_normal.png" border="0" alt="" width="48" height="48" /></a><a href="http://twitter.com/gianca66"><img title="Giancarlo Beccali" src="http://a1.twimg.com/profile_images/571116343/DSCN4072_normal.JPG" border="0" alt="" width="48" height="48" /></a><a href="http://twitter.com/ebooklearn"><img title="Corso ebook UniTus" src="http://a1.twimg.com/profile_images/1127063706/logo_eb_normal.png" border="0" alt="" width="48" height="48" /></a><a href="http://twitter.com/nicomarti0"><img title="Nicoletta Farmeschi" src="http://a2.twimg.com/profile_images/1131177201/fiore_normal.jpg" border="0" alt="" width="48" height="48" /></a><a href="http://twitter.com/tinychat"><img title="tinychat" src="http://a1.twimg.com/profile_images/483009347/tinychat_print3_normal.png" border="0" alt="" width="48" height="48" /></a><a href="http://twitter.com/1rigo"><img title="Primo Rigo - OZoz.it" src="http://a3.twimg.com/profile_images/790995097/ozoz_normal.gif" border="0" alt="" width="48" height="48" /></a><a href="http://twitter.com/helinur"><img title="Heli Nurmi" src="http://a3.twimg.com/profile_images/509078683/imatravaltp_normal.jpg" border="0" alt="" width="48" height="48" /></a><a href="http://twitter.com/RuthHoward"><img title="RuthHoward" src="http://a2.twimg.com/profile_images/1129844864/bf4d2597-0270-4019-a994-2dc081e50530_normal.png" border="0" alt="" width="48" height="48" /></a><a href="http://twitter.com/educause"><img title="EDUCAUSE" src="http://a1.twimg.com/profile_images/196127005/EDUCAUSE-logo-2_normal.jpg" border="0" alt="" width="48" height="48" /></a><a href="http://twitter.com/gsiemens"><img title="George Siemens" src="http://a2.twimg.com/profile_images/1144401150/gs_normal.jpg" border="0" alt="" width="48" height="48" /></a><a href="http://twitter.com/GrahamAttwell"><img title="Graham Attwell" src="http://a1.twimg.com/profile_images/81732562/BGM2w0Ms.pirateish_normal.jpg" border="0" alt="" width="48" height="48" /></a><a href="http://twitter.com/davecormier"><img title="dave cormier" src="http://a3.twimg.com/profile_images/1183608655/203838898_normal.png" border="0" alt="" width="48" height="48" /></a><a href="http://twitter.com/suifaijohnmak"><img title="suifaijohnmak" src="http://a3.twimg.com/profile_images/1185890346/Girl_3_normal.JPG" border="0" alt="" width="48" height="48" /></a><a href="http://twitter.com/hrheingold"><img title="Howard Rheingold" src="http://a0.twimg.com/profile_images/776974591/HowardWideEyeCloseUp2007_normal.jpg" border="0" alt="" width="48" height="48" /></a><a href="http://twitter.com/fiorluis"><img title="Luisanna Fiorini" src="http://a0.twimg.com/profile_images/31483122/f1_normal.jpg" border="0" alt="" width="48" height="48" /></a><a href="http://twitter.com/antonf"><img title="Antonio" src="http://a0.twimg.com/profile_images/14603132/antoavatar_normal.jpg" border="0" alt="" width="48" height="48" /></a><a href="http://twitter.com/C4LPT"><img title="Jane Hart" src="http://a2.twimg.com/profile_images/779596552/janehart4_normal.jpg" border="0" alt="" width="48" height="48" /></a><a href="http://twitter.com/jaycross"><img title="jaycross" src="http://a1.twimg.com/profile_images/524411088/jaytwit_normal.jpg" border="0" alt="" width="48" height="48" /></a><a href="http://twitter.com/periodicvideos"><img title="Periodic Videos" src="http://a2.twimg.com/profile_images/75960611/martyn_normal.jpg" border="0" alt="" width="48" height="48" /></a><a href="http://twitter.com/ProfessorCram"><img title="ProfessorCram" src="http://a3.twimg.com/profile_images/461649452/professorcram_normal.jpg" border="0" alt="" width="48" height="48" /></a><a href="http://twitter.com/russell1955"><img title="Russell Stannard" src="http://a0.twimg.com/profile_images/740709795/RussellELTons_normal.jpg" border="0" alt="" width="48" height="48" /></a><a href="http://twitter.com/everytrail"><img title="Team EveryTrail" src="http://a2.twimg.com/profile_images/432559850/logo_fortwitter_normal.gif" border="0" alt="" width="48" height="48" /></a><a href="http://twitter.com/mrxibis"><img title="Mario Rotta" src="http://a1.twimg.com/profile_images/89073212/IMG_0078_normal.jpg" border="0" alt="" width="48" height="48" /></a><a href="http://twitter.com/gioacolo"><img title="Gioachino Colombrita" src="http://a2.twimg.com/profile_images/21173712/PC310021_normal.jpg" border="0" alt="" width="48" height="48" /></a><a href="http://twitter.com/fabioballor"><img title="Fabio Ballor" src="http://a2.twimg.com/profile_images/46839582/foto-fabio_normal.jpg" border="0" alt="" width="48" height="48" /></a><a href="http://twitter.com/giusaul"><img title="Giuseppe Auletta" src="http://a0.twimg.com/profile_images/1157948626/gius13_normal.jpg" border="0" alt="" width="48" height="48" /></a><a href="http://twitter.com/Downes"><img title="Downes" src="http://a0.twimg.com/profile_images/1192817146/Selkirk136_square_normal.JPG" border="0" alt="" width="48" height="48" /></a><a href="http://twitter.com/elearningoddess"><img title="Giuliana Guazzaroni" src="http://a2.twimg.com/profile_images/1200350984/giuliana_normal.jpg" border="0" alt="" width="48" height="48" /></a><a href="http://twitter.com/epanto"><img title="epanto" src="http://a2.twimg.com/profile_images/342758204/twitterProfilePhoto_normal.jpg" border="0" alt="" width="48" height="48" /></a><a href="http://twitter.com/Piercesare"><img title="P. Cesare Rivoltella" src="http://a2.twimg.com/profile_images/55161872/IMG_5835_normal.jpg" border="0" alt="" width="48" height="48" /></a><a href="http://twitter.com/moodle"><img title="Moodle News" src="http://a0.twimg.com/profile_images/178634151/moodlelogo_normal.gif" border="0" alt="" width="48" height="48" /></a><a href="http://twitter.com/webgol"><img title="Antonio Sofi" src="http://a2.twimg.com/profile_images/51804037/antonio_tel1_normal.jpg" border="0" alt="" width="48" height="48" /></a><a href="http://twitter.com/wikileaks"><img title="WikiLeaks" src="http://a1.twimg.com/profile_images/1128694316/4cd7a702-1b01-4f1f-beee-09d7db0cd6fa_normal.png" border="0" alt="" width="48" height="48" /></a><a href="http://twitter.com/oldaily"><img title="Stephen Downes" src="http://a0.twimg.com/profile_images/569728407/downes_04_04_normal.jpg" border="0" alt="" width="48" height="48" /></a><a href="http://twitter.com/melamela"><img title="Emanuela Zibordi" src="http://a2.twimg.com/profile_images/1157115714/mela_scuola_7_normal.jpg" border="0" alt="" width="48" height="48" /></a><a href="http://twitter.com/ParisPhotoFair"><img title="ParisPhoto" src="http://a1.twimg.com/profile_images/891716316/logo_noir_ombre_PP_2010_normal.jpg" border="0" alt="" width="48" height="48" /></a><a href="http://twitter.com/Jeudepaumeparis"><img title="Jeu de paume" src="http://a3.twimg.com/profile_images/588799014/icone-logo_normal.png" border="0" alt="" width="48" height="48" /></a><a href="http://twitter.com/gemmaberri"><img title="Gemma Berri" src="http://a2.twimg.com/profile_images/60189836/strana_normal.jpg" border="0" alt="" width="48" height="48" /></a><a href="http://twitter.com/EnergizeEarth"><img title="Energize Earth!" src="http://a0.twimg.com/profile_images/1164721108/61259_436962278723_505483723_4849837_995578_n_normal.jpg" border="0" alt="" width="48" height="48" /></a><a href="http://twitter.com/ktenkely"><img title="ktenkely" src="http://a1.twimg.com/profile_images/630945227/DSC_0364_normal.jpg" border="0" alt="" width="48" height="48" /></a></p>
<div style="clear:both;">&nbsp;</div>
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		<title>La competenza a scuola, di che si tratta?</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Dec 2010 21:18:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Columba</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ha avuto inizio oggi (prima sessione delle quattro in programma) il workshop di aggiornamento professionale di psicopedagogia dell’apprendimento tenuto dal Cidi di Palermo alla Scuola Piazzi di via mario Rutelli. Relatore il prof. Mario Di Mauro, Università Ca’ Foscari di Venezia &#8211; Centro Interateneo per la Ricerca didattica e la Formazione avanzata. Il tema è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ha avuto inizio oggi (prima sessione delle quattro in programma) il workshop di aggiornamento professionale di psicopedagogia dell’apprendimento tenuto dal Cidi di Palermo alla Scuola Piazzi di via mario Rutelli. Relatore il prof. Mario Di Mauro, Università Ca’ Foscari di Venezia &#8211; Centro Interateneo per la Ricerca didattica e la Formazione avanzata.</p>
<p>Il tema è di quelli attuali ed estremamente spinosi, ha fatto notare Di Mauro, schierandosi al contempo tra i crititici dell&#8217;adozione del concetto di competenza in ambito scolastico. Motivo: il concetto di competenza deriva da ambiti e ambienti assai diversi da quelli dell&#8217;istruzione e della formazione. I modelli di riferimento sono quelli dell&#8217;impresa che ha effettivamente bisogno di declinare delle competenze in termini di capacità di soddisfare agli obblighi delle diverse mansioni. A scuola invece le esigenze sono diverse.</p>
<p>La tesi è stata sostanziata dal risultato di uno studio molto approfondito che non sarei in grado di riportare &#8221; a caldo&#8221; e senza aver adeguatamente riguardato i materiali che saranno messi agli atti dell&#8217;iniziativa. Quello che posso dire stasera è che è stato chiaramente ribadita una sorta di contrapposizione tra la &#8220;società della tecnica&#8221; e la &#8220;società umana della comunicazione&#8221;. Che sono stati esaminati i modelli di definizione e valutazione delle competenze di scuola rispettivamente americana e inglese. Che è stato citato il sociologo francese le Boterf, autore di una interessante definizione di competenza che sarà approfondita nei prossimi incontri.</p>
<p>Le mie personali impressioni: la dicotomia &#8220;società della tecnica&#8221; &#8211; &#8220;società dell&#8217;uomo&#8221; mi è sembrata un pò forzata e curvata nel verso della dimostrazione di un teorema per il quale il dominio della tecnica obbliga ad una eccessiva razionalizzazione dell&#8217;organizzazione produttiva e alla conseguente costrizione degli esseri umani in ruoli e mansioni  determinati rigidamente dalle esigenze della produzione. La tesi mi sembra un pò stantia e mi ricorda analisi del mondo della produzione di stampo ottocentesco. Sociologi, antropologi, economisti, psicologi ci hanno nel frattempo segnalato tante altre dinamiche, una per tutte: l&#8217;uomo consumatore, l&#8217;individuo considerato come target del marketing, l&#8217;uomo, e soprattutto l&#8217;adolescente, per il quale la spinta del mercato ha sostituito la spinta del bisogno e del desiderio. In questo senso economia e finanza credo possa essere considerati attori più pesanti della tecnologia.</p>
<p>Domani alle 15 il secondo incontro.</p>
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		<title>WolframAlpha &#8211; Computational Knowledge Engine anche per la didattica</title>
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		<pubDate>Sat, 13 Nov 2010 20:48:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Columba</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Che il sito web di WolframAlpha fosse una meraviglia dalle enormi potenzialità ce ne eravamo già accorti da tempo: sul web la potenza di un &#8220;motore&#8221; come quello di &#8220;Mathematica&#8221;! Praticamente un sogno: diventava immediatamente possibile accedere alla soluzione di equazioni, rappresentazione di fenomeni fisici, possibilità di calcolo sino a quel momento inconcepibili per il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Che il sito web di <a title="Wolfram|Alpha" href="http://www.wolframalpha.com/about.html" target="_blank"><strong>WolframAlpha</strong></a> fosse una meraviglia dalle enormi potenzialità ce ne eravamo già accorti da tempo: sul web la potenza di un &#8220;motore&#8221; come quello di &#8220;Mathematica&#8221;! Praticamente un sogno: diventava immediatamente possibile accedere alla soluzione di equazioni, rappresentazione di fenomeni fisici, possibilità di calcolo sino a quel momento inconcepibili per il web. Si inserisce l&#8217;espressione matematica in un apposito campo e immediatamente se ne ottiene la soluzione numerica ( se esiste), la rappresentazione grafica e molto altro.  Matematica interattiva sul web!</p>
<p><img id="home-logo" class="alignleft" title="Wolfram|Alpha computational knowledge engine" src="http://www.wolframalpha.com/images/homepage/wa-logo.png" alt="Wolfram|Alpha computational knowledge engine" width="380" height="57" />Ma la visione dei creatori del sistema si spinge molto oltre, sino ad abbracciare il concetto di motore di ricerca di tutta la conoscenza &#8220;computabile&#8221;: tutto spiegato molto bene alla pagina <a title="Wolfram|Alpha - Vision" href="http://www.wolframalpha.com/alphahistory.html" target="_blank"><strong>&#8220;Vision &amp; History&#8221;</strong></a>, ma difficile da comprendere in un sol colpo. Basti pensare ad esempio che se si inserisce nel campo di ricerca la parola &#8220;Roma&#8221;, si ottiene una schermata densa di informazioni demografiche, geografiche, meteorologiche e storiche su quella città.  Se si inserisce la parola &#8220;proton&#8221; ( in italiano protone) se ne ottengono le caratteristiche fisiche: massa, spin,carica elettrica, vita media, etc. Se scrivo &#8220;c4&#8243; , apprendo che è una nota musicale (un do) a 261.626 hertz , la sua posizione sulla tastiera diun pianoforte virtuale e la posso anche sentire!</p>
<p>Non solo matematica, quindi, ma tutto ciò che è descrivibile formalmente e quantitativamente diventa potenzialmente oggetto di inserimento nel motore computazionale.</p>
<p>Sin qui bellissimo e prezioso, ma rimaneva piuttosto difficile pensarne una applicazione didattica, soprattutto a causa della necessità di imparare un minimo di linguaggio e di modalità di interazione: per gli studenti un ostacolo antipatico e difficile. Problema adesso in gran parte superato dalla disponibilità della tecnologia denominata &#8220;<a title="Wolfram|Alpha Widgets" href="http://developer.wolframalpha.com/widgets/" target="_blank"><strong>WolframAlpha Widgets</strong></a>&#8220;. In pratica diventa possibile generare delle vere e proprie miniapplicazioni, inseribili in qualsiasi pagina web, capaci di eseguire interattivamente una delle tante cose computabili dal sistema. Tutti possono creare i propri widgets: diventa così possibile mettere a disposizione degli studenti la possibilità di sperimentare e di eseguire particolari operazioni immediatamente.</p>
<p>Ho voluto subito provare a farne uno per i miei studenti e sono rimasto veramente ben impressionato dalla facilità con la quale si riesce facilmente a portare a termine il compito prefissato. Ecco il risultato:</p>
<p><script id="WolframAlphaScript6925f2a16026e36e4fc112f82dd79406" src="http://www.wolframalpha.com/widget/widget.jsp?id=6925f2a16026e36e4fc112f82dd79406" type="text/javascript"></script></p>
<p>Si tratta di un widget che disegna sullo stesso diagramma cartesiano due differenti sinusoidi delle quali potere inserire i valori di ampiezza, pulsazione e fase. Provare per credere! Consentendo ai miei alunni di quarta e di quinta la possibilità di &#8220;manipolare&#8221; le sinusoidi in modo visivo (quasi &#8220;tattile&#8221; mi verrebbe da dire), spero di poter raggiungere l&#8217;obiettivo di concretizzare la loro conoscenza dei fenomeni legati ai segnali elettrici e quindi aiutarli a raggiungere un minimo di competenza almeno relativamente alla loro descrizione.</p>
<p>Ho già inserito il widget nei rispettivi siti didattici: vedremo!</p>
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		<title>Un LO fatto tutto con Google</title>
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		<pubDate>Wed, 20 Oct 2010 20:54:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Columba</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dedicato oggi una buona fetta della giornata ad una piccola, personale sperimentazione: realizzare e pubblicare un piccolo learning object (senza pretese di rispetto di standard Scorm e simili) usando solamente gli strumenti gratuiti di Google. Argomento prescelto: calcolo della resistenza equivalente di un bipolo, un classico delle classi terze degli istituti tecnici con indirizzo elettrotecnico, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dedicato oggi una buona fetta della giornata ad una piccola, personale sperimentazione: realizzare e pubblicare un piccolo learning object (senza pretese di rispetto di standard Scorm e simili) usando solamente gli strumenti gratuiti di Google.<br />
Argomento prescelto: calcolo della resistenza equivalente di un bipolo, un classico delle classi terze degli istituti tecnici con indirizzo elettrotecnico, elettronico, informatico.<br />
La competenza da sviluppare prevede che si sia in grado di semplificare progressivamente la rete elettrica in questione e di svolgere alcuni semplici calcoli.<br />
Il learning object si divide in conseguenza in due parti fondamentali: la prima, la semplificazione progressiva del circuito, per la quale ben si addice il formato della slide presentation; la seconda, il calcolo, da affrontare &#8220;su carta&#8221; e da verificare successivamente su di un apposito foglio elettronico.<br />
Entrambe le funzionalità sono messe a disposizione da &#8220;Documents&#8221; di Google e anche con buona dotazione di funzionalità . Ho trovato molto comodo l&#8217;utilizzo dello strumento di disegno per realizzare lo schema elettrico; si adatta anche all&#8217;utilizzo della tavoletta grafica. Scomoda invece, e abbastanza inspiegabile, l&#8217;impossibilità di trasferire il medesimo disegno da un ambiente all&#8217;altro e cioè dalla presentazione al foglio di calcolo: il copia e incolla non funziona e funziona male anche l&#8217;importazione come immagine (ovviamente dopo averla esportata in uno dei formati grafici consentiti) che viene collocata in una finestra sovrapposta alle celle e non ridimensionabile nè ritagliabile.<br />
Un&#8217;altra voglia frustrata è stata quella relativa all&#8217;embedding del foglio di calcolo in una slide: mi sarebbe piaciuto farlo nell&#8217;ultima slide in modo da fornire lo strumento automatico per la verifica della correttezza dei calcoli matematici. Per ovviare all&#8217;inconveniente ho pensato di utilizzare google &#8220;sites&#8221;: ho generato un nuovo sito web vuoto (operazione che richiede pochissimi secondi) e, in questo, una pagina contenente in successione l&#8217;embedding della presentazione e quello del foglio di calcolo.<br />
Il tutto funziona piuttosto egregiamente ma bisogna aver cura avere pubblicato come pagina web entrambi i documenti inclusi nella pagina. In caso contrario sul sito verrebbe mostrato solamente il messaggio di invito, da parte di Google, alla creazione di un nuovo account.<br />
Un&#8217;altra limitazione, forse più grave, riguarda l&#8217;utilizzo del foglio elettronico che effettua un semplice calcolo sulla base dei valori di resistenza inseriti dall&#8217;utente. Allo stato attuale della mia sperimentazione non sono sicuro che questo possa avvenire se non lasciando al pubblico la possibilità di modificare l&#8217;intero foglio, alterandone quindi anche la funzionalità.<br />
Conclusioni: ho impiegato parecchio tempo nel compiere le diverse prove trovando funzionali gli strumenti di editing e invece piuttosto confuse le modalità di setaggio dei permessi relativi alla condivisione e alla pubblicazione. Direi che si tratta di una strada non difficilmente percorribile dal docente mediamente tecnologizzato a patto che abbia un account google ed un minimo dimestichezza con gli strumenti a disposizione.</p>
<p>Chi volesse dare un occhiata al learning object prodotto puó farlo a questo indirizzo:<strong> <a title="Guarda il LO" href="https://sites.google.com/site/columbaproflearning/" target="_blank">https://sites.google.com/site/columbaproflearning/</a></strong></p>
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		<title>xWeb</title>
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		<pubDate>Mon, 04 Oct 2010 14:08:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Columba</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Liberamente tradotto da xWeb di George Siemens Dare un nome alle cose è importante. E&#8217; più facile dire &#8220;web 2.0&#8243; piuttosto che &#8220;web partecipativo, con contenuto distribuito, guidato dalla conversazione&#8221;. Sfortunatamente, i nomi modellano i concetti a volte in maniera imprecisa. E, una volta creato il nome, uomini di market, consulenti, opinionisti si lanciano &#8220;nella [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;"><em><strong>Liberamente tradotto da <a title="George Siemens - xWeb" href="http://www.connectivism.ca/?p=264">xWeb </a>di George Siemens</strong></em></p>
<p>Dare un nome alle cose è importante. E&#8217; più facile dire &#8220;web 2.0&#8243; piuttosto che &#8220;web partecipativo, con contenuto distribuito, guidato dalla conversazione&#8221;. Sfortunatamente, i nomi modellano i concetti a volte in maniera imprecisa. E, una volta creato il nome, uomini di market, consulenti, opinionisti si lanciano &#8220;nella monetizzazione delle potenzialità sinergiche del web 2.0 [o di qualsiasi altra cosa]&#8220;. Proprio oggi mi sono imbattuto su Twitter in un post relativo al “crowdsourcing  the longtail of training content”. ugh. Talvolta le parole, anzichè di aiuto, sono dannose.</p>
<p>Ancora, dare un nome alle cose può anche essere di aiuto nell&#8217;evidenziare un punto di svolta. O ppure un buon nome può focalizzare l&#8217;attenzione ai cambiamenti dando loro una forma definita che può essere adoperata per la previsione di trend significativi. Web 2.0 fu uno di quei punti di svolta. Un altro punto di svolta è costituito dall&#8217;articolo <strong><a title="elearning 2.0" href="http://www.elearnmag.org/subpage.cfm?article=29-1&amp;section=articles">elearning 2.0</a></strong> di Stephen Downes.</p>
<p>Siamo adesso in un periodo nel quale i progressi tecnologici stanno generando qualcosa di più definitivo di una collezione casuale di innovazioni quali FourSquare, il semantic web e la &#8220;augmented reality.</p>
<p>La settimana scorsa Steve Wheeler, con la sua <a href="http://steve-wheeler.blogspot.com/2010/07/web-30-way-forward.html"><strong>presentazione sul web 3.0</strong></a>,  ha lanciato un dibattito. Downes ha subito replicato suggerendo che Web X ( nel senso di eXtended) sarebbe stato un buon titolo. Un buon nome, peccato somigli troppo a <a href="http://www.webex.com/"><strong>web ex</strong></a> &#8211; il fornitore di conferenze on line. Abbiamo bisogno di un altro termine. Io sto pensando a &#8220;xWeb&#8221; e non credo di essere il solo: si veda <strong><a href="http://ple.elg.ca/blog/?p=444">l&#8217;articolo di Rita Kopp proprio sull&#8217;argomento dello &#8220;extended Web&#8221;</a></strong>. Analogamente a quanto successo per lo sviliuppo dei termini PLE, connettivismo, elearning 2.0 e anche web 2.0, &#8220;xWeb&#8221; non rappresenta un qualcosa di totalmente nuovo. Piuttosto da forma ad un argomento che molte persone si stanno sforzando di definire.</p>
<p><strong>Cosa è xWeb?</strong></p>
<p><strong>xWeb è l&#8217;utilizzazione di dati intelligenti e strutturati tratti dalle nostre interazioni e identità fisiche e virtuali in  modo da estendere la nostra capacità di essere conosciuti da altre persone e da altri sistemi.</strong></p>
<p>Come definizione è abbastanza imprecisa, ma si tratta solo di un punto di partenza. Dal momento che xWeb nasce dal web e dal web 2.0, gli elementi coinvolti sono assai numerosi. Ciò che è unico nel xWeb è il modo nel quale è capace di trasformare come lavoriamo, come impariamo, come interagiamo con gli altri e con l&#8217;informazione. Ad un certo livello si tratta della maturazione del web come già lo conosciamo &#8211; una estensione naturale degli attuali trend di sviluppo della tecnologia e di internet. Ma, ad un differente livello, coinvolge una negoziazione tra due questioni chiave sulle quali continuo sempre a riflettere:</p>
<ol>
<li>Cosa la tecnologia fa meglio delle persone?</li>
<li>Cosa le persone fanno meglio della tecnologia?</li>
</ol>
<p>Con xWeb noi stiamo ripensando cosa spetta a noi fare in quanto persone e stiamo cominciando a fare affidamento a quanto la tecnologia fa meglio di quanto potremmo fare noi stessi.</p>
<p>Negli ultimi anni ho cercato di catturare la natura del cambiamento tecnologico. In parte ne ho parlato sui blog, in parte ne ho trattato in presentazioni e pubblicazioni, altro si può trovare su delicious.</p>
<p>Alcuni temi ricorrenti:<br />
<a href="http://delicious.com/gsiemens/augmented">augmentation</a><br />
<a href="http://delicious.com/gsiemens/aggregation">aggregation</a><br />
<a href="http://delicious.com/gsiemens/semantic">semantic web</a><br />
<a href="http://delicious.com/gsiemens/location">location-based services</a> (geoweb)<br />
<a href="http://www.elearnspace.org/blog/?s=%22data+overlay%22&amp;searchsubmit=Find">data overlay</a><br />
<a href="http://delicious.com/gsiemens/information">smart information</a><br />
<a href="http://delicious.com/gsiemens/visualization">visualization</a><br />
<a href="http://delicious.com/gsiemens/socialmedia">social media</a><br />
<a href="http://delicious.com/gsiemens/openness">open data</a> and <a href="http://delicious.com/gsiemens/data">data in general</a><br />
<a href="http://delicious.com/gsiemens/things">Internet of things</a><br />
<a href="http://delicious.com/gsiemens/cloud">cloud computing</a><br />
<a href="http://delicious.com/gsiemens/mobile">mobile technologies</a><br />
<a href="http://delicious.com/gsiemens/monitoring">Analytics and monitoring</a>…</p>
<p>A questa lista potremmo ancora aggiungere &#8220;filtering&#8221;, gli strumenti del tipo &#8220;like this&#8221;, gli strumenti di annotazione (diigo), il wearable computing e così via.</p>
<p><strong>Questi i temi chiave al centro del concetto di xWeb<br />
</strong></p>
<ol>
<li>Il mondo fisico e quello virtuale  si stanno in qualche modo compenetrando, come evidenziato dai browser in &#8220;augmented reality&#8221; (Layar) e da servizi quali Yelp e Foursquare.</li>
<li>I dati cominciano a giacere sugli oggetti fisici ( graffiti digitali e sovrapposizioni contestuali/storiche così come il web 3D)</li>
<li>I dati cominciano a diventare più intelligenti &#8211; piuttosto che semplicemente puntare ad altre risorse ( ad esempio gli URL), i dati <a href="http://www.ted.com/talks/tim_berners_lee_on_the_next_web.html"><strong>cominciano ora a quantificare la natura di quella connessione</strong></a>.</li>
<li>Gli oggetti fisici stanno proiettando la loro presenza nel digitale (l&#8217;internet delle cose)</li>
<li>Sempre più spesso i dati vengono registrati nella &#8220;cloud&#8221; che permette un accesso migliore ad un più ampio range di dispositivi.</li>
<li>I dati sono sempre più &#8220;aperti&#8221; in modo da permettere nuove combinazioni da parte degli utenti finali&#8230; Google map è stato uno dei primo esempi del potere della logica &#8220;open&#8221;, in questo seguito da molti esempi ( incluso <a href="http://wiki.openstreetmap.org/wiki/Main_Page">open street maps</a>).</li>
<li>L&#8217;abbondanza di dati aperti, di nuove sorgenti di dati (social media, sensori) e di numerosi usi dei dati (overlay, digital graffiti, social networks) rende possibile l&#8217;effettuazione di analisi avanzate circa gli utenti finali o il corrente &#8220;state of mind&#8221; della società (ad esempio i trend di Twitter). Le connessioni significano qualcosa. Man mano le connessioni tra persone, tra persone e dati e tra dati e dati divengono maggiormente abbondanti ed esplicite, possiamo guadagnare una maggiore conoscenza di cosa le persone stiano pensando e di come si preparano ad agire.</li>
<li>Dati più intelligenti insieme a migliore capacità di analisi preparano il terreno per una capacità di fornire contenuti, socializzazione e prodotti altamente personalizzati.</li>
<li>Dati + analisi + personalizzazione richiede la formazione di calcoli predittivi: &#8220;poichè tu appartieni a questo gruppo demografico, ti piacciono questi film, sei amico di queste persone, allora ti piacerà questa marca di caffè&#8221;.  Non siamo noi a cercare i dati, sono i dati a trovarci. In un certo senso, i dati <em>ci conoscono.</em></li>
</ol>
<p><small> </small></p>
<p><strong> </strong></p>
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