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	<title>Carlo Columba &#187; Politica</title>
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		<title>Scoperte. Sgradevoli.</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Jan 2012 17:11:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Columba</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In questi giorni ho fatto delle scoperte: tutte sgradevoli. Scoperta n.1 Da circa dieci giorni sono costretto a bazzicare ospedali e pronto soccorso, ma non è di sanità che voglio parlare, bensì della sintonizzazione dei televisori che ho visto in tutte le sale d&#8217;attesa e in tu tte le camere. Canale 5 stabile: biscione supestar! [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In questi giorni ho fatto delle scoperte: tutte sgradevoli.</p>
<p>Scoperta n.1<br />
Da circa dieci giorni sono costretto a bazzicare ospedali e pronto soccorso, ma non è di sanità che voglio parlare, bensì della sintonizzazione dei televisori che ho visto in tutte le sale d&#8217;attesa e in tu tte le camere. Canale 5 stabile: biscione supestar! E guai a proporre un cambiamento&#8230;. Qualcosa dovrà pur significare.</p>
<p>Scoperta n.2<br />
I recenti avvenimenti legati alla protesta dei &#8220;forconi&#8221; ha mostrato chiaramente come le  tendenze &#8220;indipendentiste&#8221; dei siciliani nulla abbiano da invidiare alle grettezze leghiste: l&#8217;argomentazione &#8220;in sicilia raffiniamo il petrolio e qundi dobbiamo pagare di meno i carburanti&#8221; ha la stessa acutezza e raffinatezza de&#8221;i soldi delle tasse devono rimanere da chi le ha pagate&#8221;&#8230;.</p>
<p>Scoperta n.3<br />
I racconti  delle atrocità commesse &#8220;tra vicini di casa&#8221; durante l&#8217;ultimo conflitto serbo-croato-bosniaco mi erano sembrati sino ad ora descrivere un fenomeno non ipotizzabile dalle nostre parti, ma i recenti avvenimenti di accaparramento vistisi ai distributori di benzina e ai supermercati alimentari mi costringe a ricredermi. Nel mio palazzo, abitato per lo più da gente benestante e di età media piuttosto elevata in ben tre occasioni nella stessa giornata  ho sentito odore di benzina in ascensore! Segno evidente di un panico non soddisfabile facendo il pieno di tutte le auto di casa&#8230; E infatti in città i primi incendi non si sono fatti attendere. Mamma mia! E se davvero scoppiasse una guerra cosa faremmo? Andremmo subito all&#8217;assalto all&#8217;arma bianca del contenuto del frigorifero del vicino?<br />
 <img src='http://www.columba.it/wp-includes/images/smilies/icon_sad.gif' alt=':-(' class='wp-smiley' /> </p>
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		<title>Io voto sì &#8211; ancora stop per il nucleare!</title>
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		<pubDate>Tue, 12 Apr 2011 21:16:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Columba</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Politica]]></category>
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		<description><![CDATA[In risposta, e a rinforzo, delle numerossissime mail arrivate in questi giorni con l&#8217;invito a votare &#8220;sì&#8221; contro il nucleare, dichiaro &#8211; ma dubbi non potevano essercene &#8211; che il mio voto a questo referendum del 12 e 13 giugno sarà, senza dubbi e senza possibilità di ripensamento, un fermo &#8220;SI&#8221;! Le motivazioni di questo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" title="Logo vota sì  per il referendum " src="http://www.fermiamoilnucleare.it/sito/wp-content/themes/nucleare/images/logo.png" alt="" width="189" height="189" />In risposta, e a rinforzo, delle numerossissime mail arrivate in questi giorni con l&#8217;invito a votare &#8220;sì&#8221; contro il nucleare, dichiaro &#8211; ma dubbi non potevano essercene &#8211; che il mio voto a questo referendum del 12 e 13 giugno sarà, senza dubbi e senza possibilità di ripensamento, un fermo <strong>&#8220;SI&#8221;</strong>!</p>
<p>Le motivazioni di questo mio convincimento non sono nuove, al contrario risalgono agli anni 80, una trentina d&#8217;anni fa quindi, durante i quali le problematiche fondamentali connnesse alla produzione di energia elettrica mediante reattori nucleari non mi sembra siano sensibilmente mutate. Si tratta quindi di un convincimento pre-Chernobyl e pre-pre-Fukushima, un convincimento freddo e meditato che si basa su questi pochi assunti fondamentali:</p>
<ul>
<li>l&#8217;energia elettrica prodotta per via nucleare non è più economica di quella prodotta da altre fonti ( non fidatevi di costi calcolati trascurando lo smaltimento del combustibile esausto e la dismissione degli impianti ormai &#8220;vecchi&#8221;);</li>
<li>l&#8217;uranio in natura è tutt&#8217;altro che abbondante ed un suo uso diffuso ne creerebbe l&#8217;esaurimento forse ancor prima del petrolio. Gli impianti quindi dovrebbero essere costruiti per funzionare col Plutonio e con altri prodotti di fissione nei reattori cosiddetti &#8220;autofertilizzanti&#8221;, una tecnologia con criticità ancora più marcate di quella ad uranio arricchito;</li>
<li>non è pensabile risolvere il problema del confinamento delle scorie ( materiali da confinare per -letteralmente &#8211; migliaia di anni);</li>
<li>non è accettabile che le centrali &#8220;esauste&#8221; diventino dei &#8220;cimiteri nucleari&#8221;. Sia per motivi ambientali, sia per motivi di militarizzazione del territorio.</li>
</ul>
<p>Come si vede, pur non considerando il problema delle sicurezza,e quindi degli incidenti, problema che ci porta alle inevitabili posizioni emotive di quest&#8217;ultimo periodo, i motivi per bandire il nucleare dalle tecnologie adoperabili appaiono in tutta la loro chiarezza.</p>
<p>Possiamo &#8211; dobbiamo &#8211; <strong>votare SI</strong> in tutta serenità e tranquillità.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Studenti antigelmini ed uso dei media</title>
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		<pubDate>Mon, 29 Nov 2010 11:24:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Columba</dc:creator>
				<category><![CDATA[Palermo]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
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		<category><![CDATA[protesta]]></category>
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		<description><![CDATA[Si annuncia per domani la manifestazione finale dell&#8217;attuale movimento studentesco contro la riforma Gelmini. Mi viene voglia di cominciare qualche riflessione, spero che i miei studenti vogliano partecipare e dare il loro contributo. Ho fatto un giro in rete per cercare di capire, relativamente al caso della mia città: la provenienza delle notizie riguardo la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.facebook.com/photo.php?fbid=1496426698239&amp;set=a.1496426538235.2065474.1461258906#!/album.php?aid=2065474&amp;id=1461258906"><img class="alignleft" style="margin-left: 10px; margin-right: 10px;" title="Una scuola occupata" src="http://sphotos.ak.fbcdn.net/hphotos-ak-snc4/hs1156.snc4/149855_1496426698239_1461258906_31132304_2397062_n.jpg" alt="" width="238" height="178" /></a>Si annuncia per domani la manifestazione finale dell&#8217;attuale movimento studentesco contro la riforma Gelmini. Mi viene voglia di cominciare qualche riflessione, spero che i miei studenti vogliano partecipare e dare il loro contributo.</p>
<p>Ho fatto un giro in rete per cercare di capire, relativamente al caso della mia città:</p>
<ul>
<li> la provenienza delle notizie riguardo la protesta</li>
<li>l&#8217;uso della rete da parte degli studenti.</li>
</ul>
<p>Si tratta di una piccolissima indagine senza alcuna pretesa di completezza e scientificità, ovviamente, l&#8217;ho fatto giusto per farmi un&#8217;idea della situazione.</p>
<p>Fondamentalmente ho cercato su Facebook a partire da &#8220;studenti medi palermo&#8221; (c&#8217;è un coordinamento omonimo) e su Google inserendo come criterio di ricerca le parole studenti, palermo, gelmini.</p>
<p>Cosa ne ho tratto:</p>
<ul>
<li>come strumento di comunicazione la rete è stata usata pochissimo almeno relativamente alle esigenze di: coordinamento, diffusione dell&#8217;informazione, analisi critica dei documenti, dibattito</li>
<li>a livello di diffusione della protesta il maggior peso lo hanno decisamente mezzi tradizionali di tipo broadcast, giornali in testa. Parecchio viene anche dai blog, ma raramente da blog gestiti direttamente dagli studenti.</li>
</ul>
<p>Nel complesso la sensazione è quella di una diffusa cultura di tipo televisivo (ahimè), capace di generare eventi-spettacolo  facilmente veicolabili dai media tradizionali ma ancora impacciata e confusa in quanto ad uso autonomo dei media sia per la comunicazione che la produzione di informazione.</p>
<p>Mi piacerebbe essere smentito e comunque potere approfondire l&#8217;argomento.</p>
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		<title>Lettera aperta alla ministra Gelmini</title>
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		<pubDate>Sat, 27 Nov 2010 12:38:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Columba</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Scuola]]></category>
		<category><![CDATA[gelmini]]></category>
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		<description><![CDATA[Ricevo dai colleghi del Vittorio Emanuele III di Palermo e, volentieri, rilancio. ______________________________________________________________________ Lettera aperta al Ministro Gelmini,  discussa ed inviata dai docenti dell’ITI Vittorio Emanuele III di  Palermo, riuniti in assemblea il 24/11 2010 . Cara Signora Ministra Maria Stella Gelmini Se i tempi, scolasticamente parlando, non fossero così grami e l’umore non fosse, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Ricevo dai colleghi del Vittorio Emanuele III di Palermo e, volentieri, rilancio.</strong></p>
<p>______________________________________________________________________</p>
<blockquote><p><strong><em>Lettera aperta al Ministro Gelmini,  discussa ed inviata dai docenti dell’ITI Vittorio Emanuele III di  Palermo, riuniti in assemblea il 24/11 2010 .</em></strong></p>
<p><strong><em> </em></strong></p>
<p><strong><em>Cara Signora Ministra Maria Stella Gelmini</em></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Se i tempi, scolasticamente parlando, non fossero così grami e l’umore non fosse, di conseguenza, così a pezzi, avremmo commentato in stile “<em>la sai l’ultima?” </em>Il Suo annuncio di pochi giorni fa circa la prospettiva allettantissima di poterci guadagnare nientemeno che uno stipendio in più in un anno, a condizione di essercelo meritato, s’intende ; di essere stati, cioè, molto bravi ,e di aver conseguito il bollino blu da parte di una Commissione interna ecc..,ecc….</p>
<p>Dimenticavamo, a patto di lavorare, almeno per il momento, a Torino o a Napoli e di trovare la copertura finanziaria in tempi da profondo rosso, di tagli da 8 miliardi, di contratti non rinnovati.</p>
<p>Quando si dice , la meritocrazia….</p>
<p>Vogliamo confessarLe  &#8211; sarà un vezzo professionale – che per noi,ma, pensiamo, anche per tanti, la parola  “<strong>riforma</strong><em>” </em>filologicamente evoca  il significato di rinnovamento e di avanzamento verso una condizione migliore, verso prospettive più aperte e utili alla crescita culturale dei più giovani, al benessere sociale ed alla coesione civile dell’intero paese.</p>
<p>Le confessiamo che facciamo molta fatica a intravedere tutto ciò nella Sua operazione, altrimenti da Lei stessa definita “<strong>riforma epocale</strong>”; iniziativa tesa non solo ad operare i famigerati tagli impostiLe dal Suo ben più pensoso collega Tremonti, ma a stravolgere e a rinnegare i principi e i propositi , forse la visione strategica dell’avvenire che dai tempi della Costituente si era prefisso e, in buona misura , ha attuato, chi ha guidato le vicende del nostro paese ,dal Governo e dall’opposizione parlamentare .</p>
<p>Lei è giovane, Signora Ministra, ma certamente non opera in solitudine e qualcuno avrebbe dovuto prefigurarLe l’ammontare dei danni che il suo intervento legislativo avrebbe comportato.</p>
<p>Qualcuno Le ha ricordato che la più grande smobilitazione culturale della storia  repubblicana, ottenuta con la dismissione di tutti i posti di lavoro venuti meno a causa dei Vostri tagli occupazionali, qui da noi, solo nella nostra provincia, ha provocato, il licenziamento di fatto di circa 4.000 persone?</p>
<p>Ha mai pensato che dietro l’oggettività dei numeri, già di per sé se imponenti, c’è stata – e ci sarà – una forte diminuzione di opportunità e di attenzione ai bisogni formativi dei nostri bambini e dei nostri ragazzi e anche delle loro famiglie, che dietro alla forza delle cifre è stata operata una notevole diminuzione dei diritti di piena cittadinanza nazionale ed europea?</p>
<p>E la cittadinanza, consapevolmente acquisita e realmente vissuta, riteniamo sia indispensabile per poter realizzare quell’idea di federalismo che ha sì nobilissime radici storiche e politiche, ma che, al momento, ci appare piuttosto sacrificata ad un modello arrembante, da darwinismo sociale cinico , egoista e molto angusto dal punto di vista etico e culturale.</p>
<p>Ma <strong>“cittadinanza</strong>”<strong> </strong>non era una parola chiave del Suo <em>syllabu</em>s ministeriale?</p>
<p>Vede, Signora Ministra, noi siamo persone comprensive e tolleranti anche se abbiamo una certa memoria, ma anche una certa visione del futuro. Glielo diciamo non per rivangare alcune dichiarazioni sulla professionalità degli insegnanti del Sud, con cui ha esordito, all’indomani dell’assunzione della Sua alta carica, o dei Suoi conclamati e ribaditi propositi relativi al reclutamento <strong>“territoriale</strong>” dei docenti sulla base di non meglio specificate priorità di merito (culturali, etniche, linguistiche?).</p>
<p>Certo, un atteggiamento d’esordio spocchioso, quanto stizzosamente e vacuamente ostile non è proprio ciò che noi insegnanti, qualcuno magari con qualche esperienza guadagnata sul campo e con qualche livello di riconosciuta dignità professionale, ci saremmo aspettato.</p>
<p>Capisce, Signora Ministra, per quali e quanti motivi- ed abbiamo accennato solo ad alcuni- non possiamo che condividere il disagio, ma anche la voglia di partecipare e rivendicare, che esprimono oggi i nostri alunni ai danni dei quali si sta operando il più clamoroso furto di presente e di futuro?</p>
<p>Ovviamente stiamo parlando solo delle ragioni, delle motivazioni intrinseche di una protesta che non è solo generazionale; i metodi e i tempi li decideranno loro, i ragazzi e le ragazze, di cui finora abbiamo apprezzato la compostezza, il bisogno di conoscenza e di socializzazione delle loro esperienze e di cui abbiamo accolto l’invito a dialogare nella chiarezza dei rispettivi ruoli.</p>
<p>Sa, molti di noi ritengono che insegnare a leggere, ad analizzare, a scrivere e “<strong><em>a seguire vertute e canoscenza”</em></strong>sia ancora più che mai , il compito professionale che gli è stato e che si sono assegnati .</p>
<p>Per questo ci piace vedere che i nostri ragazzi manifestano il gusto di sapere, che si apprestino a prendere il largo, a mettere se stessi “<strong><em>per l’alto mare aperto</em>”</strong>.</p>
<p>Cordialmente, Signora Ministra, e ci piacerebbe poter aggiungere: “con stima”.</p>
<p>(lettera firmata)</p></blockquote>
]]></content:encoded>
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		<title>Learning object chiusi: non sono vera innovazione</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Nov 2010 23:36:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Columba</dc:creator>
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		<description><![CDATA[E&#8217; quanto sostiene Antonio Fini nel brillante post Learning object e carrozze a motore . Cito una delle affermazioni più significative, una frase che sintetizza e chiarisce in un sol colpo una molteplicità di affermazioni che si vanno facendo al riguardo: La rete, alla lunga,  implica apertura, è bene ricordarlo. E l’innovazione (quella vera) passa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; quanto sostiene Antonio Fini nel brillante post <strong><a title="Permanent Link to &quot;Learning object e carrozze a motore&quot;" rel="bookmark" href="http://www.fininformatica.it/wp/learning-object-e-carrozze-a-motore/">Learning object e carrozze a motore</a></strong> . Cito una delle affermazioni più significative, una frase che sintetizza e chiarisce in un sol colpo una molteplicità di affermazioni che si vanno facendo al riguardo:</p>
<blockquote><p>La rete, alla lunga,  implica <strong>apertura</strong>, è bene ricordarlo. E l’innovazione (quella vera) passa e passerà attraverso l’apertura, inutile opporsi. I cataloghi di <strong>learning object  chiusi e a pagamento</strong>, anche se di squisita fattura multimediale e sapiente progettazione didattica, <strong>non sono vera innovazione</strong>,  almeno non più di quanto non lo siano state per l’evoluzione della  mobilità umana le prime “carrozze a motore”, veicoli certamente legati  molto più al passato che al futuro.</p></blockquote>
<p>Bene, sono totalmente e assolutamente d&#8217;accordo!</p>
<p>Questo post di Antonio ha provocato su Facebook moltissime reazioni, un confronto a distanza molto vivace. Val sicuramente la pena di andare a leggerlo:<strong><a href="http://www.facebook.com/antoniofini/posts/10150106438362265" target="_blank"> http://www.facebook.com/antoniofini/posts/10150106438362265</a></strong></p>
<p>Ma c&#8217;è ancora dell&#8217;altro che ha attirato la mia attenzione:</p>
<blockquote><p>&#8230;.mi chiedo sinceramente perché il <strong>denaro pubblico</strong> debba essere utilizzato per alimentare <strong>realtà private</strong> (<a href="http://www.innovascuola.gov.it/opencms/opencms/innovascuola/didattica_digitale/primo_piano/news/content/Miur_Telecom.html" target="_blank">grandi</a> o piccole poco importa…) invece che essere impiegato per <strong>incentivare e supportare progetti di produzione di contenuti aperti all’interno del sistema scolastico stesso</strong>, ad esempio <strong>retribuendo direttamente (e in modo adeguato!) </strong>docenti disponibili alla redazione, alla verifica, alla revisione di contenuti aperti auto-prodotti<strong>.</strong></p></blockquote>
<p>Come tutti i docenti della scuola vado infatti riflettendo sulla dinamica della individuazione di docenti soprannumerari. E sulla successiva espulsione dal sistema scolastico. Io, questa faccenda, non la capisco. A meno che non si accetti per buona la filosofia e l&#8217;operato di giovani operatori della finanza appena usciti da qualche master più o meno prestigioso: più licenzi, più le azioni salgono, più grasso e ricco sarà il bonus di fine anno. NO, non lo capisco. La scuola NON è una società quotata in borsa. La fuoriuscita di personale docente non produce alcun bonus per nessuno. E allora? S&#8217;io fossi il grande imprenditore al governo saprei che le aziende sono basate sul prodotto.  Persino la Fiat, dopo anni di inseguimento dei mercati azionari, è ora ritornata a considerare se stessa in primo luogo come una fabbrica di automobili.  Per produrre ci vuole &#8220;know how&#8221;. Espellere persone &#8220;formate&#8221; e competenti mi sembra allora una sorta di pazzia distruttiva. La nota di Antonio mi rinforza quindi ulteriormente nella convinzione che una buona amministrazione della scuola potrebbe ormai prevedere l&#8217;utilizzazione di docenti in ruoli diversi da quelli della classica presenza in aula. La produzione di risorse &#8220;aperte&#8221; ( penso alle cosiddette OER) è solo una delle possibilità. La presenza della rete e delle tecnologie ci consentirebbe di offrire sia materiali che attività formative in modo esteso, poco costoso, fruibile da tutti, orientato alle competenze, perfettamente integrato col sistema del lifelong learning. In questo senso i docenti rimasti privi della classe non andrebbero più visti come privi di scopo, ma come risorsa preziosa da utilizzare per l&#8217;incremento e la diversificazione della produzione.</p>
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		<title>La copertina bianca</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Jun 2010 21:09:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Columba</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>

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		<description><![CDATA[11 giugno 2010 Magnifica &#8220;prima pagina&#8221; per un evento tutt&#8217;altro che magnifico. Stile un pò pubblicitario per una campagna di resistenza sociale e ideale. Ma molto, molto &#8220;azzeccata&#8221; ed efficace. Temo rimarrà una pagina &#8220;storica&#8221; .]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>11 giugno 2010</p>
<p>Magnifica &#8220;prima pagina&#8221; per un evento tutt&#8217;altro che magnifico. Stile un pò pubblicitario per una campagna di resistenza sociale e ideale. Ma molto, molto &#8220;azzeccata&#8221; ed efficace.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.repubblica.it/statickpm3/rep-locali/repubblica/popup/2010/copertina/01.jpg"><img class="aligncenter" title="Prima pagina di Repubblica del 11 giugno 2010" src="http://www.repubblica.it/statickpm3/rep-locali/repubblica/popup/2010/copertina/01.jpg" alt="" width="480" height="640" /></a></p>
<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: left;">Temo rimarrà una pagina &#8220;storica&#8221; .</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Con un piede impigliato nella storia</title>
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		<pubDate>Wed, 05 Aug 2009 20:17:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Columba</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[cultura]]></category>

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		<description><![CDATA[Avevo ascoltato una intervista con l&#8217;autrice su Radio Tre, in primavera, ed ero rimasto molto favorevolmente impressionato: il tono della voce, il tema genitori-figli, ma questa volta intersecato con la Storia, per di piú una storia ancora eccessivamente condizionata dal giornalismo. Ho quindi cercato il libro, meravigliandomi della difficoltà nel reperirlo; forse ingenuamente ritenevo dovesse [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ibs.it/code/9788807490781/negri-anna/con-piede-impigliato"><img align ="left" src="http://giotto.ibs.it/cop/copj13.asp?f=9788807490781" alt="" /></a> Avevo ascoltato una intervista con l&#8217;autrice su Radio Tre, in primavera, ed ero rimasto molto favorevolmente impressionato: il tono della voce, il tema genitori-figli, ma questa volta intersecato con la Storia, per di piú una storia ancora eccessivamente condizionata dal giornalismo. Ho quindi cercato il libro, meravigliandomi della difficoltà nel reperirlo; forse ingenuamente ritenevo dovesse essere un best-seller. Invece ho dovuto ordinarlo.<br />
Ne è valsa la pena, il libro certamente fa riflettere, ma allo stesso tempo è intimo, Anna Negri si rivela, e nel farlo ci trasporta in una dimensione interiore e insieme politica, culturale e, perchè no, antropologica. Siamo tutti uomini e donne diversi da quelli di quei tempi, quelli che eravamo nati e quelli nati piú recentemente. Per l&#8217;autrice un percorso di liberazione, per me (per noi) una lezione.</p>
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		<title>Spero non sia vero, temo che sia vero</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Jun 2009 11:01:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Columba</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Scrive Panebianco sul Corriere di oggi: &#8220;Neppure per capire i guai della sinistra italiana, del Partito democratico, bastano le risposte generali. Anche qui bisogna tener conto delle specificità. La principale delle quali è che la sinistra italiana paga il conto, oltre che delle difficoltà che l&#8217;accomunano ai partiti socialisti europei, anche di un ventennio di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Scrive Panebianco sul Corriere di oggi:</p>
<p>&#8220;Neppure per capire i guai della sinistra italiana, del Partito democratico, bastano le risposte generali. Anche qui bisogna tener conto delle specificità. La principale delle quali è che la sinistra italiana paga il conto, oltre che delle difficoltà che l&#8217;accomunano ai partiti socialisti europei, anche di un ventennio di rimozioni e trasformismi. La verità è che se Berlusconi non fosse esistito, se non fosse entrato in politica nel 1994, la sinistra italiana se lo sarebbe dovuto inventare. Da quindici anni Berlusconi, con la sua presenza, aiuta la sinistra a non fare i conti con se stessa, con il vuoto in cui è precipitata dopo il crollo del muro di Berlino.&#8221;</p>
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		<title>Google e Facebook parlano persiano</title>
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		<pubDate>Sun, 21 Jun 2009 23:05:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Columba</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Politica]]></category>
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		<description><![CDATA[Leggo su Wired.com di inizitive volte a migliorare la comunicazione sul web in lingua persiana con l&#8217;esplicito intento di supportare lo sforzo dei blogger e degli attivisti che sostengono Moussavi. Mentre il regime teocratico chiude tutti i canali di comunicazione di cui é capace, Google aggiunge ai suoi tool un servizio di traduzione della lingua [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Leggo su <a title="http://www.wired.com/dangerroom/2009/06/facebook-google-go-persian-helping-irans-activists/" href="http://www.wired.com/dangerroom/2009/06/facebook-google-go-persian-helping-irans-activists/" target="_blank">Wired.com</a> di inizitive volte a migliorare la comunicazione sul web in lingua persiana con l&#8217;esplicito intento di supportare lo sforzo dei blogger e degli attivisti che sostengono Moussavi. Mentre il regime teocratico chiude tutti i canali di comunicazione di cui é capace, Google aggiunge ai suoi tool un servizio di traduzione della lingua persiana,  in modo da dare l&#8217;opportunità  di accedere alle informazioni del &#8220;mondo esterno&#8221; e di fornire versioni automaticamente tradotte dei blog e dei siti persiani. Tra i primi ad usare il servizio<a title="http://translate.google.com/translate?prev=hp&amp;hl=en&amp;js=n&amp;u=http://sites.google.com/site/mousavi1388/&amp;sl=fa&amp;tl=en&amp;history_state0=" href="http://translate.google.com/translate?prev=hp&amp;hl=en&amp;js=n&amp;u=http://sites.google.com/site/mousavi1388/&amp;sl=fa&amp;tl=en&amp;history_state0=" target="_blank"> il sito di Moussavi</a>. Dal canto suo a Facebook, accortisi del crescente scambio di informazioni sulla questione delle elezioni in Iran, hanno deciso di rendere disponibile una versione di prova interamente in Persiano.</p>
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		<title>Trusted Computing?</title>
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		<pubDate>Sun, 12 Apr 2009 11:17:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Columba</dc:creator>
				<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[cultura]]></category>
		<category><![CDATA[provare/studiare]]></category>

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		<description><![CDATA[Mi aspettavo una analisi mediatica, invece il nuovo libro di Anna Fici, &#8220;Leggere e Scrivere i Media&#8221; è per me una scoperta delle tematiche relative al &#8220;Trusted Computing&#8220;. Si tratta di una alleanza tra produttori hardware, software ed entertainment per la realizzazione di sistemi capaci di abbinare le interfacce user-friendly con la massima possibile sicurezza [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.francoangeli.it/ricerca/Scheda_Libro.asp?ID=16578&amp;Tipo=Libro"><img style="float:left;  margin-right: 5px;" title="Leggere e Scrivere i Media - Franco Angeli" src="http://www.francoangeli.it/CopertineStandard/243_2_13.jpg" alt="" width="68" height="100" /></a>Mi aspettavo una analisi mediatica, invece il nuovo libro di <a title="Il blog della professoressa Anna Fici" href="http://annafici.typepad.com/" target="_blank">Anna Fici</a>, &#8220;Leggere e Scrivere i Media&#8221; è per me una scoperta delle tematiche relative al &#8220;<a title="Il sito del trustingcomputergroup" href="https://www.trustedcomputinggroup.org/home" target="_blank">Trusted Computing</a>&#8220;. Si tratta di una alleanza tra produttori hardware, software ed entertainment per la realizzazione di sistemi capaci di abbinare le interfacce user-friendly con la massima possibile sicurezza informatica. Le intenzioni sembrano buone, ma esistono fondati timori che le soluzioni in corso di adozione possano nascondere o comunque veicolare dell&#8217;altro: il controllo sui diritti d&#8217;autore dei brani audio-video presenti nei vari dispositivi, ad esempio, oppure limitare alcune libertà di azione degli utenti sul web. Personalmente mi mette molto in allarme la possibilità che possa essere facilitata la diffusione sul mercato di nuove forme di broadcasting, come se già non ci bastasssero tutti i <em>grandifratelli </em>proposti dalle varie emittenti . . .</p>
<p>Il testo indaga scientificamente sulle possibili conseguenze del trusted computing in ambito sociale e in ambito individuale e si interroga su quali potrebbero essere le modalità di rifiuto culturale dei relativi scenari di impiego.</p>
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