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	<title>Carlo Columba &#187; PLE</title>
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	<description>Pagine Personali.</description>
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		<title>#CritLit2010 &#8211; Good models</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Jun 2010 18:04:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Columba</dc:creator>
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		<description><![CDATA[I find really interesting reading Critical Thinking, by Alec Fisher. Perhaps I&#8217;ll get a sort of teacher&#8217;s professional crisis . . .;-)
At page 9 they say that  good teaching is about giving good models: I totally agree with it and, at the same time, I wonder if I&#8217;am able to do this way when I [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>I find really interesting reading <a title="http://assets.cambridge.org/052100/9847/sample/0521009847ws.pdf" href="http://assets.cambridge.org/052100/9847/sample/0521009847ws.pdf" target="_blank"><strong><em>Critical Thinking</em></strong></a>, by Alec Fisher. Perhaps I&#8217;ll get a sort of teacher&#8217;s professional crisis . . .;-)</p>
<p>At page 9 they say that  good teaching is about giving good models: I totally agree with it and, at the same time, I wonder if I&#8217;am able to do this way when I try to teach electronics to my students! Infact,  to give good models, I would need to practise electronics at the right level. May be I would need, for example once in a five years, stop teaching to go and work in a workshop or in an industry. Instead I&#8217;m living in the school for more then 15 years . . . so my electronics culture is actually a librarian culture, I can&#8217;t be able to practice &#8220;in the field&#8221;.</p>
<p>So, my thoughts are about this: how can I find good models for my students? If I&#8217;ll not be able to find them, I think I&#8217;ll be able to teach at an abstract and cognitive level only. Shall I be able to help my student to build their <strong>professional competences</strong>?</p>
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		<title>Modi diversi per un corso on line &#8211; A different on line course</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Jun 2010 16:12:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Columba</dc:creator>
				<category><![CDATA[Connettivismo]]></category>
		<category><![CDATA[CritLit2010]]></category>
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		<description><![CDATA[English section of the post
In this post I&#8217;ll try to summarize in italian language the content of  How This  Course Works post. So it is not necessary the english translation of it. Better the original one!
&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;


Leggo la pagina How This  Course Works del Critical Literacies Online  Course Blog in fase di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #333399;"><strong>English section of the post</strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;">In this post I&#8217;ll try to summarize in italian language the content of <strong> <a href="http://ple.elg.ca/course/?p=18">How This  Course Works</a></strong> post. So it is not necessary the english translation of it. Better the original one!</span></p>
<p><span style="color: #333399;">&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;</span></p>
<p><span style="color: #333399;"><br />
</span></p>
<p>Leggo la pagina<strong> <a href="http://ple.elg.ca/course/?p=18">How This  Course Works</a></strong> del <strong><a href="http://ple.elg.ca/course">Critical Literacies Online  Course Blog</a></strong> in fase di avviamento. Si tratta di un corso di tipo <strong>connettivista </strong>e le differenze di concezione e di svolgimento sono subito evidenti. Provo a puntualizzarle.</p>
<p>Intanto va evidenziato che l&#8217;obiettivo del corso non è quello di ricordare dei contenuti. Si tratta piuttosto di<strong> intraprendere delle attività</strong> che saranno, di conseguenza, diverse da persona a persona. La sede di svolgimento inoltre non è unica ma l&#8217;intero web è potenzialmente coinvolto. Le attività principali sono quattro:</p>
<ul>
<li>Aggregazione</li>
</ul>
<p style="padding-left: 30px;">Il corso fornisce una grande quantità di materiali in forma di letture, video, audio e quant&#8217;altro immaginabile. La quantità è tale che non è pensabile che si possa leggerli tutti. Ognuno allora è chiamato a scegliere quanto ritiene più interessante e appropriato ai personali interessi.</p>
<ul>
<li>Remix ( non saprei come tradurlo)</li>
</ul>
<p style="padding-left: 30px;">Una volta che alcuni contenuti siano stati letti o ascoltati o guardati, il passo successivo è di tenerne in qualche modo traccia. I modi consigliati per questo sono:</p>
<blockquote style="padding-left: 30px;">
<ul>
<li>scrivere un post sul proprio blog (eventualmente aprendone uno nuovo su blogger o su wordpress)</li>
<li>creare un nuovo item su <a title="delicious" href="http://delicious.com/" target="_blank">delicious </a>per ogni documento fruito</li>
<li>prendere parte alla discussione sui forum della piattaforma on line del corso</li>
<li>inviare dei messaggi su <a title="twitter" href="http://twitter.com/" target="_blank">Twitter</a></li>
</ul>
</blockquote>
<ul>
<li>Riproposizione</li>
</ul>
<p style="padding-left: 30px;">Si tratta forse della fase più difficile e delicata. Deliberatamente è stato scelto questo termine perchè non si tratta di fare delle &#8220;creazioni&#8221;, quanto piuttosto delle rielaborazioni personali dei materiali precedentemente aggregati e &#8220;remixati&#8221;. L&#8217;accento qui è posto sul fatto che non si tratta di partire da zero, bensì si parte dai materiali che sono stati precedentemente proposti. Gli stessi materiali dovranno costituire i mattoni sui quali costruire pensiero e comprensione.</p>
<p style="padding-left: 30px;">Questo pensiero, questa comprensione, sono il vero oggetto del corso. Gli strumenti di alfabetizzazione critica che saranno descritti nel corso dovranno costituire i veri e propri <strong>strumenti </strong>(tools) per creare il proprio personale contenuto. Il compito dei corsisti è, quindi, non quello di memorizzare i contenuti, ma di usarli come <strong>strumenti </strong>con i quali fare pratica.</p>
<ul>
<li>Condivisione</li>
</ul>
<p style="padding-left: 30px;">Altra attività fondamentale per il corso è quello della condivisione di quanto andiamo producendo. Può essere imbarazzante, può capitare di sentirsi esposti e di fare pubblicamente degli errori, ma si tratta di una operazione stimolante che ci spinge a lavorare più duramente e più significativamente. E poi il corso si nutre, letteralmente, della condivisione dei materiali che ogni partecipante produce: ogni contributo incrementa la quantità di materiale disponibile. Le persone apprezzano molto che si condivida con loro del materiale. Ognuno di noi apprezza la possibilità di poter accedere a dei materiali.</p>
<p style="padding-left: 30px;">Le modalità della condivisione sono le seguenti: taggare ogni contributo con la sigla <strong>CritLit2010, </strong>specialmente su delicious o su twitter. Attraverso questo tag i diversi contributi saranno automaticamente aggregati a livello dell&#8217;intero corso. Stesso discorso vale per i post sui blog, o i materiali su facebook o flickr.</p>
<p style="padding-left: 30px;">
<p>Quando un corso connettivista funziona bene, grazie a questa modalità di condivisione è possibile assistere all&#8217;instaurarsi di un grande ciclo di produzione, creazione e condivisione. Una esperienza così bella che non si vorrebbe che terminasse con il corso stesso.</p>
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		<title>Sloop2Desc &#8211; Andamento dei lavori sulla piattaforma</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Apr 2010 22:11:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Columba</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ho partecipato ieri all&#8217;incontro tra gli attori del progetto Sloop2Desc e i rappresentanti delle aziende coinvolte nel progetto.   Ne ho approfittato per sperimentare un nuovo sistema per la realizzazione di presentazioni: Prezi . Lo strumento mi sembra molto promettente e sul sito si trovano diverse realizzazioni e dimostrazioni. Qui di seguito inserisco la mia presentazione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho partecipato ieri all&#8217;incontro tra gli attori del progetto Sloop2Desc e i rappresentanti delle aziende coinvolte nel progetto.   Ne ho approfittato per sperimentare un nuovo sistema per la realizzazione di presentazioni: <a href="http://prezi.com"><strong>Prezi </strong></a>. Lo strumento mi sembra molto promettente e sul sito si trovano diverse realizzazioni e dimostrazioni. Qui di seguito inserisco la mia presentazione e il file audio del parlato.</p>
<div class="prezi-player"><!-- .prezi-player { width: 490px; } .prezi-player-links { text-align: center; } --><object id="prezi_2o6ekadm-ust" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="490" height="350" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="name" value="prezi_2o6ekadm-ust" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="bgcolor" value="#ffffff" /><param name="flashvars" value="prezi_id=2o6ekadm-ust&amp;lock_to_path=1&amp;color=ffffff&amp;autoplay=no" /><param name="src" value="http://prezi.com/bin/preziloader.swf" /><embed id="prezi_2o6ekadm-ust" type="application/x-shockwave-flash" width="490" height="350" src="http://prezi.com/bin/preziloader.swf" flashvars="prezi_id=2o6ekadm-ust&amp;lock_to_path=1&amp;color=ffffff&amp;autoplay=no" bgcolor="#ffffff" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" name="prezi_2o6ekadm-ust"></embed></object></p>
<div class="prezi-player-links">
<p><a title="Uno sguardo a cosa succede sulla piattaforma siciliana" href="http://prezi.com/2o6ekadm-ust/">Sloop2Desc</a> on <a href="http://prezi.com">Prezi</a></p>
</div>
</div>
<p>L&#8217;audio relativo alla presentazione</p>
<p><embed type="application/x-shockwave-flash" width="350" 	height="24" 	allowfullscreen="true" 	allowscriptaccess="always" 	src="http://www.archive.org/flow/flowplayer.commercial-3.0.5.swf" 	w3c="true" 	flashvars='config={"key":"#$b6eb72a0f2f1e29f3d4","playlist":[{"url":"http://www.archive.org/download/Sloop2desc-IncontroPalermoDel28Aprile2010/cnr_20100428.mp3","autoPlay":false}],"clip":{"autoPlay":true},"canvas":{"backgroundColor":"0x000000","backgroundGradient":"none"},"plugins":{"audio":{"url":"http://www.archive.org/flow/flowplayer.audio-3.0.3-dev.swf"},"controls":{"playlist":false,"fullscreen":false,"gloss":"high","backgroundColor":"0x000000","backgroundGradient":"medium","sliderColor":"0x777777","progressColor":"0x777777","timeColor":"0xeeeeee","durationColor":"0x01DAFF","buttonColor":"0x333333","buttonOverColor":"0x505050"}},"contextMenu":[{"Listen+to+Sloop2desc-IncontroPalermoDel28Aprile2010+at+archive.org":"function()"},"-","Flowplayer 3.0.5"]}'></embed></p>
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		<title>Il mio Personal Learning Environment</title>
		<link>http://www.columba.it/2009/01/26/il-mio-personal-learning-environment/</link>
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		<pubDate>Mon, 26 Jan 2009 18:05:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Columba</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ho improvvisamente avuto la tentazione di visualizzare il mio PLE (Personal Learning Environment), ovvero quell&#8217;insieme di risorse, di ambienti, di interazioni che mi consentono di &#8220;continuare ad imparare&#8221; . Chi volesse saperne di più sul concetto di PLE potrebbe trovare utili questi documenti: History of personal learning environments e Personal Learning Environments &#8211; the future [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p id="firstHeading" class="firstHeading">Ho improvvisamente avuto la tentazione di visualizzare il mio PLE (Personal Learning Environment), ovvero quell&#8217;insieme di risorse, di ambienti, di interazioni che mi consentono di &#8220;continuare ad imparare&#8221; . Chi volesse saperne di più sul concetto di PLE potrebbe trovare utili questi documenti: <a title="La voce su Wikipedia" href="http://en.wikipedia.org/wiki/History_of_personal_learning_environments" target="_blank">History of personal learning environments</a> e <a title="Articolo coommpleto su ElearningPapers" href="http://www.elearningpapers.eu/index.php?page=doc&amp;vol=2&amp;doc_id=8553&amp;doclng=6" target="_blank">Personal Learning Environments &#8211; the future of eLearning?</a></p>
<p class="firstHeading">Realizzare qualcosa comporta sempre una certa dose di scoperte: intanto l&#8217;utilizzo di <a title="Mindomo site" href="http://www.mindomo.com" target="_blank">Mindomo</a>, un web service gratuito per la generazione di mappe mentali;  consente di inserire blocchi a diversi livelli di nidificazione e di aggiungere link ipertestuali, immagini, video etc. La cosa che mi ha convinto maggiormente è stata la possibilità di fare collassare o espandere i diversi rami a seconda del livello di nidificazione: mi sembra una possibilità molto comoda nel caso di presentazioni pubbliche. A patto di avere una connessione attiva diventa preferibile al classico &#8220;decotto&#8221; powerPoint.</p>
<p class="firstHeading">Ho scoperto poi che il proprio PLE non è tracciabile una volta per tutte! Se si volesse tracciare per l&#8217;intero corso della propria esistenza attiva verrebbe fuori qualcosa di gigantesco e richiederebbe una quantità di tempo sproporzionata. Di qui la decisione di concentrare l&#8217;attenzione sul PLE &#8220;attuale&#8221;, quello dell&#8217;ultimo anno ad esempio. Magari l&#8217;anno prossimo ne farò un altro, certamente diverso dal presente.</p>
<p class="firstHeading">Interessante anche la riflessione derivata dalla necessità di classificare i propri ambiti di interesse: tracciare questa mappa è stato anche sistematizzare a grandi linee il mio personale ambito di conoscenze.  Ancora una volta si scopre di star facendo anche una riflessione su se stessi: non male direi.</p>
<p class="firstHeading">Per accedere alla mappa interattiva fare click sulla immagine (allo stato attuale l&#8217;embedding della mappa porta ad un risultato assai insoddisfacente).</p>
<div id="attachment_326" class="wp-caption aligncenter" style="width: 510px"><a href="http://www.mindomo.com/view.htm?m=75b88d11aac94b27b49a7bcb2720be44"><img class="size-full wp-image-326" title="Il mio Personal Learning Environment" src="http://www.columba.it/wp-content/2009/01/miople_all50.gif" alt="Il mio attuale PLE" width="500" height="451" /></a><p class="wp-caption-text">Il mio attuale PLE</p></div>
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		<title>Sul web 3.0</title>
		<link>http://www.columba.it/2009/01/05/sul-web-30/</link>
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		<pubDate>Mon, 05 Jan 2009 19:21:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Columba</dc:creator>
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		<description><![CDATA[
Howstuffworks Ã¨ tra i siti che spesso consiglio ai miei alunni per la ricchezza degli argomenti trattati, per il taglio divulgativo ma non banale, per l&#8217;approccio didattico ma non pedante.
Da qui leggo l&#8217;articolo How Web 3.0 Will Work , col futuro d&#8217;obbligo, trattandosi di una proiezione sulla possibile, direi piuttosto probabile, evoluzione del web: di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="thumb"><a href="http://computer.howstuffworks.com/web-30.htm"><img class="thumbnail alignleft" style="border: 0pt none;" title="How Web 3.0 Will Work" src="http://static.howstuffworks.com/gif/web-30-100x60.jpg" border="0" alt="How Web 3.0 Will Work" width="100" height="60" /></a></div>
<p><a title="Vai al sito howstuffworks" href="http://www.howstuffworks.com/" target="_blank">Howstuffworks</a> Ã¨ tra i siti che spesso consiglio ai miei alunni per la ricchezza degli argomenti trattati, per il taglio divulgativo ma non banale, per l&#8217;approccio didattico ma non pedante.</p>
<p>Da qui leggo l&#8217;articolo <a href="http://computer.howstuffworks.com/web-30.htm">How Web 3.0 Will Work</a> , col futuro d&#8217;obbligo, trattandosi di una proiezione sulla possibile, direi piuttosto probabile, evoluzione del web: di che si tratta? In pochissime parole: il web &#8220;1&#8243; Ã¨ stato quello dei contenuti statici, qualcuno, dispregiativamente, diceva anche &#8220;brochureware&#8221;, un posto cioÃ¨ dove aziende e privati pubblicano le informazioni senza alcuna possibilitÃ  di interazione da parte dei fruitori. Siti cioÃ¨ solo &#8220;da leggere&#8221;. Il web &#8220;2&#8243;, radicalmente diverso, ha visto come elemento fondamentale la produzione dei contenuti da parte degli stessi utenti della rete. Si consideri ad esempio la diffusione dei blog personali, un fenomeno che ha seriamente messo in discussione i tradizionali metodi di formazione della opinione pubblica. O il dilagare dei cosiddetti social-network, Facebook in testa, che consentono a tutti di stare in contatto, scambiare informazioni, creare o negare consenso in modo assai semplice e immediato.</p>
<p>Il web 3.0 potrebbe coincidere, ma ancora non Ã¨ proprio &#8220;imminente&#8221;, con il cosiddetto &#8220;semantic web&#8221; che consentirebbe di fare dei motori di ricerca addirittura degli interpreti del &#8220;significato&#8221; dei documenti del web. Obiettivo ambizioso ma non impossibile, per una spiegazione delle tecnologia sottostante rimando all&#8217;articolo <a href="http://computer.howstuffworks.com/semantic-web.htm">How Semantic Web Works</a> . Concentriamo la nostra attenzione piuttosto sulle conseguenze, sulla utilitÃ  di una simile trasformazione.</p>
<p>Sappiamo tutti che le ricerche che possiamo compiere tramite i motori di ricerca sono basate sulle &#8220;parole chiave&#8221;: se cerchiamo la parola &#8220;pesca&#8221; troveremo documenti nei quali pesca compare sia per il frutto che l&#8217;attivitÃ  del pescare. Altro esempio: la parola &#8220;elettronica&#8221; ricorre su siti accademici e scolastici ma anche su cataloghi e offerte di negozi e supermercati. Moltissime parole hanno significati che dipendono dal contesto del discorso e, ad oggi, browser e motori di ricerca non hanno la possibilitÃ  di fare una simile distinzione, costringendoci a raffinare le ricerche con accorgimenti vari e comunque moltiplicando i tentativi e dilatando il tempo necessario. Web 3.0 dovrebbe poter superare questi attuali limiti per mezzo dei metatag e delle <a title="vedi ontologia su wikipedia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ontologia_(informatica)" target="_blank">ontologie</a> sistemi cioÃ¨ di rappresentazione della conoscenza e, quindi, di disambiguazione dei termini presenti in un documento. In tal modo verrebbe molto piÃ¹ semplice l&#8217;estrazione dal web dei contenuti realmente desiderati, necessitÃ  tanto piÃ¹ stringente quanto piÃ¹ il web Ã¨ dilatato, e la connessione con argomenti simili e coerenti.</p>
<p>Molte universitÃ  e molti centri di ricerca sono al lavoro in questa direzione e qualcosa Ã¨ giÃ  matura per la sperimentazione. Personalmente trovo efficace <a title="Vai al sito Twine" href="http://www.twine.com" target="_blank">Twine </a>una sorta di socialnetwork basato sui principi e sui criteri del semantic web: il criterio Ã¨ simile a quello della aggregazione delle notizie tramite RSS, cosa molto utile ma non selettiva. Su twine i diversi partecipanti pubblicano notizie e riferimenti a documenti del web secondo una precisa griglia di metadatazione e secondo argomenti selezionati chiamati &#8220;twines&#8221;. Ognuno puÃ² creare i suoi ( ad esempio io ne ho creato uno che intitolaÂ  <a title="Personal Authoring" href="http://www.twine.com/twine/115qh5y8n-kv2/personal-authoring"><span class="title">Personal Authoring</span></a> ) e aderire a quanti altri creati da terzi. In tal modo si costituisce una base di conoscenza condivisa basata sulla appartenenza ai diversi filoni di interesse e ai &#8220;tag&#8221; attribuiti dagli utenti. Inutile aggiungere che non basta una giornata per leggere tutto, ma si ha una certa sicurezza di andare a ritrovare a colpo sicuro una certa informazione che siamo sicuri di avere letto ma non ricordiamo piÃ¹ dove . . .</p>
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		<item>
		<title>Gli ambienti di apprendimento personali (PLE)</title>
		<link>http://www.columba.it/2008/07/17/gli-ambienti-di-apprendimento-personali-ple/</link>
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		<pubDate>Thu, 17 Jul 2008 14:59:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Columba</dc:creator>
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		<category><![CDATA[web]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;ultimo numero di elearningpapers Ã¨ dedicato all&#8217;utilizzo dei Personal Learning Environment. Ne riporto qui i link per un rapido accesso:






di Jean Underwood, Philip E. Banyard

Capire lo spazio di apprendimento



di Sandra Schaffert, Wolf Hilzensauer

Verso gli ambienti di apprendimento personali: sette aspetti cruciali



di Fridolin Wild, Felix MÃ¶dritscher, Steinn E. Sigurdarson

Concepire il cambiamento: ambienti di apprendimento personali mash-up



di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a title="Ultimo numero di elearningpapers" href="http://www.elearningpapers.eu/index.php?page=home" target="_self">L&#8217;ultimo numero di elearningpapers</a> Ã¨ dedicato all&#8217;utilizzo dei Personal Learning Environment. Ne riporto qui i link per un rapido accesso:</p>
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<div class="ttip">di <a href="http://www.elearningeuropa.info/?page=doc&amp;doc_id=11221&amp;doclng=9">Jean Underwood</a>, <a href="http://www.elearningeuropa.info/?page=doc&amp;doc_id=11897&amp;doclng=9">Philip E. Banyard</a></div>
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<div class="list_row0"><a href="http://www.elearningpapers.eu/index.php?page=doc&amp;doc_id=11937&amp;doclng=9"><strong>Capire lo spazio di apprendimento</strong></a></div>
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<div class="ttip">di <a href="http://www.elearningeuropa.info/?page=doc&amp;doc_id=11117&amp;doclng=9">Sandra Schaffert</a>, <a href="http://www.elearningeuropa.info/?page=doc&amp;doc_id=11923&amp;doclng=9">Wolf Hilzensauer</a></div>
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<div class="list_row1"><a href="http://www.elearningpapers.eu/index.php?page=doc&amp;doc_id=11938&amp;doclng=9"><strong>Verso gli ambienti di apprendimento personali: sette aspetti cruciali</strong></a></div>
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<div class="ttip">di <a href="http://www.elearningeuropa.info/?page=doc&amp;doc_id=11898&amp;doclng=9">Fridolin Wild</a>, <a href="http://www.elearningeuropa.info/?page=doc&amp;doc_id=11899&amp;doclng=9">Felix MÃ¶dritscher</a>, <a href="http://www.elearningeuropa.info/?page=doc&amp;doc_id=11900&amp;doclng=9">Steinn E. Sigurdarson</a></div>
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<div class="list_row0"><a href="http://www.elearningpapers.eu/index.php?page=doc&amp;doc_id=11939&amp;doclng=9"><strong>Concepire il cambiamento: ambienti di apprendimento personali mash-up</strong></a></div>
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<div class="ttip">di <a href="http://www.elearningeuropa.info/?page=doc&amp;doc_id=11812&amp;doclng=9">Eleonora PantÃ² </a>, <a href="http://www.elearningeuropa.info/?page=doc&amp;doc_id=11813&amp;doclng=9">Laura Gonella</a></div>
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<div class="list_row1"><a href="http://www.elearningpapers.eu/index.php?page=doc&amp;doc_id=11940&amp;doclng=9"><strong>Architetture didattiche e modelli organizzativi: un processo di adattamento reciproco</strong></a></div>
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<div class="ttip">di <a href="http://www.elearningeuropa.info/?page=doc&amp;doc_id=5321&amp;doclng=9">Roni (Aharon) Aviram</a>, <a href="http://www.elearningeuropa.info/?page=doc&amp;doc_id=11919&amp;doclng=9">Yael Ronen</a>, <a href="http://www.elearningeuropa.info/?page=doc&amp;doc_id=11920&amp;doclng=9">Smadar Somekh</a>, <a href="http://www.elearningeuropa.info/?page=doc&amp;doc_id=11921&amp;doclng=9">Amir Winer</a>, <a href="http://www.elearningeuropa.info/?page=doc&amp;doc_id=11922&amp;doclng=9">Ariel Sarid</a></div>
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<div class="list_row0"><a href="http://www.elearningpapers.eu/index.php?page=doc&amp;doc_id=11941&amp;doclng=9"><strong>Apprendimento personalizzato auto-regolato (SRPL): sviluppo del modello pedagogico iClass</strong></a></div>
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<div class="ttip">di <a href="http://www.elearningeuropa.info/?page=doc&amp;doc_id=11810&amp;doclng=9">Mustafa Ali TÃ¼rker</a>, <a href="http://www.elearningeuropa.info/?page=doc&amp;doc_id=11811&amp;doclng=9">Stefan Zingel</a></div>
<p><a href="http://www.elearningpapers.eu/index.php?page=doc&amp;doc_id=11942&amp;doclng=9"><strong>Interfacce di formazione per l&#8217;assistenza pedagogica all&#8217;apprendimento auto-regolato nei PLE</strong></a></div>
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<p>Riporto anche l&#8217;editoriale del numero:</p>
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<div class="title" style="margin-bottom: 15px;"><strong>Gli ambienti di apprendimento personali</strong></div>
<div class="reading">I sistemi attuali di gestione dell&#8217;apprendimento possono essere considerati come isole nel vasto oceano delle possibilitÃ  di apprendimento offerte dal Web. I discenti possono non solo ottenere, perfezionare e selezionare contenuti, ma anche adottare gli strumenti che sono importanti per i loro obiettivi, creare i propri portali individuali di apprendimento, marcare con tag il contenuto o iscriversi a feed RSS per essere informati regolarmente sugli argomenti che li interessano.</p>
<p>Una sola parola chiave e tutto Ã¨ possibile: il Web 2.0 consente il passaggio dai sistemi classici di gestione dell&#8217;apprendimento (tecnica dell&#8217;&#8221;uno per tutti&#8221;) agli ambienti di apprendimento personali (tecnica dell&#8217;&#8221;uno per me&#8221;) costituiti da pezzi, frammenti ed elementi, raccolte di strumenti e servizi, che, riuniti, costituiscono paesaggi individuali e/o condivisi di conoscenze, esperienze e contatti. Si passa cosÃ¬ dal paradigma dell&#8217;isola, rappresentato dalla tecnica dei sistemi di gestione dell&#8217;apprendimento, alla visione del Web come porta di accesso verso opportunitÃ  di apprendimento.</p>
<p>Dopo aver sostenuto in passato che l&#8217;e-learning apriva la strada all&#8217;individualizzazione dell&#8217;educazione, possiamo oggi affermare che gli ambienti di apprendimento personali (Personalised Learning Environments o PLE) la concretizzano.</p>
<p>Questo nuovo numero di eLearning Papers presenta una selezione di articoli sugli ambienti di apprendimento personali.</p>
<p>Come le scuole riescono a favorire la personalizzazione dell&#8217;apprendimento con il ricorso alle tecnologie digitali? Ãˆ la domanda che si pongono Philip Banyard e Jean Underwood nel loro articolo, che studia la relazione tra le tecnologie digitali e le evoluzioni attuali per offrire un&#8217;esperienza di apprendimento piÃ¹ personalizzata.</p>
<p>Sandra Schaffert e Wolf Hilzensauer presentano sette aspetti essenziali degli ambienti di apprendimento personali, derivanti dalle conseguenze e dai problemi legati ai PLE e alla diffusione del loro uso. Tali aspetti possono servire come base per le decisioni dei discenti, degli insegnanti e degli istituti educativi in favore (o contro) il concetto tecnologico dei PLE, a livello generale e tenendo conto delle sue implicazioni pedagogiche.</p>
<p>L&#8217;articolo di Fridolin Wild, Felix MÃ¶dritscher e Steinn Sigurdarson presenta un punto di vista critico sui modelli contemporanei di apprendimento personalizzato basato sull&#8217;adattamento. Secondo gli autori, un&#8217;altra soluzione proposta, l&#8217;ambiente di apprendimento personale con applicazione composita (mash-up), puÃ² fornire migliori meccanismi di adattamento per la creazione e l&#8217;aggiornamento dell&#8217;ambiente di apprendimento.</p>
<p>L&#8217;articolo di Laura Gonella ed Eleonora PantÃ² puÃ² aiutare a capire se l&#8217;â€œe-learning 2.0â€, cioÃ¨ l&#8217;e-learning basato sugli strumenti e gli approcci tipici del Web 2.0, Ã¨ in grado di rivelarsi utile in diversi contesti ed organizzazioni. Gli autori presentano quattro diversi modelli organizzativi e la corrispondente evoluzione delle architetture didattiche.</p>
<p>Il progetto iClass Ã¨ stato concepito come un sistema innovativo adattato alle esigenze individuali. Due diversi articoli descrivono il progetto per i nostri lettori: il primo esamina il processo di sviluppo della visione e del modello pedagogico durante il progetto; il secondo analizza il modo in cui i processi di apprendimento autoregolati possono essere sostenuti con l&#8217;ausilio dei PLE.</p>
<p>Buona lettura!</p></div>
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<div style="padding-right: 20px;"><strong><a href="http://www.elearningeuropa.info/?page=doc&amp;doc_id=6069&amp;doclng=9">Ulf-Daniel Ehlers</a>, <a href="http://www.elearningeuropa.info/?page=doc&amp;doc_id=7017&amp;doclng=9">Roberto Carneiro</a></strong></div>
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		<title>Un nuovo interesse</title>
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		<pubDate>Sun, 25 Mar 2007 21:31:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Columba</dc:creator>
				<category><![CDATA[It's me!]]></category>
		<category><![CDATA[PLE]]></category>
		<category><![CDATA[e-Prof!]]></category>
		<category><![CDATA[web]]></category>

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			<content:encoded><![CDATA[<p>Uno dei problemi piÃ¹ gravosi per gli utenti &#8220;forti&#8221; del web, quegli utenti cioÃ¨ che lo utilizzano ogni giorno, e anche per molte ore al giorno, consiste in una certa frustrazione che viene dal non riuscire ad utilizzare correttamente e compiutamente tutti gli stimoli ricevuti. Il sottoscritto, per esempio, si ostina ad organizzare cartelle di appunti chiamate &#8220;da fare&#8221;, bookmark di siti classificati &#8220;da guardare&#8221; oppure, piÃ¹ impegnativamente, &#8220;da studiare&#8221;. I temi che mi riguardano piÃ¹ da vicino sono quelli della scuola, del web, dell&#8217;e-learning e per finire quello della mia antica passione fotografica. Conclusione: gli elenchi si allungano continuamente e non c&#8217;Ã¨ verso di dichiararsi &#8220;soddisfatti&#8221; di quanto si appreso relativamente ad un certo argomento.</p>
<p>L&#8217;incontro con il concetto di Personal Learning Environment (PLE) ha fatto dunque squillare, nella mia testa, una serie di campanelli. Quelli ufficiali e istituzionali: puÃ² migliorare i processi di apprendimento? Si adatta ad alunni delle scuole superiori (insegno in un tecnico industriale)? E come? Esistono giÃ  delle piattaforme, dei software, qualcosa di organizzato da utilizzare?</p>
<p>A questi, giÃ  impegnativi, si sono aggiunti quelli personali: puÃ² servire ad organizzare il mio lavoro? A tenere traccia dei mille rivoli che vado perdendo per strada? Ad evitare di dimenticare quella cosa tanto importante vista oggi e che poi domani cancellerÃ² dalla mente perchÃ¨ ne vedrÃ² tante altre?</p>
<p>Si Ã¨ aperto un altro fronte di studio, di interesse e di ricerca, non c&#8217;Ã¨ niente da fare . . .  aggiungo una categoria in piÃ¹ sul mio blog!</p>
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