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	<title>Carlo Columba &#187; internet</title>
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	<description>Pagine Personali.</description>
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		<title>Wireless anywhere, anyhow, anytime, for anybody</title>
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		<pubDate>Mon, 30 May 2011 08:10:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Columba</dc:creator>
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		<description><![CDATA[È questo il motto &#8211; certamente impegnativo &#8211; degli Ixem Lab del Politecnico di Torino che muove la sua ricerca sia nelle direzioni classicamente accademiche, sia nella direzione &#8220;sociale&#8221; dei metodi, sistemi e tecnologie utili alla riduzione del &#8220;divide&#8221; di gruppi e località non servite da connettività ad Internet. Uno sguardo a sito [ http://www.ixem.polito.it [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>È questo il motto &#8211; certamente impegnativo &#8211; degli Ixem Lab del Politecnico di Torino che muove la sua ricerca sia nelle direzioni classicamente accademiche, sia nella direzione &#8220;sociale&#8221; dei metodi, sistemi e tecnologie utili alla riduzione del &#8220;divide&#8221; di gruppi e località non servite da connettività ad Internet.<br />
Uno sguardo a sito [ http://www.ixem.polito.it ] è molto interessante sia per gli aspetti tecnologici che per l&#8217;originalità e validità dei progetti intrapresi. A tutti gli appassionati e studiosi di tecnologie wireless consiglio di andare a leggere la documentazione del progetto <a href="http://www.ixem.polito.it/research/verrua_2010/index_e.htm"> &#8220;Verrua senza fili&#8221;</a> che ha consentito di portare la connettività internet in un paesino piemontese rimastone escluso dalle logiche di mercato di stampo aziendale. Il progetto ha avuto un tale successo da consentirne adesso il rilancio in termini di <a href="http://www.ixem.polito.it/projects/verrua_domotica_2011/index_e.htm"> Verrua domotica 2011</a>. Altri interssanti progetti riguardano la connettività internet di popolazioni nella foresta amazzonica.</p>
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		<title>La Reclame di</title>
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		<pubDate>Tue, 19 Apr 2011 20:28:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Columba</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Finalmente qualcosa di molto efficace nel campo della riflessione sui linguaggi dei media! In una serie di clip &#8211; tra l&#8217;altro molto ben realizzati e molto interessanti da guardare &#8211; vengono esplicitamente messi in luce alcuni dei punti di forza dei messaggi pubblicitari in video. Si tratta per lo più dei messaggi subliminali e comunque [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.nonchiedercilaparola.com/" target="_self"> <img src="http://www.nonchiedercilaparola.com/titolo/titolo.jpg" alt="titolo.jpg" width="322" height="59" /></a></p>
<p>Finalmente qualcosa di molto efficace nel campo della riflessione sui linguaggi dei media! In una serie di clip &#8211; tra l&#8217;altro molto ben realizzati e molto interessanti da guardare &#8211; vengono esplicitamente messi in luce alcuni dei punti di forza dei messaggi pubblicitari in video. Si tratta per lo più dei messaggi subliminali e comunque di quegli accorgimenti del linguaggio pubblicitario che parlano a parti del corpo diverse dalla nostra testa! Ad esempio la serie &#8220;Reclame&#8221; da cui è tratto il video qui di seguito, mostra l&#8217;uso sessista che la pubblicità fa del corpo della donna.</p>
<p>Credo proprio che l&#8217;iniziativa possa essere molto utile anche a scuola per mostrare ai ragazzi come il linguaggio audivisivo possa facilmente essere adoperato a fini manipolativi.</p>
<p><iframe src="http://player.vimeo.com/video/18753967?title=0&amp;byline=0&amp;portrait=0" width="485" height="267" frameborder="0"></iframe>
<p><a href="http://vimeo.com/18753967">La Réclame &#8211; Indossa l&#8217;essenziale</a> from <a href="http://vimeo.com/nclp">nonchiedercilaparola</a> on <a href="http://vimeo.com">Vimeo</a>.</p>
<p>di C. Sivieri Tagliabue<br />
editing M.-C. Dumont<br />
hanno collaborato M. Fragnito, M. Fiocchi, M.T. Melodia, A.M. Aloe</p>
<p>Si ringrazia Concita De Gregorio, Ico Gasparri, Ass.ne Pari o Dispare</p>
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		<title>Planeta viral marketing</title>
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		<pubDate>Fri, 01 Apr 2011 17:08:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Columba</dc:creator>
				<category><![CDATA[cultura]]></category>
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		<category><![CDATA[marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Mosaicoon]]></category>
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		<description><![CDATA[Citando da wikipedia ( http://it.wikipedia.org/wiki/Marketing_virale) Il principio del viral marketing si basa sull&#8217;originalità di un&#8217;idea: qualcosa che, a causa della sua natura o del suo contenuto, riesce a espandersi molto velocemente in una data popolazione. Come un virus, l&#8217;idea che può rivelarsi interessante per un utente, viene passata da questo ad altri contatti, da questi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Citando da wikipedia ( <a title="Marketing viral su wikipedia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Marketing_virale" target="_blank">http://it.wikipedia.org/wiki/Marketing_virale</a>)</p>
<blockquote><p>Il principio del <em>viral marketing</em> si basa sull&#8217;originalità di  un&#8217;idea: qualcosa che, a causa della sua natura o del suo contenuto,  riesce a espandersi molto velocemente in una data popolazione. Come un <a title="Virus (informatica)" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Virus_%28informatica%29">virus</a>,  l&#8217;idea che può rivelarsi interessante per un utente, viene passata da  questo ad altri contatti, da questi ad altri e così via. In questo modo  si espande rapidamente, tramite il principio del &#8220;passaparola&#8221;, la  conoscenza dell&#8217;idea.</p></blockquote>
<p>Devo ammettere che l&#8217;idea mi faceva un pò d&#8217;antipatia, già la sola idea di marketing me ne fa, il fatto poi che si sfruttasse una caratteristica della rete per ottenerne un effetto classico delle comunicazioni pre-internet, aggravava decisamente la pesantezza del mio giudizio.</p>
<p>Ma qualcosa mi ha fato cambiare idea, una foto, precisamente questa:</p>
<p><img class="alignnone" title="Camera nel contenitore da frigo!" src="https://lh6.googleusercontent.com/_5kfKXlq9NIU/TZYDkuDZvEI/AAAAAAAACpo/rzOLgzpRXnk/s800/cameranelcontenitore.jpg" alt="Una reflex dentro un contenitore da frigo con l'obiettivo che sporge da un foro praticato su di un lato." width="487" height="360" /></p>
<p style="text-align: center;"><strong><em>Una reflex digitale in un contenitore da frigo!</em></strong></p>
<p>Geniale direi, da sola mi ha fatto apprezzare il lavoro di  <a title="Sito di Mosaicoon" href="http://www.mosaicoon.com/" target="_blank"><strong>Mosaicoon</strong></a>, agenzia realizzatrice del nuovo sito web della nota casa vinicola siciliana <a title="Sito di Planeta" href="http://www.planeta.it/" target="_blank"><strong>Planeta</strong></a>.  La camera, adeguatamente &#8211; come si vede nella foto &#8211; riparata dalla umidità e dalla pioggia, è quella che riprende, a regolari intervalli di tempo, l&#8217;immagine che fa da sfondo temporaneo alla home del sito Planeta. Una idea interessante, mutuata dalla logica delle webcam, ma con la qualità di immagine di una buona fotografia. La scena ripresa è sempre la stessa: una panoramica dei vigneti che include un tratto del lago Arancio. Ma l&#8217;orario e le condizioni climatiche la rendono sempre diversa.</p>
<p>Decisamente un buon lavoro!</p>
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		<title>My PLN (Personal Learning Network)</title>
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		<pubDate>Sat, 01 Jan 2011 13:42:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Columba</dc:creator>
				<category><![CDATA[Connettivismo]]></category>
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		<description><![CDATA[Una rappresentazione abbastanza accurata ed immediatamente ottenibile della propria rete di apprendimento personale è fornita da TwitterMosaic. Ecco la mia: Get your twitter mosaic here. &#160;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una rappresentazione abbastanza accurata ed immediatamente ottenibile della propria rete di apprendimento personale è fornita da <a title="twittermosaic" href="http://sxoop.com/twitter/" target="_blank"><strong>TwitterMosaic</strong></a>.</p>
<p>Ecco la mia:</p>
<p><a href="http://sxoop.com/twitter/">Get your twitter mosaic here.</a></p>
<p><a href="http://twitter.com/mousavi1388"><img title="MirHossein Mousavi" src="http://a2.twimg.com/profile_images/104834792/1_normal.jpg" border="0" alt="" width="48" height="48" /></a><a href="http://twitter.com/flavioleone"><img title="Flavio Leone" src="http://a2.twimg.com/profile_images/18597022/avatar_75_normal.jpg" border="0" alt="" width="48" height="48" /></a><a href="http://twitter.com/iamarf"><img title="Andreas Formiconi" src="http://a0.twimg.com/profile_images/1187797526/9d310312-66fd-4f9f-b6d0-0f7a9b909109_normal.png" border="0" alt="" width="48" height="48" /></a><a href="http://twitter.com/catepol"><img title="Caterina Policaro" src="http://a3.twimg.com/profile_images/1173323202/5d1d508b-0bb6-4c97-9cdd-62664ad5781a_normal.png" border="0" alt="" width="48" height="48" /></a><a href="http://twitter.com/gianca66"><img title="Giancarlo Beccali" src="http://a1.twimg.com/profile_images/571116343/DSCN4072_normal.JPG" border="0" alt="" width="48" height="48" /></a><a href="http://twitter.com/ebooklearn"><img title="Corso ebook UniTus" src="http://a1.twimg.com/profile_images/1127063706/logo_eb_normal.png" border="0" alt="" width="48" height="48" /></a><a href="http://twitter.com/nicomarti0"><img title="Nicoletta Farmeschi" src="http://a2.twimg.com/profile_images/1131177201/fiore_normal.jpg" border="0" alt="" width="48" height="48" /></a><a href="http://twitter.com/tinychat"><img title="tinychat" src="http://a1.twimg.com/profile_images/483009347/tinychat_print3_normal.png" border="0" alt="" width="48" height="48" /></a><a href="http://twitter.com/1rigo"><img title="Primo Rigo - OZoz.it" src="http://a3.twimg.com/profile_images/790995097/ozoz_normal.gif" border="0" alt="" width="48" height="48" /></a><a href="http://twitter.com/helinur"><img title="Heli Nurmi" src="http://a3.twimg.com/profile_images/509078683/imatravaltp_normal.jpg" border="0" alt="" width="48" height="48" /></a><a href="http://twitter.com/RuthHoward"><img title="RuthHoward" src="http://a2.twimg.com/profile_images/1129844864/bf4d2597-0270-4019-a994-2dc081e50530_normal.png" border="0" alt="" width="48" height="48" /></a><a href="http://twitter.com/educause"><img title="EDUCAUSE" src="http://a1.twimg.com/profile_images/196127005/EDUCAUSE-logo-2_normal.jpg" border="0" alt="" width="48" height="48" /></a><a href="http://twitter.com/gsiemens"><img title="George Siemens" src="http://a2.twimg.com/profile_images/1144401150/gs_normal.jpg" border="0" alt="" width="48" height="48" /></a><a href="http://twitter.com/GrahamAttwell"><img title="Graham Attwell" src="http://a1.twimg.com/profile_images/81732562/BGM2w0Ms.pirateish_normal.jpg" border="0" alt="" width="48" height="48" /></a><a href="http://twitter.com/davecormier"><img title="dave cormier" src="http://a3.twimg.com/profile_images/1183608655/203838898_normal.png" border="0" alt="" width="48" height="48" /></a><a href="http://twitter.com/suifaijohnmak"><img title="suifaijohnmak" src="http://a3.twimg.com/profile_images/1185890346/Girl_3_normal.JPG" border="0" alt="" width="48" height="48" /></a><a href="http://twitter.com/hrheingold"><img title="Howard Rheingold" src="http://a0.twimg.com/profile_images/776974591/HowardWideEyeCloseUp2007_normal.jpg" border="0" alt="" width="48" height="48" /></a><a href="http://twitter.com/fiorluis"><img title="Luisanna Fiorini" src="http://a0.twimg.com/profile_images/31483122/f1_normal.jpg" border="0" alt="" width="48" height="48" /></a><a href="http://twitter.com/antonf"><img title="Antonio" src="http://a0.twimg.com/profile_images/14603132/antoavatar_normal.jpg" border="0" alt="" width="48" height="48" /></a><a href="http://twitter.com/C4LPT"><img title="Jane Hart" src="http://a2.twimg.com/profile_images/779596552/janehart4_normal.jpg" border="0" alt="" width="48" height="48" /></a><a href="http://twitter.com/jaycross"><img title="jaycross" src="http://a1.twimg.com/profile_images/524411088/jaytwit_normal.jpg" border="0" alt="" width="48" height="48" /></a><a href="http://twitter.com/periodicvideos"><img title="Periodic Videos" src="http://a2.twimg.com/profile_images/75960611/martyn_normal.jpg" border="0" alt="" width="48" height="48" /></a><a href="http://twitter.com/ProfessorCram"><img title="ProfessorCram" src="http://a3.twimg.com/profile_images/461649452/professorcram_normal.jpg" border="0" alt="" width="48" height="48" /></a><a href="http://twitter.com/russell1955"><img title="Russell Stannard" src="http://a0.twimg.com/profile_images/740709795/RussellELTons_normal.jpg" border="0" alt="" width="48" height="48" /></a><a href="http://twitter.com/everytrail"><img title="Team EveryTrail" src="http://a2.twimg.com/profile_images/432559850/logo_fortwitter_normal.gif" border="0" alt="" width="48" height="48" /></a><a href="http://twitter.com/mrxibis"><img title="Mario Rotta" src="http://a1.twimg.com/profile_images/89073212/IMG_0078_normal.jpg" border="0" alt="" width="48" height="48" /></a><a href="http://twitter.com/gioacolo"><img title="Gioachino Colombrita" src="http://a2.twimg.com/profile_images/21173712/PC310021_normal.jpg" border="0" alt="" width="48" height="48" /></a><a href="http://twitter.com/fabioballor"><img title="Fabio Ballor" src="http://a2.twimg.com/profile_images/46839582/foto-fabio_normal.jpg" border="0" alt="" width="48" height="48" /></a><a href="http://twitter.com/giusaul"><img title="Giuseppe Auletta" src="http://a0.twimg.com/profile_images/1157948626/gius13_normal.jpg" border="0" alt="" width="48" height="48" /></a><a href="http://twitter.com/Downes"><img title="Downes" src="http://a0.twimg.com/profile_images/1192817146/Selkirk136_square_normal.JPG" border="0" alt="" width="48" height="48" /></a><a href="http://twitter.com/elearningoddess"><img title="Giuliana Guazzaroni" src="http://a2.twimg.com/profile_images/1200350984/giuliana_normal.jpg" border="0" alt="" width="48" height="48" /></a><a href="http://twitter.com/epanto"><img title="epanto" src="http://a2.twimg.com/profile_images/342758204/twitterProfilePhoto_normal.jpg" border="0" alt="" width="48" height="48" /></a><a href="http://twitter.com/Piercesare"><img title="P. Cesare Rivoltella" src="http://a2.twimg.com/profile_images/55161872/IMG_5835_normal.jpg" border="0" alt="" width="48" height="48" /></a><a href="http://twitter.com/moodle"><img title="Moodle News" src="http://a0.twimg.com/profile_images/178634151/moodlelogo_normal.gif" border="0" alt="" width="48" height="48" /></a><a href="http://twitter.com/webgol"><img title="Antonio Sofi" src="http://a2.twimg.com/profile_images/51804037/antonio_tel1_normal.jpg" border="0" alt="" width="48" height="48" /></a><a href="http://twitter.com/wikileaks"><img title="WikiLeaks" src="http://a1.twimg.com/profile_images/1128694316/4cd7a702-1b01-4f1f-beee-09d7db0cd6fa_normal.png" border="0" alt="" width="48" height="48" /></a><a href="http://twitter.com/oldaily"><img title="Stephen Downes" src="http://a0.twimg.com/profile_images/569728407/downes_04_04_normal.jpg" border="0" alt="" width="48" height="48" /></a><a href="http://twitter.com/melamela"><img title="Emanuela Zibordi" src="http://a2.twimg.com/profile_images/1157115714/mela_scuola_7_normal.jpg" border="0" alt="" width="48" height="48" /></a><a href="http://twitter.com/ParisPhotoFair"><img title="ParisPhoto" src="http://a1.twimg.com/profile_images/891716316/logo_noir_ombre_PP_2010_normal.jpg" border="0" alt="" width="48" height="48" /></a><a href="http://twitter.com/Jeudepaumeparis"><img title="Jeu de paume" src="http://a3.twimg.com/profile_images/588799014/icone-logo_normal.png" border="0" alt="" width="48" height="48" /></a><a href="http://twitter.com/gemmaberri"><img title="Gemma Berri" src="http://a2.twimg.com/profile_images/60189836/strana_normal.jpg" border="0" alt="" width="48" height="48" /></a><a href="http://twitter.com/EnergizeEarth"><img title="Energize Earth!" src="http://a0.twimg.com/profile_images/1164721108/61259_436962278723_505483723_4849837_995578_n_normal.jpg" border="0" alt="" width="48" height="48" /></a><a href="http://twitter.com/ktenkely"><img title="ktenkely" src="http://a1.twimg.com/profile_images/630945227/DSC_0364_normal.jpg" border="0" alt="" width="48" height="48" /></a></p>
<div style="clear:both;">&nbsp;</div>
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		<title>Studenti antigelmini ed uso dei media</title>
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		<pubDate>Mon, 29 Nov 2010 11:24:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Columba</dc:creator>
				<category><![CDATA[Palermo]]></category>
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		<description><![CDATA[Si annuncia per domani la manifestazione finale dell&#8217;attuale movimento studentesco contro la riforma Gelmini. Mi viene voglia di cominciare qualche riflessione, spero che i miei studenti vogliano partecipare e dare il loro contributo. Ho fatto un giro in rete per cercare di capire, relativamente al caso della mia città: la provenienza delle notizie riguardo la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.facebook.com/photo.php?fbid=1496426698239&amp;set=a.1496426538235.2065474.1461258906#!/album.php?aid=2065474&amp;id=1461258906"><img class="alignleft" style="margin-left: 10px; margin-right: 10px;" title="Una scuola occupata" src="http://sphotos.ak.fbcdn.net/hphotos-ak-snc4/hs1156.snc4/149855_1496426698239_1461258906_31132304_2397062_n.jpg" alt="" width="238" height="178" /></a>Si annuncia per domani la manifestazione finale dell&#8217;attuale movimento studentesco contro la riforma Gelmini. Mi viene voglia di cominciare qualche riflessione, spero che i miei studenti vogliano partecipare e dare il loro contributo.</p>
<p>Ho fatto un giro in rete per cercare di capire, relativamente al caso della mia città:</p>
<ul>
<li> la provenienza delle notizie riguardo la protesta</li>
<li>l&#8217;uso della rete da parte degli studenti.</li>
</ul>
<p>Si tratta di una piccolissima indagine senza alcuna pretesa di completezza e scientificità, ovviamente, l&#8217;ho fatto giusto per farmi un&#8217;idea della situazione.</p>
<p>Fondamentalmente ho cercato su Facebook a partire da &#8220;studenti medi palermo&#8221; (c&#8217;è un coordinamento omonimo) e su Google inserendo come criterio di ricerca le parole studenti, palermo, gelmini.</p>
<p>Cosa ne ho tratto:</p>
<ul>
<li>come strumento di comunicazione la rete è stata usata pochissimo almeno relativamente alle esigenze di: coordinamento, diffusione dell&#8217;informazione, analisi critica dei documenti, dibattito</li>
<li>a livello di diffusione della protesta il maggior peso lo hanno decisamente mezzi tradizionali di tipo broadcast, giornali in testa. Parecchio viene anche dai blog, ma raramente da blog gestiti direttamente dagli studenti.</li>
</ul>
<p>Nel complesso la sensazione è quella di una diffusa cultura di tipo televisivo (ahimè), capace di generare eventi-spettacolo  facilmente veicolabili dai media tradizionali ma ancora impacciata e confusa in quanto ad uso autonomo dei media sia per la comunicazione che la produzione di informazione.</p>
<p>Mi piacerebbe essere smentito e comunque potere approfondire l&#8217;argomento.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Google Earth Meditation</title>
		<link>http://www.columba.it/2010/11/05/google-earth-meditation/</link>
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		<pubDate>Fri, 05 Nov 2010 12:39:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Columba</dc:creator>
				<category><![CDATA[It's me!]]></category>
		<category><![CDATA[internet]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;idea è di un carissimo amico che mi ha raccontato cosa gli capita quando lavora con google earth e pensa alle sue arrabbiature quotidiane . . . La rigiro perchè continua a piacevomente frullarmi nella testa. Ricetta pensa a tutti motivi che ti fanno arrabbiare moltissimo per qualche momento senti crescere dentro di te questa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;idea è di un carissimo amico che mi ha raccontato cosa gli capita quando lavora con google earth e pensa alle sue arrabbiature quotidiane . . . La rigiro perchè continua a piacevomente frullarmi nella testa.</p>
<p><em><strong>Ricetta</strong></em></p>
<ul>
<li>pensa a tutti motivi che ti fanno arrabbiare moltissimo</li>
<li>per qualche momento senti crescere dentro di te questa rabbia, aiutala a crescere</li>
<li>adesso apri google earth e visualizza la tua regione</li>
<li>ingrandisci quanto basta e con lo strumento &#8220;poligono&#8221; evidenzia l&#8217;area dei tuoi normali spostamenti quotidiani</li>
<li>localizza e concentra le arrabbiature dentro l&#8217;area tracciata</li>
<li>adesso fai zoom indietro sino ad inquadrare la tua regione di residenza</li>
<li>fai ancora zoom indietro sino ad inquadrare l&#8217;intera italia</li>
<li>individua di nuovo l&#8217;area colorata: quanto piccole sono diventate le tue arrabbiature?</li>
</ul>
<p>Questa la successione delle immagini nel mio caso:</p>
<table style="width: auto;">
<tbody>
<tr>
<td><a href="http://picasaweb.google.com/lh/photo/P9aVmRyHgrNFOs-AJUZU8A?feat=embedwebsite"><img src="http://lh3.ggpht.com/_5kfKXlq9NIU/TNP2zx-AtCI/AAAAAAAACFw/6o9oSpLVYs0/s800/google1_small.jpg" alt="" width="490" height="405" /></a></td>
</tr>
<tr>
<td style="font-family: arial,sans-serif; font-size: 11px; text-align: right;">Normalmente lavoro e mi sposto quotidianamente in quest&#8217;area . .</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<table style="width: auto;">
<tbody>
<tr>
<td>
<p><a href="http://picasaweb.google.com/lh/photo/MAl2e6tbcRauYi-g1-BExg?feat=embedwebsite"><img src="http://lh5.ggpht.com/_5kfKXlq9NIU/TNP20CBRMEI/AAAAAAAACF0/HSlvzHoyhDs/s800/google2_small.jpg" alt="" width="490" height="405" /></a></td>
</tr>
<tr>
<td style="font-family: arial,sans-serif; font-size: 11px; text-align: right;">A livello dell&#8217;intera regione si riesce ancora a disnguere una macchiolina rossa</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<table style="width: auto;">
<tbody>
<tr>
<td>
<p><a href="http://picasaweb.google.com/lh/photo/s1C4f7afIReuSCyJxGMV5A?feat=embedwebsite"><img src="http://lh5.ggpht.com/_5kfKXlq9NIU/TNP20FzNV2I/AAAAAAAACF4/lDe-PgSUJtU/s800/google3_small.jpg" alt="" width="490" height="405" /></a></td>
</tr>
<tr>
<td style="font-family: arial,sans-serif; font-size: 11px; text-align: right;">A questa scala non si dingue più!</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p><strong>Bello! Vero?</strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>xWeb</title>
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		<pubDate>Mon, 04 Oct 2010 14:08:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Columba</dc:creator>
				<category><![CDATA[Connettivismo]]></category>
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		<category><![CDATA[PLE]]></category>
		<category><![CDATA[cultura]]></category>
		<category><![CDATA[internet]]></category>
		<category><![CDATA[provare/studiare]]></category>
		<category><![CDATA[web]]></category>
		<category><![CDATA[connettivismo]]></category>
		<category><![CDATA[plenk2010]]></category>
		<category><![CDATA[siemens]]></category>

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		<description><![CDATA[Liberamente tradotto da xWeb di George Siemens Dare un nome alle cose è importante. E&#8217; più facile dire &#8220;web 2.0&#8243; piuttosto che &#8220;web partecipativo, con contenuto distribuito, guidato dalla conversazione&#8221;. Sfortunatamente, i nomi modellano i concetti a volte in maniera imprecisa. E, una volta creato il nome, uomini di market, consulenti, opinionisti si lanciano &#8220;nella [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;"><em><strong>Liberamente tradotto da <a title="George Siemens - xWeb" href="http://www.connectivism.ca/?p=264">xWeb </a>di George Siemens</strong></em></p>
<p>Dare un nome alle cose è importante. E&#8217; più facile dire &#8220;web 2.0&#8243; piuttosto che &#8220;web partecipativo, con contenuto distribuito, guidato dalla conversazione&#8221;. Sfortunatamente, i nomi modellano i concetti a volte in maniera imprecisa. E, una volta creato il nome, uomini di market, consulenti, opinionisti si lanciano &#8220;nella monetizzazione delle potenzialità sinergiche del web 2.0 [o di qualsiasi altra cosa]&#8220;. Proprio oggi mi sono imbattuto su Twitter in un post relativo al “crowdsourcing  the longtail of training content”. ugh. Talvolta le parole, anzichè di aiuto, sono dannose.</p>
<p>Ancora, dare un nome alle cose può anche essere di aiuto nell&#8217;evidenziare un punto di svolta. O ppure un buon nome può focalizzare l&#8217;attenzione ai cambiamenti dando loro una forma definita che può essere adoperata per la previsione di trend significativi. Web 2.0 fu uno di quei punti di svolta. Un altro punto di svolta è costituito dall&#8217;articolo <strong><a title="elearning 2.0" href="http://www.elearnmag.org/subpage.cfm?article=29-1&amp;section=articles">elearning 2.0</a></strong> di Stephen Downes.</p>
<p>Siamo adesso in un periodo nel quale i progressi tecnologici stanno generando qualcosa di più definitivo di una collezione casuale di innovazioni quali FourSquare, il semantic web e la &#8220;augmented reality.</p>
<p>La settimana scorsa Steve Wheeler, con la sua <a href="http://steve-wheeler.blogspot.com/2010/07/web-30-way-forward.html"><strong>presentazione sul web 3.0</strong></a>,  ha lanciato un dibattito. Downes ha subito replicato suggerendo che Web X ( nel senso di eXtended) sarebbe stato un buon titolo. Un buon nome, peccato somigli troppo a <a href="http://www.webex.com/"><strong>web ex</strong></a> &#8211; il fornitore di conferenze on line. Abbiamo bisogno di un altro termine. Io sto pensando a &#8220;xWeb&#8221; e non credo di essere il solo: si veda <strong><a href="http://ple.elg.ca/blog/?p=444">l&#8217;articolo di Rita Kopp proprio sull&#8217;argomento dello &#8220;extended Web&#8221;</a></strong>. Analogamente a quanto successo per lo sviliuppo dei termini PLE, connettivismo, elearning 2.0 e anche web 2.0, &#8220;xWeb&#8221; non rappresenta un qualcosa di totalmente nuovo. Piuttosto da forma ad un argomento che molte persone si stanno sforzando di definire.</p>
<p><strong>Cosa è xWeb?</strong></p>
<p><strong>xWeb è l&#8217;utilizzazione di dati intelligenti e strutturati tratti dalle nostre interazioni e identità fisiche e virtuali in  modo da estendere la nostra capacità di essere conosciuti da altre persone e da altri sistemi.</strong></p>
<p>Come definizione è abbastanza imprecisa, ma si tratta solo di un punto di partenza. Dal momento che xWeb nasce dal web e dal web 2.0, gli elementi coinvolti sono assai numerosi. Ciò che è unico nel xWeb è il modo nel quale è capace di trasformare come lavoriamo, come impariamo, come interagiamo con gli altri e con l&#8217;informazione. Ad un certo livello si tratta della maturazione del web come già lo conosciamo &#8211; una estensione naturale degli attuali trend di sviluppo della tecnologia e di internet. Ma, ad un differente livello, coinvolge una negoziazione tra due questioni chiave sulle quali continuo sempre a riflettere:</p>
<ol>
<li>Cosa la tecnologia fa meglio delle persone?</li>
<li>Cosa le persone fanno meglio della tecnologia?</li>
</ol>
<p>Con xWeb noi stiamo ripensando cosa spetta a noi fare in quanto persone e stiamo cominciando a fare affidamento a quanto la tecnologia fa meglio di quanto potremmo fare noi stessi.</p>
<p>Negli ultimi anni ho cercato di catturare la natura del cambiamento tecnologico. In parte ne ho parlato sui blog, in parte ne ho trattato in presentazioni e pubblicazioni, altro si può trovare su delicious.</p>
<p>Alcuni temi ricorrenti:<br />
<a href="http://delicious.com/gsiemens/augmented">augmentation</a><br />
<a href="http://delicious.com/gsiemens/aggregation">aggregation</a><br />
<a href="http://delicious.com/gsiemens/semantic">semantic web</a><br />
<a href="http://delicious.com/gsiemens/location">location-based services</a> (geoweb)<br />
<a href="http://www.elearnspace.org/blog/?s=%22data+overlay%22&amp;searchsubmit=Find">data overlay</a><br />
<a href="http://delicious.com/gsiemens/information">smart information</a><br />
<a href="http://delicious.com/gsiemens/visualization">visualization</a><br />
<a href="http://delicious.com/gsiemens/socialmedia">social media</a><br />
<a href="http://delicious.com/gsiemens/openness">open data</a> and <a href="http://delicious.com/gsiemens/data">data in general</a><br />
<a href="http://delicious.com/gsiemens/things">Internet of things</a><br />
<a href="http://delicious.com/gsiemens/cloud">cloud computing</a><br />
<a href="http://delicious.com/gsiemens/mobile">mobile technologies</a><br />
<a href="http://delicious.com/gsiemens/monitoring">Analytics and monitoring</a>…</p>
<p>A questa lista potremmo ancora aggiungere &#8220;filtering&#8221;, gli strumenti del tipo &#8220;like this&#8221;, gli strumenti di annotazione (diigo), il wearable computing e così via.</p>
<p><strong>Questi i temi chiave al centro del concetto di xWeb<br />
</strong></p>
<ol>
<li>Il mondo fisico e quello virtuale  si stanno in qualche modo compenetrando, come evidenziato dai browser in &#8220;augmented reality&#8221; (Layar) e da servizi quali Yelp e Foursquare.</li>
<li>I dati cominciano a giacere sugli oggetti fisici ( graffiti digitali e sovrapposizioni contestuali/storiche così come il web 3D)</li>
<li>I dati cominciano a diventare più intelligenti &#8211; piuttosto che semplicemente puntare ad altre risorse ( ad esempio gli URL), i dati <a href="http://www.ted.com/talks/tim_berners_lee_on_the_next_web.html"><strong>cominciano ora a quantificare la natura di quella connessione</strong></a>.</li>
<li>Gli oggetti fisici stanno proiettando la loro presenza nel digitale (l&#8217;internet delle cose)</li>
<li>Sempre più spesso i dati vengono registrati nella &#8220;cloud&#8221; che permette un accesso migliore ad un più ampio range di dispositivi.</li>
<li>I dati sono sempre più &#8220;aperti&#8221; in modo da permettere nuove combinazioni da parte degli utenti finali&#8230; Google map è stato uno dei primo esempi del potere della logica &#8220;open&#8221;, in questo seguito da molti esempi ( incluso <a href="http://wiki.openstreetmap.org/wiki/Main_Page">open street maps</a>).</li>
<li>L&#8217;abbondanza di dati aperti, di nuove sorgenti di dati (social media, sensori) e di numerosi usi dei dati (overlay, digital graffiti, social networks) rende possibile l&#8217;effettuazione di analisi avanzate circa gli utenti finali o il corrente &#8220;state of mind&#8221; della società (ad esempio i trend di Twitter). Le connessioni significano qualcosa. Man mano le connessioni tra persone, tra persone e dati e tra dati e dati divengono maggiormente abbondanti ed esplicite, possiamo guadagnare una maggiore conoscenza di cosa le persone stiano pensando e di come si preparano ad agire.</li>
<li>Dati più intelligenti insieme a migliore capacità di analisi preparano il terreno per una capacità di fornire contenuti, socializzazione e prodotti altamente personalizzati.</li>
<li>Dati + analisi + personalizzazione richiede la formazione di calcoli predittivi: &#8220;poichè tu appartieni a questo gruppo demografico, ti piacciono questi film, sei amico di queste persone, allora ti piacerà questa marca di caffè&#8221;.  Non siamo noi a cercare i dati, sono i dati a trovarci. In un certo senso, i dati <em>ci conoscono.</em></li>
</ol>
<p><small> </small></p>
<p><strong> </strong></p>
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		<title>Moltiplicazione degli accessi e banalizzazione</title>
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		<pubDate>Sat, 10 Jul 2010 21:16:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Columba</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Queste considerazioni prendono spunto dal post La rete tradita di Mario Rotta che, ancora una volta lucidamente e brillantemente, mette in evidenza la distanza abissale tra quelle che erano considerate le possibili evoluzioni della rete e la dura e cruda realtà delle realizzazioni cui quotidianamente assistiamo. Mario, sono con te!  Ciò che dici fa male: [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Queste considerazioni prendono spunto dal post <strong><a title="Permanent Link to La rete tradita" rel="bookmark" href="http://www.mariorotta.com/knowledge/?p=285">La rete tradita</a></strong> di Mario Rotta che, ancora una volta lucidamente e brillantemente, mette in evidenza la distanza abissale tra quelle che erano considerate le possibili evoluzioni della rete e la dura e cruda realtà delle realizzazioni cui quotidianamente assistiamo. Mario, sono con te!  Ciò che dici fa male: a fronte delle possibilità veramente &#8220;rivoluzionarie&#8221; dello stare in rete assistiamo anche qui al dilagare, guarda caso, di una preoccupante e mortificante mediocrità. Nè, d&#8217;altro canto, può essere di consolazione la constatazione della non esclusività del fenomeno: se guardiamo agli altri settori critici e strategici per il prossimo futuro del nostro paese, ad esempio a scuola e a politiche energetiche, rischiamo di farci prendere da un irrimediabile sconforto.</p>
<p>Non bello.</p>
<p>Peggio: temo che si tratti di qualche cosa, di una dinamica, del tutto connaturata con la natura dell&#8217;essere umano, una dinamica che agisce una trasformazione in senso banalizzante dell&#8217;oggetto di volta in volta di interesse. Un classico esempio è, per me, la dinamica che si instaura quando si vuole proteggere un ambiente naturale <span id="more-733"></span>(l&#8217;accostamento sembra forse un pò troppo ardito, ma spero di riuscire a spiegare di cosa si tratta). Questa consapevolezza è maturata in me in seguito alle prime &#8220;conquiste&#8221;  di stampo ambientale ed ecologista a partire dagli anni 80. Gruppi di persone, attivisti di varie associazioni, a quei tempi ancora non era nato alcun partito &#8220;verde&#8221;, cominciavano una battaglia per la salvaguardia di un tratto di costa:  famoso, qui da noi, il caso dello &#8220;Zingaro&#8221;, ultimo lembo residuo di costa della sicilia settentrionale a non essere servito da una strada e quindi ad essere rimasto immune dalla speculazione edilizia. Oggi <strong><a title="Riserva dello Zingaro" href="http://www.riservazingaro.it/" target="_blank">Riserva Naturale</a></strong>, a quei tempi era meta di un turismo naturalista e naturista giovanile che trovava accoglienza nelle casette di un minuscolo villaggio di contadini dediti alla coltivazione della &#8220;scoparina&#8221; , la palma nana dalla quale si facevano le scope ( ere ormai passate) e di qualche albero da frutta. Montagna e mare meravigliosamente insieme a formare una specie di <em>eden </em>fuori dal tempo. Bene, la faccio breve, il progetto di costruzione della strada è stato bloccato  e la zona è diventata la prima Riserva Naturale siciliana.  Per riuscire in questo obiettivo si è dovuta diffondere la conoscenza e la frequentazione della zona all&#8217;intera popolazione, snaturandone, di fatto, la sua intima essenza: l&#8217;essere rimasta, nei millenni, una contrada nella quale attività umane ed equilibri naturali erano in perfetto equilibrio e simbiosi. Giusto, ovviamente, fare la Riserva. Prezzo da pagare: una certa volgarizzazione e banalizzazione del suo uso. Stesso tipo di dinamica l&#8217;ho notata anche per altri territori: trovare, costruire un valore collettivo, sembra un processo comportante, inevitabilmente, la banalizzazione, la semplificazione estrema, la riduzione della visione originaria. E sto parlando di trovare un<em><strong> valore collettivo</strong></em>, evitando come la peste l&#8217;uso del termine <em><strong>massificazione </strong></em>che lascio volentieri all&#8217;ambito della pubblicità e comunque del broadcasting.</p>
<p>Ecco, temo che per <em><strong>la rete</strong></em> sia successo esattamente qualcosa dello stesso genere. Ricordo ancora le trasmissioni, per lo più radiofoniche, che nei primissimi anni 90 parlavano di internet, questo nuovo fenomeno sconosciuto ai più. I toni erano quelli della meraviglia e del mistero insieme, della promessa e della vertigine cognitiva. La consapevolezza di un potenziale senza limiti e confini. Sarebbe retorico a questo punto descrivere la situazione attuale; mi piace prendere ad esempio il fatto che anche i colleghi che si vantano di non sapere usare il computer, sono però perfettamente capaci di consultare il cedolino dello stipendio on line. O di scommettere dei soldi su qualche insignificante partita. Il fatto è che la nostra mente è sempre molto <em>più avanti</em> della nostra azione. E che le cosiddette leggi dell&#8217;economia sonmo specialiste nel fare piazza pulita di tutte le sottigliezze. Parliamo chiaro: qual&#8217;è stato il motore della diffusione di massa della rete in Italia? Brutalmente: l&#8217;abbassarsi delle offerte ADSL concepite per far scaricare la musica e film agli adolescenti! Chi, come me, insegna a scuola, ha avuto piena e totale consapevolezza di questo fenomeno. Non voglio qui prendere le parti di chi è contrario allo &#8220;sharing&#8221; o al processo di ridefinizione  dei diritti di utilizzo delle opere pubblicate in rete, tutt&#8217;altro, ma solamente voglio far notare come lo sviluppo non sia stato guidato dalle belle idee, dalla voglia di diventare &#8220;nodo&#8221; della grande ragnatela. I più si sono accostati alla rete come ad una scorciatoia per qualcosa di già noto e arcinoto . . .  dobbiamo forse cercare l&#8217;equazione che lega la moltiplicazione degli accessi alla banalizzazione?</p>
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		<title>Il gusto dell&#8217;intelligenza</title>
		<link>http://www.columba.it/2010/05/22/il-gusto-dellintelligenza/</link>
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		<pubDate>Sat, 22 May 2010 15:19:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Columba</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sottotitolo: Come l&#8217;uso dei blog possa sconfiggere le logiche giornalistiche di mercato e farci recuperare la riflessione e l&#8217;uso dell&#8217;intelligenza. L&#8217;articolo di Vittorio Zucconi su Repubblica e la conseguente riflessione di Mario Rotta sul suo blog affrontano il tema di grande attualità offerto da facebook e dai suoi utilizzi. Non sarei capace di aggiungere granchè [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sottotitolo:</p>
<p><strong>Come l&#8217;uso dei blog possa sconfiggere le logiche giornalistiche di mercato e farci recuperare la riflessione e l&#8217;uso dell&#8217;intelligenza.</strong></p>
<p>L&#8217;articolo di <strong><a title="Facebook, l'amico-nemico le guerre del social network" href="http://www.repubblica.it/tecnologia/2010/05/21/news/facebook_nemico-4230829/" target="_blank">Vittorio Zucconi</a> </strong>su Repubblica e la conseguente<strong> <a title="Due o tre cose che so di Facebook" href="http://www.mariorotta.com/knowledge/?p=261" target="_blank">riflessione di Mario Rotta</a> </strong>sul suo blog affrontano il tema di grande attualità offerto da facebook e dai suoi utilizzi. Non sarei capace di aggiungere granchè ripetto a quanto brillantemente esposto da Zucconi e da Rotta, ma colgo l&#8217;occasione per puntare il dito contro le modalità e le maniere del giornalismo, maniere deleterie perfino quando a scrivere è una persona che stimo e che leggo molto volentieri come Vittorio Zucconi. Non sto parlando delle testate giornalistiche (Il Foglio, Il Giornale, La Padania . . .) che quando le vedo in edicola mi viene da pensare di essere stato improvvisamente catapultato a Paperopoli, tanto finti, calcati e paradossali mi sembrano gli articoli che campeggiano in prima pagina. No, parlo della stampa normale e mediamente colta, perfino moderata, che tuttavia non riesce, forse nemmeno può, sottrarsi alla logica &#8220;piaciona&#8221; di solleticare in qualsiasi modo la curiosità e l&#8217;interesse del lettore. Nemmeno può per esigenze di mercato, perchè deve vendere, deve piacere, deve <em>creare </em>la notizia. Ecco quindi nell&#8217;articolo di Zucconi campeggiare abbondantemente parole come &#8220;miliardi&#8221;, &#8220;guerra&#8221;, &#8220;mondo&#8221;, &#8220;grande fratello&#8221;,&#8221;complotto&#8221; . . . Ecco la proposizione delle paure sulla privacy. Ecco: le paure!</p>
<p>Io credo che questa sia una cosa che sta danneggiando un pò tutti e che ci sta rendendo davvero un cattivo servizio sia in termini strettamente informativi, sia, ed è più grave, in termini formativi.</p>
<p>Ecco perchè, nonostante da qualche parte se ne stia già prevedendo la possibile fine, sono sempre più convinto della opportunità di leggere dei buoni blog, ovvero di andarsi a cercare degli ambiti di riflessione, come questo offertoci da Rotta. Qualche volta, per favore, lasciamola perdere l&#8217;eccitazione! Volendolo dire in altre parole: per favore, di tanto in tanto, lasciamolo perdere questo &#8220;mercato&#8221; : qualche volta, per favore, lasciamoci prendere dal gusto di recuperare, perfino d&#8217;usare, la nostra intelligenza.</p>
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		</item>
		<item>
		<title>Sloop2Desc &#8211; Andamento dei lavori sulla piattaforma</title>
		<link>http://www.columba.it/2010/04/29/sloop2desc-andamento-dei-lavori-sulla-piattaforma/</link>
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		<pubDate>Thu, 29 Apr 2010 22:11:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Columba</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ho partecipato ieri all&#8217;incontro tra gli attori del progetto Sloop2Desc e i rappresentanti delle aziende coinvolte nel progetto.   Ne ho approfittato per sperimentare un nuovo sistema per la realizzazione di presentazioni: Prezi . Lo strumento mi sembra molto promettente e sul sito si trovano diverse realizzazioni e dimostrazioni. Qui di seguito inserisco la mia presentazione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho partecipato ieri all&#8217;incontro tra gli attori del progetto Sloop2Desc e i rappresentanti delle aziende coinvolte nel progetto.   Ne ho approfittato per sperimentare un nuovo sistema per la realizzazione di presentazioni: <a href="http://prezi.com"><strong>Prezi </strong></a>. Lo strumento mi sembra molto promettente e sul sito si trovano diverse realizzazioni e dimostrazioni. Qui di seguito inserisco la mia presentazione e il file audio del parlato.</p>
<div class="prezi-player"><!-- .prezi-player { width: 490px; } .prezi-player-links { text-align: center; } --><object id="prezi_2o6ekadm-ust" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="490" height="350" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="name" value="prezi_2o6ekadm-ust" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="bgcolor" value="#ffffff" /><param name="flashvars" value="prezi_id=2o6ekadm-ust&amp;lock_to_path=1&amp;color=ffffff&amp;autoplay=no" /><param name="src" value="http://prezi.com/bin/preziloader.swf" /><embed id="prezi_2o6ekadm-ust" type="application/x-shockwave-flash" width="490" height="350" src="http://prezi.com/bin/preziloader.swf" flashvars="prezi_id=2o6ekadm-ust&amp;lock_to_path=1&amp;color=ffffff&amp;autoplay=no" bgcolor="#ffffff" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" name="prezi_2o6ekadm-ust"></embed></object></p>
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<p><a title="Uno sguardo a cosa succede sulla piattaforma siciliana" href="http://prezi.com/2o6ekadm-ust/">Sloop2Desc</a> on <a href="http://prezi.com">Prezi</a></p>
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<p>L&#8217;audio relativo alla presentazione</p>
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