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	<title>Carlo Columba &#187; fotografia</title>
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	<description>Pagine Personali.</description>
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		<title>Il fregio del Partenone</title>
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		<pubDate>Sat, 07 Aug 2010 18:49:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Columba</dc:creator>
				<category><![CDATA[It's me!]]></category>
		<category><![CDATA[cultura]]></category>
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L&#8217;effetto che mi aveva fatto vedere per la prima volta il fregio del Partenone al British, a Londra, era stato di grande rabbia: non era venuto il tempo di restituirle alla Grecia queste opere? E perchè questa esposizione così fredda e asettica?
Questa seconda volta l&#8217;esperienza è stata del tutto differente e mi sono ritrovato a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a title="Alle spalle del fregio by lorca56, on Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/lorca/4869600920/"><img src="http://farm5.static.flickr.com/4123/4869600920_68da0533c8.jpg" alt="Alle spalle del fregio" width="485" height="182" /></a></p>
<p style="text-align: left;">L&#8217;effetto che mi aveva fatto vedere per la prima volta il fregio del Partenone al British, a Londra, era stato di grande rabbia: non era venuto il tempo di restituirle alla Grecia queste opere? E perchè questa esposizione così fredda e asettica?</p>
<p>Questa seconda volta l&#8217;esperienza è stata del tutto differente e mi sono ritrovato a provare una certa gratitudine per Elgin, il lord che spese la sua fortuna per portare le statue a Londra e per allestirne l&#8217;esposizione.  E poi mi sono dato qualche minuto per cercare di farne una fotografia che potesse comunicare &#8220;un senso&#8221;. Non è affatto facile: le dimensioni orizzontali, la presenza di moltissime persone, la mancanza del gruppo centrale rappresentante la nascita di Atena, impediscono qualsiasi tentativo di interpretazione in chiave epica o in chiave drammatica o, comunque in una qualche chiave emotivamente significativa. Il tentativo è stato allora quello di cercare di mettere in relazione il fregio con i visitatori, con il pubblico: mi sono quindi messo alle sue spalle e ho scattato una sequenza che mi permettesse poi di restituire una panoramica del fregio stesso e dell&#8217;ambiente espositivo.<br />
Questa foto ne è il risultato: alla panoramica ho corretto un pò di deformazioni prospettiche e ho mascherato in modo tale da far risaltare le statue come se fossero più illuminate dell&#8217;ambiente circostante. L&#8217;effetto finale non è chissà che, ma forse restituisce abbastanza correttamente alcune sensazioni significative: le persone che affollano la sala sono viste quasi dal punto di vista delle statue stesse, possiamo un pò illuderci di guardare con i loro occhi la folla che doveva popolare l&#8217;Acropoli. I visitatori sono tutti impegnati a guardare le statue o i bassorilievi delle metope, restituendo in tal modo il corretto funzionamento dell&#8217;ambiente espositivo. E poi c&#8217;è il vuoto centrale, quasi un buco nell&#8217;immagine, a sottolineare lo sgomento della perdita, a stento scongiurata dal salvataggio dei personaggi periferici della rappresentazione. La nascita di Atena, perfettamente cresciuta e già in armi, estratta dalla testa di Zeus grazie ad un colpo di accetta ben assestato da Efesto, non c&#8217;è più: probabilmente ridotta a calce per nuove, tardive, costruzioni, lascia il posto alla prospettiva della sala affollata. Una assenza che si fa tangibile presenza.</p>
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		<title>Ernesto Bazan al Lumix Festival</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Jul 2010 21:38:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Columba</dc:creator>
				<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[cultura]]></category>
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		<category><![CDATA[cuba]]></category>
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		<description><![CDATA[La straordinaria esperienza fotografica &#8211; e di vita &#8211; di Ernesto Bazan è racchiusa nel libro fotografico &#8220;BazanCuba&#8220;, un libro nel quale sono letteralmente &#8220;caduto dentro&#8221; non appena cominciato a sfogliare. Il migliore esempio che io direttamente conosca di come possa essere bello e importante occuparsi di fotografia. Ne ho già parlato in questo post. Per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La straordinaria esperienza fotografica &#8211; e di vita &#8211; di Ernesto Bazan è racchiusa nel libro fotografico &#8220;<a title="BazanCuba" href="http://www.bazancuba.com/" target="_blank"><strong>BazanCuba</strong></a>&#8220;, un libro nel quale sono letteralmente &#8220;caduto dentro&#8221; non appena cominciato a sfogliare. Il migliore esempio che io direttamente conosca di come possa essere bello e importante occuparsi di fotografia. Ne ho già parlato <a title="http://www.columba.it/2009/04/27/bazancuba/" href="http://www.columba.it/2009/04/27/bazancuba/"><strong>in questo post</strong></a>. Per chi non avesse avuto modo di conoscerlo raccomando molto caldamente la visione del video di presentazione che Ernesto a tenuto ad Hanover in occasione del Lumix Festival for Young Photographers. L&#8217;intreccio fra vita e arte, il rapporto con l&#8217;isola e la sua gente, la passione e l&#8217;umanità sono solo alcuni degli aspetti della presentazione. Eccola:</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="525" height="393" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="flashvars" value="&amp;controlbar=over&amp;file=http%3A%2F%2Fwww.dm.fh-hannover.de%2Ffotofestival%2Fernesto_bazan_cut.flv&amp;plugins=viral-2d" /><param name="src" value="http://fotofestival-hannover.de/fileadmin/jw_player/player.swf" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="360" src="http://fotofestival-hannover.de/fileadmin/jw_player/player.swf" allowfullscreen="true" flashvars="&amp;controlbar=over&amp;file=http%3A%2F%2Fwww.dm.fh-hannover.de%2Ffotofestival%2Fernesto_bazan_cut.flv&amp;plugins=viral-2d"></embed></object></p>
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		<title>Zen. Storia di persone.</title>
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		<pubDate>Sun, 30 May 2010 19:14:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Columba</dc:creator>
				<category><![CDATA[Palermo]]></category>
		<category><![CDATA[fotografia]]></category>

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		<description><![CDATA[Un punto di vista diverso. Questa è una delle tante osservazioni venutemi alla mente leggendo il post Zen.  Storia di persone. di Treccenere. Diverso da quello di uno della mia generazione, di chi ha partecipato o si ricordi le tante &#8220;lotte per la casa&#8221; degli anni 70 e 80, diverso da un approccio di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un punto di vista diverso. Questa è una delle tante osservazioni venutemi alla mente leggendo il post <strong><a href="http://treccenere.blogspot.com/2010/05/zen-storia-di-persone.html">Zen.  Storia di persone.</a> </strong>di Treccenere. Diverso da quello di uno della mia generazione, di chi ha partecipato o si ricordi le tante &#8220;lotte per la casa&#8221; degli anni 70 e 80, diverso da un approccio di tipo movimentista.  E diverso anche dall&#8217;approccio giornalistico cui abbiamo assistito in queste ultime settimane.  Treccenere ne fa una questione più squisitamente &#8220;umana&#8221;, prima ancora che sociale o &#8220;di classe&#8221;.  Nelle sue foto è perfettamente evidente: c&#8217;è la vita, nonostante tutto, con le incombenze quotidiane da affrontare magari in una tenda, con i tanti sorrisi che, nonostante tutto, numerosi vengono fuori. C&#8217;è la voglia di esserci e di fare. Persone, non &#8220;gente&#8221; nè, tantomeno, &#8220;vinta&#8221;.</p>
<p>I miei complimenti a Treccenere sia per la qualità delle fotografie ( ma che fosse brava lo sapevamo già), sia, anzi soprattutto, per aver voluto affrontare un tema niente affatto facile, un tema che obbliga a venire a contatto con la sofferenza, un tema per svolgere il quale bisogna uscire dal proprio guscio, dal proprio ambiente, e farsi accettare in un quartiere dal quale noi palermitani ci teniamo quanto più possibile distanti . . .</p>
<p>Queste le foto:</p>
<p><object width="480" height="385"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/whvVQi4URpU&#038;hl=it_IT&#038;fs=1&#038;"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/whvVQi4URpU&#038;hl=it_IT&#038;fs=1&#038;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="480" height="385"></embed></object></p>
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		<title>Il tempo scorre sulle rovine di Poggioreale</title>
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		<pubDate>Thu, 31 Dec 2009 17:45:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Columba</dc:creator>
				<category><![CDATA[It's me!]]></category>
		<category><![CDATA[fotografia]]></category>

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		<description><![CDATA[

Piccola meditazione di fine anno su qualche aspetto della nostra &#8211; intendo umana e insieme, più specificamente, siciliana &#8211; condizione . . .
Il terremoto della Valle del Belice è ormai datato di oltre 40 anni: della storia della ricostruzione, delle scelte, delle speculazioni, degli errori, mancanze, omissioni, sottrazioni . . . non è a questo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a title="Il tempo scorre sulle rovine di Poggioreale by lorca56, on Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/lorca/4231729190/"><img class="alignnone" style="margin-left: 10px; margin-right: 10px;" src="http://farm5.static.flickr.com/4028/4231729190_9f39a68521.jpg" alt="Il tempo scorre sulle rovine di Poggioreale" width="474" height="317" /></a></p>
<p>
Piccola meditazione di fine anno su qualche aspetto della nostra &#8211; intendo umana e insieme, più specificamente, siciliana &#8211; condizione . . .</p>
<p>Il terremoto della Valle del Belice è ormai datato di oltre 40 anni: della storia della ricostruzione, delle scelte, delle speculazioni, degli errori, mancanze, omissioni, sottrazioni . . . non è a questo che va la mia attenzione. La riflessione nasce dall&#8217;aver potuto fare questa foto pochi giorni orsono: le case, il paese, hanno lo stesso aspetto del giorno dell&#8217;abbandono. Certo, qualche muro avrà ceduto, qualche tetto sarà crollato, ma il paese, il paesaggio che da esso ne deriva, è rimasto sostanzialmente immutato.</p>
<p>Strana situazione: in un tempo di rapidi cambiamenti, un tempo che non ci dà tregua, che non consente alla nostra natura di adattarsi al ritmo delle mutazioni, la condizione dei ruderi di Poggioreale sembra suggerirci una pseudo-gattopardesca riflessione sullo scorrere del tempo. Come a dire che il tempo che ci facciamo vertiginosamente scorrere addosso, il tempo che esaurisce in fretta le nostre risorse vitali, non è capace, non riesce a cancellare l&#8217;immobilismo, l&#8217;inerzia, l&#8217;indifferenza delle nostre esistenze.</p>
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		<title>Poutpourri Trimestrale</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Dec 2009 15:32:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Columba</dc:creator>
				<category><![CDATA[cultura]]></category>
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		<description><![CDATA[
Ovvero una nuova rivista di fotografia creata a Palermo! Quando l&#8217;ho vista, sui banchi della mia edicola preferita l&#8217;ho comprata subito. Il suo creatore, Flavio Vicari, l&#8217;ho conosciuto tramite flickr e soprattutto tramite la sua instancabile attività di propositore di eventi legati al mondo della fotografia. Ebbene devo dire a Flavio e, naturalmente, agli altri [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.flickr.com/photos/potpourrimensile/4035377257/"><img class="aligncenter" title="Poutpourri Trimestrale" src="http://farm3.static.flickr.com/2488/4035377257_82d2e4889e_d.jpg" alt="" width="486" height="163" /></a></p>
<p><a href="http://www.flickr.com/photos/potpourrimensile/4035377257/"></a>Ovvero una nuova rivista di fotografia creata a Palermo! Quando l&#8217;ho vista, sui banchi della mia edicola preferita l&#8217;ho comprata subito. Il suo creatore, Flavio Vicari, l&#8217;ho conosciuto tramite flickr e soprattutto tramite la sua instancabile attività di propositore di eventi legati al mondo della fotografia. Ebbene devo dire a Flavio e, naturalmente, agli altri collaboratori alla realizzazione: bravo, bravo, bravo! Non deve essere stato facile. Chi vive a Palermo sa quanto sia difficile venir fuori con una qualche attività: tutto e tutti sembrano congiurare per non fartela fare, per fermarti. Questa &#8220;cosa&#8221; , nata prima sul web, e molto rapidamente arrivata alla carta stampata, si è invece concretizzata: onore al merito.</p>
<p>Passo adesso alle impressioni dalla lettura.</p>
<p><span id="more-558"></span>La prima cosa che salta subito agli occhi è questa: ma che belle foto . . anche quelle già viste on line acquistano una consistenza e una maggiore dignità! Ma guarda, vuoi vedere che la carta stampata si conferma ancora come il mezzo che meglio valorizza l&#8217;immagine fotografica. Mi piace questa sensazione, sa di recupero di qualcosa di buono. Mi piace anche il fatto che gli autori presenti siano veramente tanti, da quelli &#8220;famosi&#8221; agli illustri sconosciuti. E&#8217; una grande opportunità quella di poterli vedere tutti accomunati dallo stesso contenitore, mi sa di &#8220;scuola&#8221;, nel senso migliore del termine, di luogo cioè di scambio e di crescita, al di sopra delle divisioni e dei limiti imposti dalle realtà professionali e commerciali.</p>
<p>C&#8217;è ovviamente anche qualcosa che mi piace di meno e che mi muove verso un certo fastidio: la riporto come critica costruttiva e sempre con estrema e totale benevolenza.</p>
<p>I testi non sono all&#8217;altezza. Non perché siano mal scritti o poco interessanti; piuttosto mi sanno di conformismo, per la precisione di un certo stile che si rifà al conformismo della critica, con un determinato uso di termini, costruzioni e figure retoriche. Non saprei fare di meglio, lo ammetto, ma, guardando dal di fuori, e cecando di dare un contributo, direi: valorizziamo la semplicità, l&#8217;interiorità, la ricerca.</p>
<p>Gli editoriali: almeno in questo primo numero sembrano essere ispirati da un approccio piuttosto stantio e retrivo alle questioni delle tecnologie e della comunicazione. Continuare a ribadire certe posizioni, certe contrapposizioni, tra analogico e digitale, tra pellicola e sensore, tra stampa in camera oscura e regolazioni di photoshop . . . lasciano il tempo che trovano. Vermeer, il pittore, era uno specialista nel prepararsi da solo i colori per le sue tele. Lavorava le pietre dure, riducendole a polvere e creando delle paste con gli olii. Lavoro sublime, ma obbligato. Non aveva alternative. Per la fotografia potremmo allora arrivare ad affermare che dobbiamo cominciare a prepararci i supporti sensibili in casa: lastre di vetro sensibilizzate al collodio e ai sali di argento. Bellissimo, per carità, ma certo non riusciremmo a fare quello che oggi facciamo. Se lo scopo non è la tecnica, ma il linguaggio, la scelta non si pone nemmeno.</p>
<p>Concludendo: sono molto contento, il giudizio è estremamente positivo, la rivista è godibilissima e sono sicuro che sempre più diverrà un prezioso punto di riferimento!</p>
<p>Sito web: http://www.potpourrimensile.com/</p>
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		<title>Percorsi e geolocalizzazione</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Nov 2009 07:32:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Columba</dc:creator>
				<category><![CDATA[fotografia]]></category>
		<category><![CDATA[provare/studiare]]></category>
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		<description><![CDATA[In quest&#8217;ultimo finesettimana ho provato un diverso software per iPhone basato sul GPS: si tratta di Everytrail ed è molto semplice da utilizzare. Il suo vantaggio fondamentale risiede, almeno così è dichiarato, nel basso consumo della batteria, in quanto la traccia Gps viene registrata anche durante lo standby dell&#8217;apparecchio. In effetti la traccia non si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In quest&#8217;ultimo finesettimana ho provato un diverso software per iPhone basato sul GPS: si tratta di <a title="Everytrail" href="http://www.everytrail.com" target="_blank">Everytrail </a>ed è molto semplice da utilizzare. Il suo vantaggio fondamentale risiede, almeno così è dichiarato, nel basso consumo della batteria, in quanto la traccia Gps viene registrata anche durante lo standby dell&#8217;apparecchio. In effetti la traccia non si interrompe, ma la batteria si è praticamente scaricata in circa 6 ore di registrazione, una durata che mi sembra imporre un limitte piuttosto stringente. Nessun problema invece riguardo la ricezione dei satelliti anche tenendo il telefono nella tasca dei pantaloni.</p>
<p>Molto utile e funzionale il servizio offerto dal sito everytrail.com: la traccia può essere caricata direttamente dall&#8217;iPhone semplicemente e velocemente; ma l&#8217;aspetto  più interessante sta forse nel posizionamento automatico delle fotografie importate sulla stessa traccia (a patto di  avere correttamente settato l&#8217;orario della camera). Quanto ottenuto può essere riportato in qualsiasi sito con la nota tecnica dell&#8217;embedding.</p>
<p><span id="more-551"></span></p>
<p>Il mio primo e sinora unico tentativo è il seguente:</p>
<h2><a href="http://www.everytrail.com/view_trip.php?trip_id=425303">Monte San Calogero</a></h2>
<p><object width="480" height="400" data="http://www.everytrail.com/swf/widget.swf" type="application/x-shockwave-flash"><param name="FlashVars" value="tripId=425303&amp;units=&amp;mode=0&amp;key=ABQIAAAAggE6oX7o-2CFkLBRN20X9BTCaWgBOrVzmDbJc0e41WeTNzCWNBSYkdZ8D6iOk2yqQd-kgDCXfoqiUQ&amp;startLat=37.91226&amp;startLon=13.721092&amp;stats=off&amp;userId=95161&amp;mapType=Terrain" /><param name="src" value="http://www.everytrail.com/swf/widget.swf" /><param name="flashvars" value="tripId=425303&amp;units=&amp;mode=0&amp;key=ABQIAAAAggE6oX7o-2CFkLBRN20X9BTCaWgBOrVzmDbJc0e41WeTNzCWNBSYkdZ8D6iOk2yqQd-kgDCXfoqiUQ&amp;startLat=37.91226&amp;startLon=13.721092&amp;stats=off&amp;userId=95161&amp;mapType=Terrain" /><param name="quality" value="high" /></object><br />
<a href="http://www.everytrail.com">Map your trip with EveryTrail</a></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Biennale delle immagini del mondo</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Nov 2009 14:42:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Columba</dc:creator>
				<category><![CDATA[cultura]]></category>
		<category><![CDATA[fotografia]]></category>

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Ho avuto l&#8217;opportunità, in quest&#8217;ultimo finesettimana, di visitare alcune delle esposizioni fotografiche nell&#8217;ambito di Photoquai. La manifestazione, non senza una certa tutta francese enfasi, ha come sottotitolo 2me biennale des images du monde, e comprende opere di 50 fotografi che vivono e lavorano nel mondo &#8220;non occidentale&#8221;: medioriente, africa, oceania, america latina. Per maggiori dettagli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a title="Photoquai - 2eme biennale des imades du monde by lorca56, on Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/lorca/4116588895/"><img src="http://farm3.static.flickr.com/2574/4116588895_3f7b8c7c74.jpg" alt="Photoquai - 2eme biennale des imades du monde" width="490" height="200" /></a></p>
<p>
<br />
Ho avuto l&#8217;opportunità, in quest&#8217;ultimo finesettimana, di visitare alcune delle esposizioni fotografiche nell&#8217;ambito di <em><strong><a title="Photoquai" href="http://www.photoquai.fr" target="_blank">Photoquai</a></strong></em>. La manifestazione, non senza una certa tutta francese enfasi, ha come sottotitolo <strong>2<em>me biennale des images du monde</em></strong>, e comprende opere di 50 fotografi che vivono e lavorano nel mondo &#8220;non occidentale&#8221;: medioriente, africa, oceania, america latina. Per maggiori dettagli questo il link alla <a title="Presentazione di Photoquai 2009" href="http://www.photoquai.fr/fr/presentation.html" target="_blank">pagina di presentazione</a>. Come il titolo può forse far intendere si tratta di una delle manifestazioni culturali promosse dal Museo del Quai Branly, il cosiddetto &#8220;museo dell&#8217;uomo&#8221;, che espone reperti delle culture cosiddette &#8220;primitive&#8221; nel senso che si tratta di manufatti non contaminati dalla cultura occidentale. Val sicuramente la pena di una (e anche più d&#8217;una) visita!<br />
Photoquai 2009 è centrato su due esposizioni centrali, una ospitata nelle sale del museo, &#8220;165 anni di fotografia iraniana&#8221;, la seconda all&#8217;aperto, <a title="Sur le quais" href="http://www.photoquai.fr/fr/sur-les-quais.html" target="_blank">direttamente sulla banchina della Senna</a> antistante il museo. Delle due la seconda è certamente più interessante sul piano fotografico, anche se mi sarei aspettato di trovare delle modalità espressive più originali, peculiari e caratteristiche dei paesi e artisti di provenienza. Tutto sommato, mi par di capire, il linguaggio fotografico è quello che è, quello che già conosciamo e pratichiamo &#8220;all&#8217;occidentale&#8221; e non mi pare che questi fotografi &#8220;non occidentali&#8221; riescano poi a scostarsene sensibilmente. &#8220;165 anni di fotografia iraniana&#8221; è interessante più che altro sul piano storico: si va dalle prime riprese fotografiche di metà ottocento alle foto della rivoluzione khomeinista, passando dalla guerra Iran-Irak, per arrivare alle sperimentazioni attuali. Interessante, ma appare chiaramente come una vera e propria &#8220;scuola&#8221; di fotografia iraniana non abbia ancora avuto modo di formarsi.</p>
<p>Delle tante altre esposizioni correlate a quella principale ho potuto poi vedere solamente <a title="Portrait Croises" href="http://www.photoquai.fr/fr/expositions/pavillon-des-sessions.html" target="_blank"><em>Portraits croisés</em>, al Pavillon des sessions del Louvre</a>, ma, sinceramente, non vale la pena e la bellissima <a title="Retrospettiva di Michael Kenna" href="http://www.photoquai.fr/fr/expositions/bibliotheque-nationale-de-france.html" target="_blank">retrospettiva di </a><strong><a title="Retrospettiva di Michael Kenna" href="http://www.photoquai.fr/fr/expositions/bibliotheque-nationale-de-france.html" target="_blank">Michael Kenna</a> alla</strong> Bibliothèque nationale de France. </p>
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		<title>BazanCuba</title>
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		<pubDate>Mon, 27 Apr 2009 16:21:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Columba</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Lo inseguivo ormai da diverso tempo: non é acquistabile tramite gli usuali canali commerciali, ma solo direttamente dal suo autore, Ernesto Bazan. Mi era davvero dispiaciuto moltissimo aver perduto l&#8217;occasione di incontrare Ernesto &#8211; e di acquistare il libro &#8211; qui a Palermo, in occasione della presentazione al &#8220;Nuovo Montevergini&#8221; ma, fortunatamente,  per mail, mi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.bazancuba.com"><img style="float:left; margin-right: 5px;" title="Bazancuba - il libro di Ernesto Bazan" src="http://www.rosalio.it/wp-content/BazanCuba.jpg" alt="copertina bazancuba: un bambino si sporge dal finestrino di una nave" width="167" height="150" /></a>Lo inseguivo ormai da diverso tempo: non é acquistabile tramite gli usuali canali commerciali, ma solo direttamente dal suo autore, Ernesto Bazan. Mi era davvero dispiaciuto moltissimo aver perduto l&#8217;occasione di incontrare Ernesto &#8211; e di acquistare il libro &#8211; qui a Palermo, in occasione della <a href="http://www.rosalio.it/2009/04/14/si-presenta-bazancuba-allatelier-del-nuovo-montevergini/" target="_blank">presentazione</a> al &#8220;Nuovo Montevergini&#8221; ma, fortunatamente,  per mail, mi diceva di potere rivolgermi al fratello, in grado di distribuirne qui a Palermo un certo numero. Ieri sera sono entrato in possesso della mia copia e subito mi sono immerso nella lettura.</p>
<p>Che le immagini fossero belle e interessanti lo avevo già capito dalle piccole anteprime visitabili sul <a href="http://www.bazancuba.com" target="_blank">sito</a>. Ma l&#8217;emozione, questa no, non me la potevo aspettare! A livello personale non sono mai stato particolarmente conquistato dalle mitologie cubane, né quelle di stampo letterario né quelle castriste o &#8220;che-iste&#8221;. Né, tantomeno, il libro e il lavoro di Ernesto Bazan se ne curano più di tanto.</p>
<p>Sono stato almeno tre ore di fila a sfogliare il libro, guardando le foto, leggendo i brevi ma intensi testi; ogni tanto tornando indietro per guardare di nuovo. A dispetto del forte impatto visivo ed emozionale il libro e le immagini non lasciano &#8220;esaurirsi&#8221; presto. Non ci vengono mostrate grandi meraviglie, né grandi tragedie. Ci vuole tempo, bisogna lasciarsi andare e diventare disponibili, Ernesto Bazan pretende, ci costringe, a partecipare a qualcosa di intimo, di vissuto.</p>
<p>Vissuto, appunto, forse questa è la parola chiave più adeguata a caratterizzare questo lavoro.</p>
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		<title>Un esperienza di &#8220;lettura di portfolio&#8221;</title>
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		<pubDate>Sun, 21 Sep 2008 16:30:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Columba</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ho avuto l&#8217;opportunitÃ  e il piacere, ieri sera, di partecipare con alcune immagini scattate in Bretagna durante le vacanze estive, ad una serata di &#8220;lettura di Portfolio&#8221; organizzata dalla associazioni Photoarea 2006 e GruppoCorto. Serata molto piacevole, ricca di incontri, di scambi, di reciproche curiositÃ . Personalmente credo di avere imparato parecchio sia nel vedere i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho avuto l&#8217;opportunitÃ  e il piacere, ieri sera, di partecipare con alcune immagini scattate in Bretagna durante le vacanze estive, ad una serata di &#8220;lettura di Portfolio&#8221; organizzata dalla associazioni <a title="Leggi il regolamento" href="http://photoarea.typepad.com/photoarea/2008/08/regolamento-por.html#more" target="_blank">Photoarea 2006</a> e GruppoCorto. Serata molto piacevole, ricca di incontri, di scambi, di reciproche curiositÃ . Personalmente credo di avere imparato parecchio sia nel vedere i portfolio dei vari partecipanti, sia, soprattutto, nell&#8217;ascoltarne le letture ad opera dei vari esperti, tutti molto competenti, affabili, disponibili e incoraggianti. Molto bello, molto positivo, voglio pubblicamente applaudire e ringraziare gli organizzatori.<br />
<span id="more-157"></span><br />
Aggiungo alcune piccole considerazioni &#8221; a margine&#8221;, pensieri e riflessioni che mi vengono dalla partecipazione ad esperienze diverse soprattutto dell&#8217;ambito web e internet: il mondo della fotografia, almeno quello ufficiale dei fotografi &#8220;importanti&#8221; e delle agenzie continua a sembrarmi molto chiuso alle logiche &#8220;open&#8221; del tipo &#8220;Creative Commons&#8221;. Gli stessi siti internet di riferimento sono poco piÃ¹ che una vetrina e molta attenzione Ã¨ spesa sia nel non mostrare troppo, sia, forse soprattutto, per impedire il riutilizzo dei materiali fotografici, come se il fatto di riportare su qualche blog o qualche documento elettronico una immagine a bassa risoluzione (quali quelle inseribili e fruibili sul web) potesse ledere i diritti degli autori o addirittura privarli di una fonte di reddito. La storia dell&#8217;open source testimonia dinamiche del tutto differenti . . .<br />
Altra osservazione riguarda la chiave di lettura delle immagini; o forse sarebbe piÃ¹ corretto parlare della cultura sottostante questa pratica. La mia impressione Ã¨ che si tratti, anche in questo caso, di qualcosa che Ã¨ rimasto un pÃ² isolato dalla elaborazione avvenuta in altri campi. Mi riferisco alla separazione in &#8220;generi&#8221; fotografici: reportage, ricerca, paesaggio, arte, etc. etc. Si tratta della divisione classica riscontrabile sui manuali di fotografia e anche sull&#8217;offerta commerciale da parte delle diverse agenzie, divisione che risponde ad alcune logiche merceologiche e classificative di importanza pratica evidente ma che non puÃ², per forza di cose, rispecchiare la ricchezza e la complessitÃ  dell&#8217;offerta spontanea da parte degli autori e degli amatori. Il fatto che gli esperti lettori di portfolio adottino una stessa chiave lettura riporta, per analogia, a quanto succede nel mondo accademico a proposito della divisione in discipline, divisione spesso piegata ad esigenze diverse da quelle propriamente scientifiche. Divisione che impoverisce e ostacola la costruzione di un sapere sistemico, di una cultura della complessitÃ  e della globalizzazione (vedi &#8220;La testa ben fatta&#8221; di Morin). ChissÃ , magari in una prossima edizione, si potrebbe escogitare, in aggiunta alle preziose indicazioni degli esperti, qualche momento diverso di confronto, magari centrato di volta in volta su dinamiche diverse: comunicative, evocative . . . magari coinvolgendo anche il pubblico e costituendo una rete di valutazione e di valutatori.</p>
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		<title>Nuova pagina: &#8220;Fotografia&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 27 Mar 2008 22:05:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Columba</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ho aggiunto una nuova pagina al blog: la trovate nel menu principale alla voce &#8220;Fotografia&#8221;. Grazie al sevizio messo a disposizione da flickrSLiDR Ã¨ infatti possibile includere in qualsiasi pagina web una presentazione (slideshow) delle proprie immagini caricate su Flickr!
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho aggiunto una nuova pagina al blog: la trovate nel menu principale alla voce &#8220;Fotografia&#8221;. Grazie al sevizio messo a disposizione da <span style="color: #0063dc">flick</span><span style="color: #ff0084">r</span><em><span style="color: #0063dc; font-weight: bold">SLiD</span><span style="color: #ff0084; font-weight: bold">R</span></em> Ã¨ infatti possibile includere in qualsiasi pagina web una presentazione (slideshow) delle proprie immagini caricate su <a href="http://www.flickr.com" title="Flickr">Flickr</a>!</p>
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